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Gli alti livelli di stoccaggio dell’Italia faranno diminuire le importazioni invernali di gas dell’80%

Il nostro Paese è vicino a riempire gli impianti di stoccaggio di gas oltre il 90%, prima dell’inizio della stagione di riscaldamento, a fronte di una media dell’Unione Europea del 61%

Grazie a un approvvigionamento consistente di gas, l’Italia potrà affidarsi alle proprie riserve per il prossimo inverno, riducendo così il fabbisogno di importazioni dai Paesi europei confinanti, che potrebbe diminuire fino all’80%. È quanto hanno dichiarato questa settimana alcuni analisti a Montel.

Secondo gli ultimi dati, infatti, l’Italia è vicina a riempire gli impianti di stoccaggio di gas oltre il 90%, prima dell’inizio della stagione di riscaldamento, a fronte di livelli fermi al 61% nell’Unione Europea.

Tuttavia, secondo gli analisti l’incertezza legata alla guerra in Medio Oriente – che ha bloccato lo Stretto di Hormuz, attraverso cui tipicamente transita del 20% delle forniture globali di GNL – offusca in parte le prospettive. Ad ogni modo, “l’Italia si trova in una posizione molto favorevole rispetto ad altri Paesi europei”, ha affermato Daniela Miccoli, analista del gas della società di consulenza Energy Aspects.

TRA NOVEMBRE E MARZO LE IMPORTAZIONI DI GAS POTREBBERO CROLLARE DI QUASI L’80%

“Prevediamo che l’Italia farà maggiore affidamento sulle proprie riserve quest’inverno per limitare le importazioni dal nord-ovest dell’Europa”, ipotizzando temperature stagionali nella media. Secondo Miccoli, le importazioni attraverso il Passo Gries, il principale punto di ingresso in Italia dal Nord Europa, tra novembre e marzo potrebbero crollare di quasi l’80%, rispetto ai circa 3,2 miliardi di metri cubi previsti per il 2025.

Anche in questo scenario di base le scorte si attesterebbero comunque intorno al 32% della capacità a fine marzo, al di sopra del livello minimo degli ultimi anni, registrato a marzo 2022 al 30% durante la crisi energetica causata dal conflitto russo-ucraino.

L’analista del gas di Wood Mackenzie Nacho Garcia-Lajara concorda sul fatto che l’Italia probabilmente farà maggiore affidamento sulle scorte interne durante la stagione di riscaldamento, poiché le scorte più ridotte nel Nord Europa, in particolare in Germania, dovrebbero esercitare una pressione al rialzo sui prezzi in quelle regioni.

LE STIME SUI PREZZI DEL GAS

Secondo gli analisti, i prezzi del gas in Europa potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli attuali, superando i 100 euro/MWh, in caso di un inverno rigido e di scorte ai minimi da 5 anni, sebbene il rischio di carenze fisiche sia improbabile.

I prezzi del gas per il mese successivo sull’hub PSV italiano si attestavano intorno ai 64,58 euro/MWh, rispetto ai 62,29 euro/MWh del benchmark europeo TTF.

LE IMPORTAZIONI DI GNL

Grazie alle importazioni stabili di GNL, Garcia-Lajara prevede che le scorte di gas in Italia a fine marzo si attesteranno al 48%. Tuttavia, l’analista ha osservato che il potenziale del nostro Paese come esportatore di gas si è indebolito, poiché l’Italia utilizza una quota maggiore del combustibile per la produzione di energia elettrica.

“La rete italiana è più dipendente dalle forniture di centrali a ciclo combinato a gas (CCGT) di quanto pensassimo inizialmente”, ha spiegato, il che significa che l’Italia dovrebbe restare un importatore netto fino al 2028, contrariamente alle previsioni precedenti.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, dove la guerra è ancora in corso, si prevede che la ripresa dei flussi “sarà lenta e irregolare”: secondo gli analisti vi saranno diverse settimane di transito ininterrotto e assicurato, prima che gli scambi commerciali riprendano normalmente.

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