Territori

Bulgaria e Serbia vogliono diversificare le forniture di gas. Bruxelles d’accordo

Firmato un accordo a Sofia tra il ministro bulgaro dell’Energia Temenuzhka Petkova e dal suo omologo serbo Aleksandar Antic

Bulgaria e Serbia sono intenzionate a portare avanti il progetto di un interconnettore gas tra i due paesi nel tentativo di diversificare le forniture e migliorare l’infrastrutturazione nell’Europa sudorientale.

BRUXELLES SOSTIENE IL PROGETTO

UEEntrambi fortemente dipendenti dalle importazioni di gas russo, i due paesi dell’Est europeo stanno pensando da anni a progetti in grado di diversificare le loro forniture. Sul punto si è detta d’accordo anche la Commissione europea tanto che la settimana passata è stato firmato a Sofia dal ministro bulgaro dell’Energia Temenuzhka Petkova e dal suo omologo serbo Aleksandar Antic un accordo sulla questione. “Per promuovere la diversificazione delle fonti energetiche nella regione dei Balcani occidentali, ridurre la dipendenza da un fornitore dominante e aumentare la sicurezza energetica, è stato firmato un impegno congiunto per la realizzazione dell’interconnettore gas tra Bulgaria e Serbia”, ha dichiarato in una nota Bruxelles.

INTERCONNETTORE PRONTO NEL 2022

L’interconnettore di 62 km consentirà il trasferimento di gas fino a 1,8 miliardi di metri cubi/anno in direzione Bulgaria-Serbia e di 0,15 miliardi di metri cubi/anno in direzione opposta. La capacità massima giornaliera sarà di 5 milioni di m3 /giorno. Secondo la scheda tecnica sul progetto della Commissione europea, l’interconnettore dovrebbe essere pronto nel 2022.

DALL’OPERA GRANDE CONTRIBUTO ALL’UNIONE DELL’ENERGIA

Bruxelles ha fornito finanziamenti per quasi 50 milioni di euro considerando il progetto come “prioritario”: “Una volta completata, l’interconnessione costituirà un contributo importante anche alla solidarietà nell’Unione dell’energia”, ha affermato la Commissione europea in una nota. Il gasdotto non servirà solo Bulgaria e Serbia ma in generale la regione dell’Europa sudorientale. Ciò consentirà l’accesso al Gnl proveniente dalla Grecia, al gas azero proveniente dal Corridoio meridionale e al gas proveniente dalla produzione offshore del Mar Nero.