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EX ILVA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A TARANTO PER IL RISCHIO DI CHIUSURA

Flacks non basta e Federacciai cerca un partner italiano per Ilva. Chi sarà?

Federacciai ha convocato la scorsa settimana un vertice straordinario per Ilva. L’obiettivo è sondare i grandi attori del settore per affiancare al gruppo americano Flacks

Federacciai ricerca partner industriali italiani per affiancare il fondo Flacks, attuale potenziale acquirente dell’Ilva: Acciaierie venete, Feralpi, Arvedi e Pittini presenti al tavolo del vertice. Il fondo Flacks sta trattando per l’acquisizione dell’ex Ilva ma manca un partner industriale.

CHI ERA AL TAVOLO DI FEDERACCIAI

Come riporta Il Corriere della Sera, la settimana scorsa Federacciai ha convocato un vertice straordinario dell’associazione. La fase è ancora “dialogante”, specificano le fonti. Si è alle prime battute e manca un’ossatura vera e propria e, per ora, non sono arrivate conferme di sorta da nessuna delle aziende interpellate. Nella lista sarebbero presenti i grandi attori del settore: da Acciaierie venete a Feralpi, da Arvedi a Pittini. Tra i gruppi sondati anche gli ucraini di Metinvest già impegnati con il rilancio di Piombino.

Un altro interlocutore è Marcegaglia che dell’ex Ilva è da sempre un cliente in quanto utilizza coils per le sue lavorazioni e conferma il proprio interesse per l’acquisizione di alcuni degli asset dell’acciaieria, puntando in particolare sui tubifici. In corsa  E poi c’è Danieli il cui business primario è la produzione di impianti per le acciaierie. Il gruppo Arvedi appare ora defilato. Da segnalare anche l’attivismo di Federmeccanica. Il presidente Simone Bettini caldeggia un coinvolgimento di «colleghi» industriali.

I GRUPPI CHIEDONO CHIAREZZA PER L’ILVA

I gruppi industriali hanno bisogno di chiarezza: sulla quota di partecipazione pubblica (si è parlato finora di un 40% pubblico in capo a Invitalia) e sul piano industriale. Quando ripartirà l’Afo2? Quando si faranno i forni elettrici ed entro quando saranno operativi? A queste domande manca una risposta. E l’ex Ilva ha bisogno di tre forni elettrici. A valle di tutto, ci sarebbe il confronto con il sindacato. «Il tempo scorre insieme con il contatore delle perdite — dice il leader della Uilm Rocco Palom-bella —. Prima di bussare alla porta di potenziali azionisti di minoranza servirebbe un piano chiaro e condivisibile su cui raccogliere supporto». Gli altri nodi altrettanto delicati del dossier riguardano le tempistiche degli investimenti e la gestione degli occupati.

PERCHE’ FLACKS NON BASTA PER L’ILVA

Se da un lato il fondo americano Flacks sembra essere un investitore affidabile dal punto di vista finanziario per dare respiro ai progetti industriali necessari ed evitare che l’acciaieria affondi, dall’altro appare necessario un know-how più profondo in termini tecnici, che i player in questione potrebbero garantire.

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