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Ets, Irap e Spalma incentivi. Tutti i rischi del Dl Energia

La scommessa con l’Ue sugli Ets, il paradosso dell’aumento dell’Irap, i rischi per gli investimenti rinnovabili. Tutte le possibili criticità del Dl Energia

Il dl Energia è una norma che nasce con un intento sociale ma nasconde diverse insidie. La riforma degli Ets rischia di essere bocciata dall’Ue perché contrasta con la norma europea. L’aumento dell’Irap rischia di colpire duramente i gestori della rete elettrica e del gas. La riduzione del prezzo dell’elettricità potrebbe disincentivare gli investimenti in rinnovabili. Sono solo alcune delle criticità del dl Energia rilevate dalle associazioni audite oggi presso la Commissione Attività Produttive della Camera.

L’IRAP COLPISCE INGIUSTAMENTE I GESTORI DELLE RETI

L’aumento del’Irap coinvolge i gestori della rete elettrica e del gas, nonostante non abbiano grandi margini sui profitti. Per questa ragione, non potranno compensare l’incremento della tassa, secondo il direttore generale di Utilitalia.

“Segnalo che nell’elenco dei codici ATECO oggetto del provvedimento ci sono i sottocodici che corrispondono a distribuzione di energia elettrica e gas, ma non beneficiano degli effetti di mercato perché svolgono un servizio pubblico”, ha sottolineato Anna Maria Barile, aggiungendo che la riforma del mercato elettrico richiede “una calibratura tra mercato libero e tutele graduali, oltre a conciliare con altri strumenti recenti per le categorie fragili”.

RINNOVABILI A RISCHIO?

Il dl Energia rischia di prestare il fianco a potenziali effetti distorsivi su mercati energetici, ormai fortemente integrati a livello europeo, secondo il vicepresidente di AIGET. A farne le spese potrebbero essere le rinnovabili.

In particolare, le misure per la riduzione del prezzo dell’elettricità prodotta per mezzo del gas naturale potrebbero mettere a rischio gli investimenti in progetti di nuova capacità rinnovabile, secondo Piergiacomo Sibiano. La ragione è che “potrebbero non essere più remunerativi a causa dell’inattesa revisione al ribasso del prezzo spot italiano”, ha spiegato il vicepresidente di Aiget.
Lo Spalma incentivi per gli impianti fotovoltaici nasconde un problema: potrebbe disincentivare le imprese a richiedere gli incentivi, secondo il presidente del Coordinamento FREE.

“Le rinnovabili che escono dai meccanismi incentivanti finiscono sul mercato, incidendo sui prezzi. Il dl Energia prevede un meccanismo di riduzione della tariffa incentivante con allungamento dei termini di 3 o 6 mesi. Sarebbe meglio convertire questi mesi in una produzione indicativa, altrimenti si rischia che quei soggetti che ricadono negli incentivi nel periodo invernale non aderiscano perché la produzione sarebbe molto modesta”, ha affermato Attilio Piattelli, sottolineando che gli operatori attendono con ansia la pubblicazione del FerX, prevista entro il 30 settembre, per avere regole di mercato per prendere decisioni consapevoli.

“Con i prezzi minimi garantiti per il biogas gli impianti si possono trovare a lavorare in condizioni di prezzo negativo, compromettendo la conversione degli impianti a metano, quindi servirebbe un meccanismo più flessibile”, ha aggiunto Piattelli.

PERCHE’ LA RIFORMA DEGLI ETS RISCHIA LA BOCCIATURA DELL’UE

Destinare i proventi degli Ets alle famiglie è un intervento dall’alto valore sociale, ma rischia di costare caro al nostro Paese. Infatti, l’Ue potrebbe bocciare la misura contenuta nel Dl Energia perché non rispetta i vincoli europei, secondo il Vice Segretario Generale di Assarmatori.

“La normativa europea prevede un vincolo di destinazione di queste risorse rispetto alle attività collegate alla decarbonizzazione del settore, posto che il marittimo dal 2024 è stato inserito nel sistema Ets. Tuttavia, la misura contenuta nel Dl Energia sembra essere in contrasto con queste disposizioni”, ha spiegato Consoli nel corso dell’audizione.

Una tematica importante come la riforma del sistema degli Ets dovrebbe essere discussa a Bruxelles, secondo il presidente del coordinamento FREE.

“Riguardo le concessioni idroelettriche si potrebbe inserire tra i requisiti l’uscita dal mercato spot andando verso contratti a prezzo fisso. Questo bypasserebbe la problematica degli Ets”, ha suggerito Attilio Piattelli.

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