Scenari

G20, via libera ad accordo su clima ed energia tranne su due punti

Cingolani

Disallineamento su 1,5 gradi entro 2030 e phase out carbone

Arriva il via libera all’accordo sul clima ed energia nel corso della seconda e ultima giornata dei lavori del G20 di Napoli. Ad annunciarlo è stato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Il negoziato è stato lungo e intenso e il punto che ha richiesto maggiore attenzione è stato quello sulla decarbonizzazione su cui Cina e India hanno opposto le maggiori resistenze. “La negoziazione è stata particolarmente complessa e dopo due notti e due giorni di lavoro degli sherpa sono rimasti un paio di punti in cui è stato impossibile trovare un accordo. Tutti i ministri si sono riuniti per cercare di trovare un’intesa. Non è stato particolarmente semplice”, ha detto Cingolani.

“Abbiamo un Communique di 58 articoli data la natura complessa della compagine del G20 vi anticipo che su 60 paragrafi due li abbiamo dovuti estrarre e andranno al G20 dei capi di Stato, diventano di decisione politica più alta, è comunque un ottimo risultato. Sui due punti ci sarà un rapporto della presidenza per spiegare i problemi e capire come risolverli”., ha proseguito il ministro.

“Sono stati anche approvati due documenti di presidenza una sulle smart city e una sulle sorgenti rinnovabili offshore – ha aggiunto Cingolani -. Poi ci sono degli annessi su eradicamento della povertà energetica”. Il comunicato “ha una serie di aree regolamentate a partire dai cambiamenti climatici”.

CINGOLANI: SERVE FORTE ACCELERAZIONE DECARBONIZZAZIONE IN QUESTO DECENNIO

“La gran parte degli Stati sta riflettendo di dare una forte accelerazione in questo decennio” alla decarbonizzazione. Se “si dà l’accelerazione adesso forse riusciamo a mantenere la temperatura sotto gli 1.5 gradi. Le economie pronte sono Ue, Canada e Usa che stanno spingendo molto. I due paragrafi che abbiamo rimandato riguardano dei paesi che hanno economie fortemente basate sul carbone”,  ha detto il ministro della Transizione ecologica “Gli articoli riguardano ‘se rimanere sotto 1,5 o 2 gradi’ che per alcuni paesi è improponibile. Ma sia chiaro che tutti i paesi si sono impegnati, il problema è semmai sulla scala dei tempi di decarbonizzazzione. Nessuno, insomma, ha messo in dubbio l’accordo di Parigi”.

NEL COMUNICATO TRANSIZIONE ENERGETICA, FLUSSI FINANZIARI E FINANZA GREEN E SMART CITY

“La seconda area” del comunicato riguarda “l’accelerazione della clean energy transition, farla in questa decade. Chiedere” ad alcuni paesi “di farlo in cinque anni è difficile ma c’è l’impegno di tutti”. Lo ha detto Cingolani parlando nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20 Ambiente di Napoli. “Il terzo settore sono i flussi finanziari che vanno allineati agli accordi di Parigi, un impegno molto importante ed estremamente qualificante dell’accordo. Poi c’è un’area del comunicato che riguarda il recovery”. Ulteriori aspetti del comunicato riguardano “la finanza green”, “la condivisione delle migliori pratiche”, il “ruolo della ricerca dello sviluppo e dell’innovazione” e infine “un discorso sulle città, sulle smart city resilienti”.

CINGOLANI: ACCORDO SENZA PRECEDENTI, CLIMA E POLITICA ENERGETICA STRETTAMENTE CORRELATI

“Abbiamo ottenuto un accordo senza precedenti. Per la prima volta clima e politica energetica sono strettamente correlati. Tutti sono allineati all’accordo di Parigi e vogliono essere sicuri di ‘prendere’ i target di Parigi”, ha evidenziato il ministro della Transizione ecologica. “Ci sono paesi che hanno un’economia più fossil e carbon based che hanno maggiori difficoltà ma l’accordo di Parigi non di discute. Possiamo essere molto contenti perché dopo l’ultima notte non avevamo tutto questo ottimismo. Persino l’Arabia Saudita ci ha detto che credono molto nel modello di circolarità avanzata”, ha aggiunto il ministro.

“Speriamo di consegnare al G20 dei capi di stato un documento molto solido che possa consegnare un modello di recovery a tutti i paesi del mondo”.

DISALLINEAMENTO SU 1,5 GRADI ENTRO 2030 E PHASE OUT CARBONE

“I due punti di disallineamento sono: ‘ce la sentiamo di mettere nero su bianco” il traguardo “di 1,5 gradi con uno sforzo concentrato in questa decade? Noi abbiamo detto di si altri paesi hanno detto che per come sono organizzati si sentono di rispettare l’accordo di Parigi”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani parlando nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20 Ambiente di Napoli. “Il secondo punto riguarda il carbone: tutti d’accordo sul phase out al 2025, noi, l’Europa. Qualcuno ha detto che non riesce entro quella data. Sono quattro-cinque che non se lo possono permettere in questo momento”, come “Russia, Cina, India”, ha precisato il ministro.

CINGOLANI: STIAMO SCRIVENDO IL PITESAI

“Il Pitesai lo stiamo scrivendo dobbiamo farlo vedere a Parlamento e commissioni”, ha spiegato Cingolani parlando nel corso della conferenza stampa conclusiva del G20 Ambiente di Napoli. “Confermiamo la promessa che il 30 settembre è pronto in questo momento è in fase di consultazione, è rimasto all’osso ciò che poteva essere utilizzabile. Ripeto la mia posizione: dobbiamo decarbonizzare ma per arrivare a quel giorno dobbiamo stabilizzare la rete, non ci sarà nuovo petrolio ma per quanto riguarda il gas” bisogna ricordare che “tiriamo circa 300 TWh di elettricità totale, due anni fa prima della pandemia erano 320: se continuiamo a crescere al 5% arriveremo a 340 nel 2030 e nel frattempo avremo sostituto gran parte dell’energia elettrica con rinnovabili se saremo bravi. Ma dovremo stabilizzare la rete. Oggi lo facciamo con il gas ma la tecnologia migliora” e abbiamo ad esempio “gli accumulatori” che per ora costano di più. “Se si domanda ‘vuoi fare gas?’. La risposta è non lo so, dipende da come andranno le altre tecnologie La domanda opposta riguarda la burocrazia” che “blocca anche le rinnovabili”.