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Eni

Ecco come sarà lo sconto del 30 % sulle bollette luce e gas di Eni

L’iniziativa fissa anche un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio nelle stazioni Enilive per contenere i rincari. I provvedimenti puntano a sostenere i consumatori a fronte delle tensioni geopolitiche e dei mercati energetici.

Dopo il successo del tetto ai prezzi dei carburanti, il gruppo Eni ha deciso di offrire uno sconto del 30% sulle forniture di luce e gas. La misura rientra nell’iniziativa Eni per l’Italia ed è destinata ai clienti che sottoscriveranno la proposta attraverso Plenitude dal 1° al 24 ottobre 2026. La riduzione viene calcolata sui corrispettivi della principale offerta a prezzo fisso e prevede il blocco delle tariffe della materia prima per la durata di due anni. L’azienda ha comunicato che si farà carico dei recenti rincari legati ai costi di approvvigionamento.

L’agevolazione garantisce un risparmio stimato in circa 100 euro all’anno sul contratto del gas e di ulteriori 100 euro su quello dell’energia elettrica, per un beneficio complessivo di circa 200 euro annui in caso di doppia fornitura. Plenitude ha inoltre precisato che valuterà eventuali nuovi interventi a supporto dei consumatori in relazione all’evoluzione dei contesti di mercato.

TETTO AI PREZZI DEI CARBURANTI ALLE STAZIONI ENILIVE

L’intervento sulle bollette di casa segue infatti la misura adottata dalla società sulla propria rete di distributori Enilive. A partire dal 28 settembre 2026 è stato introdotto un prezzo massimo garantito pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina. Il valore fissato si posiziona a circa 17 centesimi al litro al di sotto delle attuali medie di mercato ed è legato alle agevolazioni fiscali sulle accise attualmente in vigore. Il blocco dei listini ha una validità iniziale di 30 giorni, con la possibilità di essere prorogato fino alla fine dell’anno secondo l’andamento degli approvvigionamenti.

CRISI GEOPOLITICHE E CAPACITÀ DI RAFFINAZIONE IN EUROPA

La decisione di porre un limite ai listini nasce dalla contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sui mercati internazionali a causa delle crisi geopolitiche. A questo fenomeno si somma la perdita di capacità produttiva in Europa, dove negli ultimi quindici anni hanno chiuso quasi 30 raffinerie.

Questo quadro ha generato prezzi particolarmente elevati per i consumatori e le aziende italiane. In tale contesto la società ha avviato un contributo di solidarietà che prosegue l’azione intrapresa a marzo, quando l’azienda ha iniziato ad assorbire direttamente una parte consistente degli aumenti delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati.

INVESTIMENTI NELLE BIORAFFINERIE E SITI NAZIONALI

Il gruppo industriale mantiene contemporaneamente l’impegno nella gestione e nella trasformazione dei propri impianti operativi in Italia. Gli interventi riguardano il funzionamento delle bioraffinerie di Venezia e Gela, insieme allo sviluppo del sito di Livorno e di altre strutture sul territorio nazionale.

Gli investimenti programmati mirano a preservare i livelli occupazionali e la tutela dell’ambiente. Tale presenza industriale consente di mantenere sul mercato una capacità di raffinazione orientata a prodotti sostenibili che altrimenti sarebbe andata perduta.

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