Eni potrebbe rientrare nel trading di gas e petrolio e si appresta a chiudere a breve il piano di acquisto di azioni proprie
Eni pensa al ritorno nel trading di gas e petrolio per aumentare la redditività, seguendo l’esempio di major come BP e Shell. Lo stesso ad Claudio Descalzi ha confermato l’intenzione di rientrare nel settore abbandonato nel 2019.
RITORNO CON JOINT-VENTURE
Nell’attività di compravendita di energia per il gruppo di San Donato Milanese sarebbe un ritorno. «Ho smesso il trading nel 2019, ma le altre grandi aziende sono tutte trader», ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Descalzi al Financial Times. «BP, Shell, Total sono grandi trader e guadagnano miliardi da questa attività» sottolinea. Secondo il Corriere della Sera, il gruppo tornerebbe attraverso una joint-venture, creando un’unità commerciale che opererebbe in modo indipendente.
TRATTATIVE CON MERCURIA
Descalzi ha dichiarato al FT di aver avviato trattative preliminari con diverse società di trading di materie prime, tra cui Mercuria. «Non è nel nostro Dna. Non siamo molto commerciali. Quindi ho pensato che per diventare commerciali dovevamo stringere una partnership per comprendere il business». Il ceo ha affermato che la produzione fisica di petrolio e gas di Eni la renderebbe un partner interessante. «Se siamo in grado di offrire una copertura fisica, questo rappresenta un grande vantaggio per loro. Possiamo completarci a vicenda». Descalzi ha anche detto all’FT che sta valutando nuovi accordi per espandere l’azienda. «Dobbiamo fare un passo avanti in termini di dimensioni».
PIANO DI BUYBACK
Eni si avvia a completare anche il buyback da 1,8 miliardi. Con l’acquisto di ieri dall’avvio del piano ha comprato 117.593.461 azioni per un valore di 1.778.325.856 euro, pari al 3,74% del capitale sociale.

