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Anche ExxonMobil si sgancia dal mare del Nord

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Oltre ad Exxon, anche altre importanti aziende petrolifere americane hanno lasciato il mare del Nord per concentrarsi altrove

La compagnia petrolifera statunitense ExxonMobil ha accettato di vendere la maggior parte dei suoi asset nella parte centrale e settentrionale del mare del Nord britannico alla società scozzese NEO Energy per oltre 1 miliardo di dollari.

IL CONTENUTO DELL’ACCORDO

L’accordo riguarda delle quote in una serie di campi (e relative infrastrutture) in cui Exxon non operava direttamente. Tra questi – ha fatto sapere la compagnia – ce ne sono quattordici in cui operava principalmente Shell, e anche i giacimenti di gas di Elgin-Franklin in cui operava invece Total. La quota di produzione da questi asset che spettava ad ExxonMobil ammontava a 38mila barili di petrolio equivalente al giorno nel 2019.

ExxonMobil ha specificato che manterrà la sua quota non operativa negli asset che si trovano nella parte meridionale del mare del Nord britannico, così come la sua partecipazione nell’infrastruttura Segal che rifornisce di etano l’impianto di etilene di Fife, in Scozia.

ANCHE CHEVRON E CONOCOPHILLIPS LASCIANO IL MARE DEL NORD

La scelta di ExxonMobil arriva dopo una serie di decisioni simili prese da altre importanti aziende petrolifere americane, che preferiscono focalizzarsi su asset in grado di garantire maggiori margini di profitto. Nel 2019, ad esempio, ConocoPhillips ha venduto i suoi giacimenti di petrolio e gas nel mare del Nord britannico a Chrysaor per 2,7 miliardi di dollari. Nello stesso anno, Chevron cedette il grosso del suo portfolio in quella regione al produttore israeliano Ithaca Energy per 2 miliardi.

NUOVI ATTORI CON FONDI DI PRIVATE EQUITY

Sia NEO Energy che Chrysaor che Ithaca Energy sono sostenute da fondi di private equity e concentrano le loro attività oil & gas nel mare del Nord.

EXXON VUOLE CONCENTRARSI SU GUYANA E USA

ExxonMobil ha dichiarato che la vendita a NEO le permetterà di concentrare gli investimenti nei progetti in Guyana, in Brasile e nel bacino Permiano statunitense. La transazione deve ancora ricevere le autorizzazioni e dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

GLI OBIETTIVI DI NEO

NEO prevede che l’acquisizione le permetterà di accrescere la sua produzione fino a circa 70mila barili al giorno nel 2021. Nel 2024 l’output dovrebbe superare gli 80mila barili al giorno.