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Gas, ecco come il governo accelera i tempi dei rigassificatori

Golar Tundr

L’ok all’impianto di Piombino è previsto per il 29 ottobre, più lunghi i tempi per quello di Ravenna

Il governo vuole accelerare al massimo sui tempi di entrata in servizio dei due nuovi rigassificatori galleggianti acquistati nelle scorse settimane da Snam, che garantiranno al nostro Paese flussi aggiuntivi di GNL (1,5 miliardi di metri cubi dovrebbero arrivare già entro fine anno).

Per farlo – si legge sul Sole 24 Ore di oggi – si sfrutterà l’iter semplificato previsto dal decreto Aiuti, che fissa in 120 giorni la durata del procedimento autorizzativo anziché la vecchia regola dei 2.000 giorni intercorrenti tra il deposito dell’istanza e l’autorizzazione.

L’altro ieri, dal palco del meeting di Rimini, il premier Mario Draghi ha spiegato che “con i due rigassificatori previsti l’Italia riuscirà ad essere completamente indipendente dal gas russo dall’autunno del 2024”.

L’ITER DEL RIGASSIFICATORE GOLAR TUNDRA DI PIOMBINO

Per raggiungere questo obiettivo bisognerà però ottenere nei tempi previsti l’autorizzazione per i due rigassificatori, il Golar Tundra di Piombino e il Bw Singapore di Ravenna. Per il primo i 120 giorni fissati dal Dl scadranno il prossimo 29 ottobre, data entro la quale il governo vuole ricevere l’ok all’opera. Snam a fine giugno ha presentato l’istanza ai 30 enti coinvolti nell’iter, queste ultime hanno già presentato le loro controdeduzioni, a cui Snam risponderà nei prossimi giorni. Poi il 19 settembre sarà convocata la conferenza dei servizi, come annunciato due giorni fa dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Il governatore dovrà mediare tra la fretta del governo e le resistenze del suo territorio, a cominciare da quelle del sindaco Francesco Ferrari. E proprio a Ferrari ieri si è rivolto Ignazio La Russa, dichiarando che “noi siamo a favore del rigassificatore a Piombino perché riteniamo che il problema dell’autonomia energetica sia prioritario. Poi è giusto aiutare la città e faremo di tutto. Lo dirò anche al sindaco”.

Tornando al progetto rigassificatore, se i tempi saranno rispettati, subito dopo l’ok inizieranno i lavori propedeutici all’arrivo della nave, la Golar Tundra acquistata da Snam a inizio giugno. Si tratta di realizzare 9 chilometri di gasdotto, che collegheranno alla rete nazionale di trasporto la nave-rigassificatore, che resterà nel porto di Piombino per i primi 3 anni. Successivamente, Snam si occuperà di individuare una località offshore dove posizionarla.

IL RIGASSIFICATORE BW SINGAPORE DI RAVENNA

Per l’impianto di Ravenna – la nave Bw Singapore – l’iter autorizzativo dovrà concludersi l’8 novembre. In questo caso però i lavori saranno più complessi, perché il rigassificatore verrà collocato a circa 10 km dalla costa, in corrispondenza della piattaforma offshore esistente di Petra, del gruppo Pir. Il gasdotto che collegherà l’impianto alla rete sarà quindi più lungo (40 chilometri, in parte sottomarini) e di conseguenza allungherà i tempi di entrata in servizio all’ultimo trimestre del 2024.

Se, rispettando i tempi previsti, con l’impianto di Piombino l’Italia otterrebbe 2,5 miliardi di metri cubi di gas da iniettare negli stoccaggi la prossima estate in vista dell’inverno, il rigassificatore di Ravenna avrà un ruolo cruciale per l’arrivo del gas dal Mediterraneo mediorientale.

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