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Sicurezza energetica nel Mediterraneo

Gas, l’Europa rassicura sugli stoccaggi minimi: nessun rischio immediato per le forniture invernali

L’Italia guida la resilienza energetica con riempimenti all’83% a fronte di una media UE ai minimi storici; la Commissione esclude interventi nonostante le tensioni in Medio Oriente.

Nonostante l’Europa si appresti ad affrontare l’inverno con i livelli di stoccaggio di gas naturale più bassi mai registrati negli ultimi anni, la Commissione Europea e gli Stati membri, riuniti ieri a Bruxelles nel Gas Coordination Group (GCG), hanno confermato che non sussiste un rischio immediato per la sicurezza degli approvvigionamenti. Sebbene la situazione sui mercati energetici globali rimanga eccezionale e richieda un monitoraggio costante, l’Unione Europea si dichiara oggi meglio preparata rispetto al biennio critico 2021/2022, grazie a una maggiore diversificazione delle fonti, all’aumento della capacità di importazione di GNL e a una strutturale riduzione della domanda interna.

LA POSIZIONE UFFICIALE DEL GAS COORDINATION GROUP

Le informazioni fornite dagli esperti della Commissione e degli Stati membri durante l’incontro del GCG delineano un quadro di cauta fiducia. Sulla base delle proiezioni storiche, l’Unione Europea ritiene di essere sulla buona strada per raggiungere un livello adeguato di preparazione invernale. “Nelle circostanze attuali, la Commissione non vede ragioni per intervenire”, il sistema del gas dell’UE è considerato sufficientemente resiliente per far fronte a livelli di stoccaggio inferiori in vista della stagione fredda. Tuttavia, il contesto rimane complesso: l’instabilità in Medio Oriente persiste, la produzione di GNL del Qatar è ancora ferma e le recenti ondate di calore in Europa hanno spinto al rialzo la domanda di gas per la produzione di energia elettrica. L’incertezza geopolitica continua a essere il motore principale di una significativa volatilità dei prezzi, motivo per cui è già stato fissato un nuovo vertice di coordinamento per il prossimo 24 settembre.

IL MONITO DELL’INDUSTRIA SUI LIVELLI DI STOCCAGGIO RECORD

Di segno opposto sono le analisi che arrivano dal mondo industriale e riportate dal Financial Times. Secondo Lucie Boost, responsabile del gruppo industriale Gas Infrastructure Europe, l’Europa sta entrando nell’inverno senza un adeguato cuscinetto di sicurezza nel caso in cui le temperature dovessero scendere oltre le aspettative. “Se ci trovassimo di fronte a uno shock composto, la situazione diventerebbe problematica”, ha avvertito Boost, citando possibili interruzioni nelle forniture di GNL o una bassa produzione da fonti rinnovabili. I dati del database Aggregated Gas Storage Inventory confermano che i depositi europei sono pieni solo al 65,6%, il livello più basso per questo periodo dell’anno da quando, quindici anni fa, sono iniziate le rilevazioni. In questo scenario, i prezzi del gas in Europa sono balzati di oltre il 75% negli ultimi due mesi, toccando i massimi degli ultimi tre anni, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a strozzare una quota rilevante delle forniture globali.

LE DIFFICOLTÀ DI GERMANIA E PAESI BASSI

Mentre i Paesi europei lottano per riempire i depositi prima del gelo, gruppi di stoccaggio in Germania e Paesi Bassi hanno già ammesso che mancheranno i propri obiettivi nazionali, fissati rispettivamente al 70% e all’80%. Huibert Vigeveno, amministratore delegato della società energetica MET, ha osservato che l’Europa sta esaurendo il tempo utile per l’iniezione di gas: “La realtà non è quanto gas si possa ottenere, ma quanto se ne possa iniettare”, ricordando i limiti fisici di riempimento dei siti. I prezzi elevati dell’estate, causati dalla perdita di forniture dal Golfo, hanno inoltre scoraggiato molte aziende dallo stoccare gas nei mesi caldi. Nonostante ciò, la Commissione Europea resta convinta che l’uso di gas, calato del 17% negli ultimi anni grazie alle rinnovabili e alla contrazione della domanda industriale, unito alle previsioni di un inverno mite per via di El Niño, scongiurerà carenze totali.

IL CASO ITALIA: PERCHÉ IL NOSTRO PAESE È PIÙ SICURO

In questo panorama di incertezza, l’Italia emerge come un’eccezione virtuosa. Mentre la media europea si ferma al 65,25%, la Germania al 53% e la Francia al 72%, il sistema italiano vanta una quota di stoccaggio dell’83,25%. Questo vantaggio competitivo deriva da una strategia di diversificazione che ha ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo. L’Italia riceve oggi gas via gasdotto da Algeria, Azerbaigian e Libia, potendo contare contemporaneamente su una solida rete di terminali GNL a Panigaglia, Cavarzere e Piombino, oltre alla capacità dei rigassificatori galleggianti. Questa pluralità di rotte permette di compensare eventuali interruzioni aumentando i flussi da altri fornitori. Inoltre, l’Italia dispone di una capacità di stoccaggio molto elevata rispetto ai propri consumi, consentendo di accumulare riserve d’estate per coprire i picchi della domanda invernale di famiglie e centrali elettriche.

LE SFIDE DEL REGNO UNITO E GLI INTERVENTI STATALI

Diverso è il discorso per il Regno Unito, che dispone di uno stoccaggio molto limitato e dipende quasi interamente dalle importazioni in tempo reale via tubo o GNL. Sul continente, invece, alcuni governi stanno agendo in modo senza precedenti: l’esecutivo olandese ha stanziato un miliardo di euro per consentire alla società statale Energie Beheer Nederland di riempire i depositi per quest’anno e per il 2027, dopo che l’operatore Gasunie ha definito il Paese “insufficientemente preparato” a un inverno rigido. Un portavoce del governo olandese ha sintetizzato la preoccupazione comune: “Siamo più preoccupati per i prezzi che per le forniture”. Esperti e Commissione continueranno a monitorare la situazione, ma per ora la linea resta quella della non belligeranza sul mercato, confidando nella resilienza strutturale acquisita dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

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