Scenari

Come è andato il primo trimestre di Eni. E cosa riserva il 2018

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Descalzi: Risultati economici e finanziari eccellenti, sono migliorati in misura più che proporzionale rispetto allo scenario petrolifero

Nel primo trimestre 2018 l’Eni ha raggiunto una produzione di idrocarburi pari a 1,867 milioni di barili al giorno, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel settore gas le vendite di Gnl risultano in crescita del 35% a 2,70 miliardi di metri cubi per effetto anche della disponibilità di gas da produzione upstream in Indonesia grazie all’accresciuta integrazione tra business. Mentre da un punto di vista finanziario il Cane a sei zampe chiude la prima parte dell’anno con un utile netto pari a 946 milioni di euro (-2%) e un utile netto adjusted di 978 milioni (+31%).

LE PERFORMANCE NEL SETTORE IDROCARBURI DI ENI

La performance nel settore idrocarburi, spiega la nota dell’Eni, riflette il contributo dei ramp-up dei progetti del 2017 in particolare in Angola, Egitto, Ghana e Indonesia e degli start-up 2018 (per un contributo complessivo di 238 mila barili al giorno), nonché l’ingresso nei due ‘Concession Agreement offshore’ in produzione di Lower Zakum (5%) e Umm Shaif/Nasr (10%) negli Emirati Arabi Uniti.  Queste voci sono da compensare però con le fermate programmate in Algeria, il rallentamento dell’attività in Venezuela, e il declino di giacimenti maturi. Escludendo l’effetto prezzo nei contratti Psa (Production sharing agreement), la produzione è comunque in crescita del 4,4%.

PRODUZIONE PETROLIO +6,4%, GAS +2%

eniIn particolare, la produzione di petrolio è stata di 885 mila barili al giorno, con una crescita di 53 mila barili, pari al 6,4%, rispetto al primo trimestre 2017 dovuta ai ramp-up del periodo parzialmente compensati dall’effetto prezzo e dalle fermate programmate. La produzione di gas naturale è stata di 152 milioni di metri cubi al giorno con una crescita di 3 milioni, pari al 2% rispetto al primo trimestre del 2017 per effetto dei ramp-up produttivi parzialmente compensati dal declino di giacimenti maturi.

L’OUTLOOK 2018: CONFERMATA PREVISIONE DI CRESCITA

Nell’ambito della produzione di idrocarburi, Eni conferma per il 2018 la revisione al rialzo della previsione di crescita rispetto al 2017 a +4%, corrispondente a un livello di circa 1,9 milioni di boe/giorno. “Tale incremento sarà sostenuto dal ramp-up degli avvii 2017 in particolare in Egitto, Indonesia e a Kashagan, dagli start-up di nuovi progetti in particolare in Angola e Ghana, dalla stabilizzazione di Goliat (Norvegia) e dal contributo dell’iniziativa negli Emirati Arabi, in parte compensati prevalentemente dai declini delle produzioni mature”. Nel Gas & Power è “confermata la previsione per il 2018 di utile operativo adjusted a 0,3 miliardi di euro, grazie a nuove azioni sul portafoglio gas, la performance del power e sinergie da integrazione con l’upstream nel business GNL, nonché alla crescita del risultato del retail”. Mentre nelle vendite gas sono previste flessioni in linea con la riduzione degli impegni contrattuali long-term in acquisto e vendita” e una “crescita dei volumi contrattati di GNL a fine anno a circa 6 milioni di tonnellate”. A livello di gruppo è confermata, infine, “la copertura degli investimenti e del dividendo allo scenario Brent di circa 55 dollari/barile nel 2018” e confermata la guidance a 7,7 miliardi di euro nel 2018 per il Capex. Eni

DESCALZI: CASH NEUTRALITY CON PREZZO BRENT A 55 DOLLARI

“Nel primo trimestre i risultati economici e finanziari di Eni sono stati eccellenti, migliorando in misura più che proporzionale rispetto allo scenario petrolifero – ha commentato l’ad di Eni Claudio Descalzi –. Rispetto al primo trimestre 2017, con un incremento del prezzo Brent in euro dell’8%, l’utile operativo adjusted di gruppo è aumentato del 30%, mentre la generazione di cassa da risultato è cresciuta del 22%. Questi risultati sono stati ottenuti principalmente grazie alle maggiori produzioni di idrocarburi, che hanno spinto il risultato operativo E&P con un incremento del 47%. Nel primo trimestre sono inoltre proseguite le azioni di ottimizzazione del nostro portafoglio assets con l’ingresso negli Emirati Arabi Uniti, una delle aree più produttive al mondo, e la vendita di un ulteriore 10% del campo di Zohr in Egitto. Anche i business Mid‐Downstream hanno ottenuto risultati importanti nel trimestre, nonostante uno scenario per loro meno favorevole rispetto al 2017, beneficiando delle azioni di rafforzamento e sviluppo messe in campo negli ultimi 3 anni. In particolare il GNL ha conseguito risultati di rilievo, frutto dell’accresciuta integrazione con le altre attività di Gruppo. Sulla base di questi risultati e della strategia annunciata con il Piano 2018‐2021, confermo per il 2018 l’obiettivo di una cash neutrality a un prezzo del Brent pari a 55 dollari al barile”.