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Riforma mercato carbonio UE

Ets, la Commissione europea accelera sulla riforma: più incentivi agli investimenti verdi

La Commissione europea presenterà martedì 15 luglio la riforma del sistema Ets e nuove misure per ridurre il costo dell’elettricità. Tra le ipotesi allo studio figurano quote gratuite legate agli investimenti verdi, obblighi di spesa per la decarbonizzazione e l’estensione del sistema a nuovi settori. 

Martedì 15 luglio la Commissione europea presenterà la prevista revisione dell’Emission Trading System (Ets), il mercato europeo delle quote di emissione che rappresenta uno dei principali strumenti comunitari per l’abbattimento dei gas serra. Introdotto nel 2003, il sistema si basa sull’acquisto da parte delle imprese di quote necessarie a coprire le proprie emissioni di CO₂, secondo quanto riporta XXXX. L’Ets è disciplinato dalla direttiva europea sullo scambio delle quote di emissione e rappresenta uno dei pilastri del Green Deal europeo.

La proposta di revisione sarà accompagnata da un piano dedicato alla riduzione dei costi dell’energia elettrica e alla revisione di alcuni aspetti della fiscalità energetica. I commissari europei hanno discusso nei giorni scorsi possibili modifiche al sistema, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra quote gratuite e investimenti nella transizione energetica. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’esecutivo comunitario valuta come condizionare la distribuzione di certificati gratuiti alla necessità di nuovi investimenti verdi e come utilizzare in modo più efficace le entrate generate dall’Ets nei settori che devono essere decarbonizzati.

IL DIBATTITO SULLE QUOTE GRATUITE

La revisione arriva in una fase di forte confronto tra gli Stati membri. Molti Paesi ritengono che l’Ets debba essere aggiornato e modernizzato, ma soltanto con interventi limitati. Altri, tra cui l’Italia e la Polonia, considerano invece il sistema un costo eccessivo per alcuni comparti industriali. Nel documento discusso dalla Commissione emerge la volontà di estendere il regime di assegnazione gratuita delle quote agli investimenti, premiando i pionieri della transizione.

Parallelamente, Bruxelles starebbe valutando l’introduzione di un obbligo più stringente per gli Stati membri affinché una quota maggiore delle entrate generate dall’Ets venga destinata agli obiettivi originari di decarbonizzazione. L’obiettivo sarebbe quello di passare da una logica di tassa a una logica di investimento. La Commissione starebbe inoltre esaminando la possibilità di promuovere l’utilizzo di eventuali crediti raccolti a livello internazionale e di procedere con una valutazione settore per settore nella progressiva riduzione dei certificati gratuiti.

INCENERITORI, AVIAZIONE E OBIETTIVI CLIMATICI

Tra le novità più discusse figura la possibile inclusione di nuovi comparti nel sistema. La nota dell’esecutivo europeo citata da la Repubblica afferma che “La revisione dovrebbe garantire che tutti i settori coperti dall’Ets contribuiscano equamente agli obiettivi climatici dell’Ue. Ciò include l’applicazione di un segnale efficace sulle emissioni dell’aviazione per i voli extra-europei”. La Commissione europea sta inoltre valutando l’estensione del meccanismo agli inceneritori di rifiuti. Entrambe le ipotesi hanno già suscitato reazioni critiche da parte di alcune associazioni industriali, tra cui Confindustria.

La riforma si inserisce nel percorso che punta a ridurre le emissioni nocive del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha più volte difeso il sistema, sostenendo che il mercato delle emissioni ha contribuito a ridurre i gas nocivi del 39% tra il 1990 e il 2024. A marzo aveva inoltre indicato la necessità di un percorso «più realistico» nella distribuzione delle quote gratuite all’industria oltre il 2034 e di adottare «condizioni di parità per il settore marittimo».

BOLLETTE ELETTRICHE E UTILIZZO DELLE RISORSE ETS

Contestualmente alla revisione dell’Ets, la Commissione europea presenterà a metà luglio una proposta per ridurre il costo delle bollette elettriche. L’orientamento illustrato nei documenti preparatori prevede di tassare l’elettricità in modo più favorevole rispetto al gas naturale e di intervenire sugli oneri di rete, mantenendo la competenza degli Stati membri nella definizione delle aliquote fiscali. L’esecutivo comunitario punta inoltre a favorire i consumi nelle fasce orarie in cui l’energia presenta prezzi più bassi, incentivando una maggiore flessibilità della domanda.

Le dimensioni economiche del sistema restano rilevanti. Secondo le stime richiamate dalla Commissione europea, dal 2013 al 2025 l’Ets ha generato quasi 260 miliardi di euro di entrate, di cui 43 miliardi nel solo ultimo anno considerato. In vent’anni di attività il mercato ha prodotto 260 miliardi di euro e circa due terzi di queste risorse sono stati destinati ai Paesi membri. Bruxelles sta valutando anche la creazione di un fondo dedicato ai progetti di decarbonizzazione, finanziato attraverso la vendita di 400 milioni di quote, con una capacità potenziale di mobilitare circa 30 miliardi di euro. (Energia oltre – Bianca Maria Togni)

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