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Federico (M5s): Le priorità sono ridare slancio al Superbonus e costruire una filiera dell’automotive sostenibile

Dl Energia

Il relatore al Dl Energia (che andrà in Aula alla Camera il prossimo 11 aprile) ha parlato con Energia Oltre delle priorità in questo periodo di crisi energetica: “Occorre imprimere un’accelerazione senza precedenti all’efficientamento energetico e alla diffusione delle diverse fonti energetiche rinnovabili”

Da martedì 5 aprile gli emendamenti al Dl Energia delle diverse forze politiche saranno esaminati in commissione, “il testo definitivo dovrebbe poi approdare in Aula alla Camera l’11 aprile” “e confidiamo che i lavori possano terminare entro Pasqua”. È quanto ha detto in un’intervista a ENERGIA OLTRE Antonio Federico, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente, Lavori pubblici e Territorio alla Camera, e relatore del decreto Energia. Secondo Federico è prioritario “ridare slancio al Superbonus 110%” soprattutto davanti “a una crisi energetica durissima” com’è quella che stiamo vivendo e “concentrare l’attenzione sulla costruzione di una filiera italiana dell’automotive sostenibile” come sta accadendo con l’arrivo della Gigafactory a Termoli.

D: Onorevole, Lei è stato designato come relatore per il Dl Energia. Quali sono i tempi per il via libera in Commissione e l’approvazione in Aula a Montecitorio del provvedimento?

R: “Da martedì 5 aprile gli emendamenti delle diverse forze politiche saranno esaminati in commissione. Intanto dovranno pervenire i pareri dei diversi ministeri coinvolti. Il provvedimento è molto articolato: si va dalla risposta alla crisi energetica e dall’approvvigionamento di gas alla semplificazione sulle rinnovabili, fino al sostegno alla transizione del settore automobilistico. La settimana dell’11 aprile si passerà all’esame dell’Aula e confidiamo che si possa terminare entro Pasqua, dopo di che si dovrà esprimere il Senato”.

D: Si è letto sulle cronache che ci sono state delle criticità nei lavori del Dl Energia. Ci può raccontare quali sono state e se sono state superate?

R: “Le criticità come accennavo derivano soprattutto dall’ampio e diversificato spettro di tematiche che il decreto affronta. Questo significa in Parlamento chiamare in causa diverse commissioni e, per quanto attiene al Governo, attendere il parere sugli emendamenti da parte di più dicasteri. Poi dobbiamo fare i conti con il fatto che a Palazzo Madama è approdato il cosiddetto decreto Accise, che incide su questioni affini e in alcuni casi sovrapposte: anche il lavoro emendativo dei parlamentari ne risente perché per il decreto Energia gli interventi dovranno essere soltanto di natura ordinamentale”.

D: Su quali emendamenti punterà il Movimento 5 Stelle nel passaggio in Commissione?

R: “Intanto mi faccia dire qual è l’approccio con cui affrontiamo l’articolato: siamo davanti a una crisi energetica durissima e la priorità è quella di sostenere cittadini e imprese senza venir meno ai nostri obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti. La scala delle priorità dunque è chiara: imprimere un’accelerazione senza precedenti all’efficientamento energetico e alla diffusione delle diverse fonti energetiche rinnovabili, per scongiurare l’ipotesi di dover ricorrere alle centrali a carbone e contribuire a disancorare il nostro mix energetico dall’eccessiva dipendenza da fonti fossili. Questo significa che dobbiamo ridare slancio al Superbonus 110%, che peraltro continua a mostrare i suoi effetti positivi anche in termini di aumento dell’occupazione. Dobbiamo consentire ai possessori di abitazioni unifamiliari di recuperare il tempo che hanno perso in questi mesi di incertezza normativa, spostando avanti i termini attualmente previsti per i lavori. E dobbiamo dare alle aziende maggiore agio nella cessione dei crediti: assodato che non è il Superbonus l’origine delle truffe avvenute nei mesi passati, non ha senso tenerle in un limbo dal quale non riescono a uscire, bloccando migliaia di cantieri e dunque la ripresa del settore. Sulla ecoenergie al via maestra è quella della sburocratizzazione e della semplificazione. Su questi punti ci sono tutti i presupposti per fare davvero bene”.

D: Nel Dl Energia c’è una parte molto importante dedicata al settore automotive si stanziano fondi fino al 2030 per favorire la transizione verde, la ricerca e la riqualificazione dell’industria. Qual è il suo giudizio?

R: “I fondi per la riconversione del settore sono un segnale positivo: è importante che si cominci a concentrare l’attenzione sulla costruzione di una filiera italiana dell’automotive sostenibile. Questo significa coinvolgere fin da subito tutti gli attori coinvolti, a cominciare dell’industria automobilistica e dall’indotto. L’auto elettrica, gli investimenti in ricerca e sviluppo sulle batterie e sulla componentistica, che dovrà essere sempre più circolare, sono il migliore investimento che il nostro Paese possa fare in questo ambito, ma accanto a visione e risorse c’è bisogno di attenzione costante. La transizione ecologica e quella energetica non si innescano con un interruttore sono processi che vanno accompagnati e solo così si otterranno risultati soddisfacenti senza lasciare indietro nessuno”.

D: Cosa ne pensa della Gigafactory che dovrebbe sorgere a Termoli? C’è spazio per altre realtà simili nel nostro paese?

R: “L’arrivo della Gigafactory a Termoli, nella mia regione, è un risultato che abbiamo sempre auspicato e al quale abbiamo contribuito. Anche in questo caso vale il principio che ora bisogna seguire e accompagnare l’attuazione concreta del progetto, non solo perché andrà garantita la continuità occupazionale ma anche perché un polo strategico come quello che sta per nascere necessita di tutto il supporto delle istituzioni. Se a ogni livello ci sarà un atteggiamento collaborativo e costruttivo, la Gigafactory non solo sarà una grande opportunità per il Molise ma sarà anche il perno di una piccola grande rivoluzione che consentirà all’Italia di affiancare la risposta alla crisi climatica ed energetica allo sviluppo di una nuova filiera e di un comparto completamente rigenerato, con ricadute positive per l’economia e per l’occupazione. E in quest’ottica, se il sistema Paese saprà accompagnare i processi, ci potrà essere spazio anche per realtà analoghe”.

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