Sostenibilità

Esposti vs buonsenso. La disfida su Tap

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Da un lato i 5 Stelle che continuano a schierarsi contro la realizzazione del Tap. Con dichiarazioni e manifestazioni prima, ed ora anche con esposti in procura, come quello presentato nelle ultime ore in Puglia da alcuni senatori grillini, avente ad oggetto incongruenze procedurali nei lavori del gasdotto. Probabilmente un assist agli esponenti del Governo, primo tra tutti il vicepremier Di Maio, che stanno provando a bloccare l’avanzamento dell’opera. Dall’altro lato la strana coppia Renzi-Brunetta, che a distanza di 24 ore – e con ogni probabilità all’insaputa reciproca – ha ribadito l’assurdità di posizioni avverse ad un’opera dall’alto valore strategico che renderebbe l’Italia maggiormente indipendente sul piano dell’approvvigionamento energetico e che, senza arrecare danni ambientali, comporterebbe anche vantaggi economici in bolletta.

Matteo Renzi, di ritorno dal suo viaggio in Cina ha affidato alcune sue riflessioni alla sua consueta newsletter: “Vedo tra Shangai e Hong Kong un futuro fatto di intelligenza artificiale, di big data, di innovazione, di inaugurazioni di nuovi tratti dell’alta velocità. Da noi non solo si fermano Tav e Tap: da noi si vogliono chiudere i negozi la domenica, licenziando mezzo milione di persone. Mi hanno fatto notare che solo il 10% del miliardo e trecento milioni di cinesi ha il passaporto ma nei prossimi cinque anni questa percentuale raddoppierà. Ma hanno bisogno di voli e di infrastrutture: e chi glielo dice che dalle nostre parti Toninelli vuole bloccare anche gli aeroporti?”. Più sferzante Renato Brunetta, intervenuto alla convention di Fiuggi di Forza Italia: “Diciamo sì alla democrazia economica, contro ogni populismo. Dobbiamo riprendere in mano la bandiera della democrazia, della rappresentanza, del parlamentarismo. ‘Liberi e forti’, come diceva Don Sturzo, nel difendere la nostra democrazia, e democrazia vuol dire gestione della globalizzazione con il protagonismo dell’Europa, della sua storia e della sua cultura, non autarchia e il ritrarsi di piccole patrie che dicono solo no. No tav, no al Tap, no ai vaccini, no alla scienza. Perché questo vuol dire regressione insana, che vuol dire anche no alla democrazia”.

Parola chiare e nette. Al momento il fronte No Tap sembra più sfaldato, ed è per questo che prova ad alzare il livello dello scontro passando agli esposti. I favorevoli all’opera hanno argomentazioni forti, che devono però rendere il più comprensibili e semplici possibile per avere un appoggio sempre più popolare.