Boom di passeggeri e cantieri record: stanziati 11,6 miliardi nel 2025 per modernizzare l’infrastruttura. CdA Fs ha avviato le procedure per la successione puntando su professionalità interne al Gruppo per non interrompere il ciclo di investimenti.
Il sistema ferroviario italiano sta attraversando la fase di trasformazione strutturale più imponente della storia repubblicana, sostenuta da un balzo degli investimenti che ha raggiunto gli 11,6 miliardi di euro nel 2025. Durante il Question Time alla Camera dei Deputati, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto alle interrogazioni parlamentari sulla regolarità del servizio e sulla recente uscita del vertice operativo di Ferrovie dello Stato.
Il ministro ha difeso i parametri di puntualità, giudicati in miglioramento nonostante la presenza di 1.300 cantieri attivi, e la precisazione che l’avvicendamento ai vertici del Gruppo FS non è collegato ai disservizi, ma è una scelta concordata per garantire la continuità attraverso risorse interne. La fonte delle informazioni sono i dati tecnici ufficiali di Ferrovie dello Stato presentati dal Ministro in sede istituzionale.
INVESTIMENTI SENZA PRECEDENTI E CANTIERI EPOCALI
Il potenziamento della rete nazionale è testimoniato dalla crescita esponenziale delle risorse messe a terra: dai 4,5 miliardi di euro del 2020 si è passati agli 11,6 miliardi dell’ultimo anno. Questo sforzo finanziario ha permesso di gestire una mole di traffico che oggi vede circolare circa 10.000 treni in un giorno medio, contro i 7.600 del 2018. Il numero di cantieri è aumentato del 30% rispetto al 2023, un impegno che sta portando al completamento di opere strategiche.
Tra queste, spicca il Terzo Valico, con lo scavo delle gallerie giunto al 96,6%, che collegherà Genova e Milano in meno di un’ora. Avanzano spediti anche i lavori sulla Brescia-Verona, con 48 chilometri di cantieri visibili, e sulla tratta Palermo-Catania, dove i primi 40 chilometri sono operativi dallo scorso ottobre. Un traguardo significativo è il primo collegamento Frecciarossa Lecce-Napoli, attivo dal 1° luglio, che ha già trasportato 2.000 passeggeri nella prima settimana di esercizio.
PUNTUALITÀ E RIVOLUZIONE DIGITALE DEI RIMBORSI
Nonostante le complessità legate alla manutenzione di oltre seimila chilometri di linea da Nord a Sud, i dati sulla puntualità nel triennio 2024-2026 mostrano un segno positivo. L’Alta Velocità è passata dal 74% al 77,7%, gli Intercity dall’82% all’86% e i treni Regionali, che trasportano l’80% dei due milioni di pendolari quotidiani, hanno raggiunto il 90,6%. Salvini ha sottolineato come i criteri di misurazione siano diventati più severi e trasparenti: “Fino a qualche anno fa ogni società conteggiava i ritardi di propria competenza, oggi invece conta il ritardo effettivamente subito dal passeggero, a prescindere dalla causa”. Un altro pilastro della nuova gestione è l’automazione dei rimborsi gestita da Trenitalia.
Il tempo medio di elaborazione di una pratica è crollato dai 33 giorni precedenti l’attuale mandato a soli 2 secondi. Dal 2025, il 99,9% delle richieste viene evaso entro un mese, con oltre 900.000 indennizzi già riconosciuti. Dal 2026, questo sistema automatizzato sarà esteso anche alla clientela dei treni regionali.
GOVERNANCE E CAUSE ESTERNE DEI DISSERVIZI
In merito alle dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, il Ministro ha chiarito che si tratta di una decisione assunta d’intesa con il Ministero e non riconducibile ai ritardi dei convogli. Il Consiglio di Amministrazione, riunito proprio durante la seduta parlamentare, ha avviato le procedure per la successione puntando su professionalità interne al Gruppo per non interrompere il ciclo di investimenti.
Analizzando le criticità operative, è emerso che il 24% dei ritardi è causato da fattori esterni non imputabili alla gestione ferroviaria, come i furti di rame, gli attraversamenti indebiti dei binari e la presenza di persone non autorizzate lungo la linea, fenomeni che hanno registrato un incremento nell’ultimo periodo. Il Ministro ha rivendicato il successo del servizio citando il volume di passeggeri feriali, passato dai 750.000 del periodo Giovannini ai due milioni attuali, definendo la gestione dei lavoratori di FS come “un’impresa non semplice”.
TENUTA DEL COMPARTO AEREO E SVILUPPO NAZIONALE
Il Question Time ha offerto l’occasione per fare il punto anche sul trasporto aereo, che non sembra confermare il quadro di emergenza paventato dalle opposizioni. Al contrario, il sistema aeroportuale italiano mostra una crescita del 4,6% dei passeggeri nei primi cinque mesi del 2026. Sul piano operativo, i ritardi si mantengono su livelli definiti contenuti, oscillando tra l’1% e il 2% dei servizi complessivi.
Le criticità residue appaiono circoscritte e riferite prevalentemente alle rotte internazionali. In conclusione, il titolare del MIT ha ribadito la solidità del comparto trasporti, ringraziando “donne e uomini della grande famiglia di Ferrovie dello Stato” per aver sostenuto quello che ha definito come il più grande intervento infrastrutturale mai realizzato nella storia della Repubblica Italiana.

