Energie del futuro

Fotovoltaico, la Cina investe nel Sud Italia.

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Patto da due miliardi tra Jetion Solar e Leukos per il fotovoltaico. Il colosso orientale e il consorzio milanese puntano su Campania, Puglia e Basilicata

La “Jetion Solar” fa parte del colosso “China National Bulding Material Group”, uno dei più grandi gruppi finanziari al mondo con un patrimonio di 82 miliardi di euro che occupa il 203esimo posto nella lista delle 500 società più ricche al mondo.

“Investiamo in Italia, che ha deciso di puntare sulle fonti rinnovabili, mentre abbiamo altre opere in corso in Spagna e Portogallo – ha dichiarato Jie Sun, presidente della Jetion Solar.

Sulla stessa lunghezza d’onda Donato Scavone, presidente del consorzio stabile misto “Leukos” di Milano per il quale e’ fondamentale “sfruttare questa opportunita’ di creare sviluppo sul territorio”. “E’ di questi giorni la conferenza mondiale sull’ambiente, che si e’ tenuta all’Onu, per studiare e applicare nuove forme di energia – ha commentato – In Italia abbiamo la fortuna di avere tantissimo sole e di poterlo trasformare in energia pulita. Nel fotovoltaico da un annetto a questa parte c’e’ un rinnovato interesse a investire. E noi siamo pronti a fare la nostra parte”.
L’accordo quadro prevede due miliardi di euro di investimento nelle energie alternative per la costruzione di campi fotovoltaici da 1000 Mwp che diventeranno da 2000 Mwp nei prossimi nei prossimi tre anni.

“In tale ottica, la partnership con il consorzio Leukos vuol essere un passo molto importante per supportare tali iniziative finanziate interamente dallo stato cinese”, è stato detto durante la presentazione dell’accordo che è stato sancito nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Napoli.

“Ovviamente — è stato ribadito — tale partnership consoliderà il rapporto di collaborazione non solo a livello di interscambio di tecnologie ma anche di impiego di manodopera specializzata”. Leukos a Napoli ha già presentato un progetto per il recupero e il rilancio della Galleria Principe di Napoli che vorrebbe intitolare al “Principe Totò”.