Territori

Nuovi successi per Eni in Norvegia e Algeria

Nuova scoperta a olio nel Mare di Barents Occidentale e accordo con Sonatrach in Algeria per l’ingresso in tre concessioni onshore nel bacino del Nord Berkine.

Due nuovi importanti novità in casa Eni: l’azienda italiana ha annunciato una nuova scoperta a olio nella licenza PL532 nel Mare di Barents Occidentale e firmato un accordo con Sonatrach per l’ingresso in tre concessioni onshore nel bacino del Nord Berkine.

LA SCOPERTA DI SKRUIS IN NORVEGIA È UN ALTRO RISULTATO DELLA STRATEGIA DI ESPLORAZIONE NEAR FIELD DI ENI

Il pozzo esplorativo in Norvegia, perforato in 409 metri d’acqua sul prospetto denominato Skruis nella licenza PL532 (Equinor 50% Op., Eni 30% e Petoro 20%), si trova a circa 230 chilometri a nord ovest della città di Hammerfest e pochi chilometri a nord del campo di Johan Castberg per il quale è stato approvato il piano di sviluppo nel giugno 2018 e del quale è prevista l’entrata in produzione nel 2022. L’obiettivo esplorativo del pozzo era di testare il potenziale a idrocarburi delle sequenze del Giurassico medio. Il pozzo ha incontrato 34m di colonna a olio leggero in un singolo orizzonte di arenarie con ottime proprietà petrofisiche. Le stime preliminari della scoperta indicano un range di volumi tra 50 e 60 milioni di olio in posto, 15-25 milioni di barili recuperabili, con potenziale addizionale da valutare, evidenzia Eni, sottolineando che il pozzo “non è stato testato alla produzione ma è stata condotta un’intensa campagna di acquisizione dati e di campionamento” e ora “sarà abbandonato permanentemente”. “La scoperta di Skruis è un altro risultato della strategia di esplorazione near field di Eni che permette lo sfruttamento delle riserve grazie alle sinergie offerte con le infrastrutture produttive future”, ha chiarito l’azienda.

ENI RAFFORZA ULTERIORMENTE LA SUA PRESENZA NEL BACINO DEL NORD BERKINE IN ALGERIA

Il Presidente e Direttore Generale della società di stato algerina Sonatrach, Abdelmoumem Ould Kaddour, e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato, in occasione dell’Algeria Future Energy Summit di Algeri, un accordo per l’ingresso di Eni con una quota del 49% nelle concessioni di Sif Fatima II, Zemlet El Arbi e Ourhoud II, nel bacino del Nord Berkine, nel deserto algerino. Le licenze, nelle quali Sonatrach manterrà una quota del 51%, coprono una superficie complessiva di 8500 km2 e si trovano nel bacino del Nord Berkine, un’area dove Eni è presente dal 1981 con una posizione di leadership e nel quale sono ubicati tutti gli asset produttivi della società, tra cui il campo di Bir Rebaa North (BRN) che ha dato inizio nel 1995 alla produzione petrolifera di Eni nel Paese. Eni e Sonatrach realizzeranno un importante programma di esplorazione e completeranno la delineazione per sviluppare le riserve dei tre blocchi stimate in 145 milioni di barili di petrolio equivalente (boe), con l’avvio della produzione previsto per la fine del 2020. Lo sviluppo di queste risorse beneficerà delle sinergie con le istallazioni esistenti e allo stesso tempo con nuove istallazioni attualmente in costruzione, come il gasdotto di 180 chilometri che collegherà con un progetto fast-track i campi petroliferi di BRN e MLE. L’ingresso del cane a sei zampe nei tre contratti di concessione è condizionato alla approvazione da parte delle autorità algerine.

“Gli accordi di oggi sono l’ulteriore conferma della strategicità dell’Algeria dove Eni ha pianificato importanti investimenti nei prossimi anni – ha commentato Descalzi -. Con Sonatrach lavoreremo con l’obiettivo di realizzare un hub del gas nel bacino del Nord Berkine. Nel Paese c’è ancora tanto gas e Eni metterà a disposizione la propria tecnologia e le proprie competenze per svilupparlo”.