Erg studia alleanze industriali nel settore delle rinnovabili. Secondo indiscrezioni il gruppo starebbe vagliando operazioni straordinarie che potrebbero portare a un riassetto azionario della società
La dialettica tra Garrone e il fondo-azionista australiano Ifm per gli assetti del gruppo. Tra gli interessati figurerebbero il gruppo energetico A2A e alcuni fondi di investimento. Sul mercato, però, l’ipotesi più accreditata è quella di un’aggregazione di Erg con un attore industriale.
ERG E LE RINNOVABILI
Nato nel 1938 come operatore petrolifero, Erg si è trasformata in uno dei principali produttori italiani di rinnovabili, con oltre 700 milioni di ricavi annui. Come riporta il Corriere il gruppo ha come azionista di maggioranza la holding SQ Renewables, che detiene il 62,5% del capitale e il circa il 77% dei diritti di voto. A sua volta, SQ Renewables è controllato con il 51% dalla famiglia Garrone, mentre il 49% fa capo al fondo australiano Ifm, specializzato in infrastrutture energetiche. Ifm è entrato nel capitale della holding nel giugno del 2022, investendo un miliardo di euro per rilevarne il 35%. Il fondo ha poi incrementato la partecipazione in SQ Renewables al 49% nel 2024, iniettando altri 500 milioni.
GARRONE E IFM
La partnership fra la famiglia Garrone e Ifm era nata per consolidare la posizione di Erg come attore chiave nella transizione energetica, non solo Italia ma anche in Europa, e consentire al gruppo con sede a Genova «di sbloccare nuove opportunità di crescita, anche sulla scia degli obiettivi di decarbonizzazione dei paesi Ue». Tra i due soci è in corso una dialettica sulla loro alleanza e sul futuro del gruppo. In questo confronto potrebbe inserirsi l’eventuale nuova aggregazione di Erg con un gruppo industriale. Un’operazione che dovrà fare i conti con le misure del decreto Bollette che rischia di incidere significativamente sui margini dei produttori di rinnovabili come Erg, A2A, Enel.
A2A IN CORSA?
A2A non ha mai fatto mistero di voler crescere nelle rinnovabili dove già conta già su una produzione da fonti verdi pari a 6.032 Gwh di cui 840 da solare ed eolico. Con l’aggiornamento del piano al 2025 presentato a dicembre il ceo renato Mazzoncini ha indicato che il gruppo intende investire 7 miliardi, tutti destinati alla decarbonizzazione, tra fonti rinnovabili, efficienza energetica, reti elettriche e di teleriscaldamento.

