Secondo il rapporto Shell LNG Outlook 2026, la domanda globale di GNL dovrebbe aumentare fino a quasi 700 milioni di tonnellate all’anno entro il 2050
La guerra tra Stati Uniti e Iran ha fatto impennare i prezzi del gas naturale, soprattutto in Europa e in Asia. L’Asia rappresenta quasi il 90% delle spedizioni di GNL provenienti dai principali produttori mediorientali come Qatar ed Emirati Arabi Uniti, mentre l’Europa importa il 7-11% del suo GNL dalla regione.
Durante gli attacchi missilistici e con droni della primavera del 2026, gli attacchi iraniani hanno colpito i reattori 4 e 6 dell’impianto di GNL di Ras Laffan e il reattore 2 del Pearl GTL. Qatar Energy, proprietaria di Ras Laffan, stima che le riparazioni alle due unità metteranno fuori servizio circa 12,8 milioni di tonnellate all’anno di capacità di GNL per un periodo compreso tra tre e cinque anni. Qatar Energy e Shell, comproprietarie del reattore 2 del Pearl GTL, prevedono un’interruzione di un anno per le riparazioni.
ENTRO IL 2050 LA DOMANDA GLOBALE DI GNL POTREBBE AUMENTARE FINO A QUASI 700 MT/ANNO
Secondo S&P Global Energy, quella che era iniziata come una crescente tensione geopolitica in Medio Oriente si è rapidamente trasformata in una preoccupazione per la catena di approvvigionamento, soprattutto dopo l’interruzione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per le esportazioni del Qatar.
Secondo il rapporto Shell LNG Outlook 2026, la domanda globale di GNL dovrebbe aumentare fino a quasi 700 milioni di tonnellate all’anno entro il 2050, il 65% in più rispetto ai livelli del 2025, poiché i Paesi continuano a dare priorità alla sicurezza energetica flessibile e affidabile offerta dal gas naturale e dal GNL.
La prossima generazione di progetti GNL sarà sufficiente a soddisfare la domanda da record? E chi saranno i fornitori? Oilprice ha individuato i cinque maggiori progetti GNL in fase di sviluppo.
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“NORTH FIELD” (QATAR)
Il Qatar sta procedendo con un’importante espansione del suo progetto di gas “North Field”. All’inizio di quest’anno QatarEnergy ha assegnato alla società statunitense di servizi per il settore petrolifero Baker Hughes un contratto per il progetto North Field West. Il contratto comprende le attrezzature per due “mega treni” di GNL, tra cui 6 turbine a gas, 12 compressori centrifughi e sistemi di alimentazione integrati, elementi centrali per la liquefazione del gas.
Secondo Euronews, il progetto North Field West fa parte della più ampia strategia del Qatar per aumentare la capacità di produzione di GNL da 77 milioni di tonnellate a 142 milioni di tonnellate all’anno, una volta completate tutte le fasi di espansione.
Si prevede che la sola fase NFW aggiungerà circa 16 milioni di tonnellate all’anno, grazie a due nuove linee di produzione. QatarEnergy ha già assegnato i contratti di ingegneria, approvvigionamento e costruzione per il progetto a un consorzio internazionale, con la prima produzione prevista verso la fine del decennio.
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ALASKA LNG
Progettato per trasportare il gas naturale dal North Slope dell’Alaska ai mercati dell’Alaska e globali, il progetto Alaska LNG è sviluppato da Glenfarne Group tramite Glenfarne Alaska LNG. Glenfarne detiene il 75% delle quote, in partnership con lo Stato dell’Alaska, che possiede il 25%. La Fase 1 prevede la costruzione di un gasdotto di circa 1.195 km e circa 107 cm di diametro per trasportare il gas naturale dal North Slope e soddisfare il fabbisogno energetico interno dell’Alaska.
La Fase 2 prevede la costruzione dell’impianto di liquefazione del GNL e delle relative infrastrutture a Nikiski, portando la lunghezza totale del gasdotto a circa 1.295 km. Glenfarne attualmente sta trattando con altri due potenziali acquirenti, nel tentativo di assicurarsi accordi di fornitura per ulteriori 3 milioni di tonnellate metriche di GNL, prima che la società prenda la decisione finale di investimento (FID).
Glenfarne dice di aver bisogno che l’80% della sua capacità target di 20 milioni di tonnellate sia coperta, prima di prendere la FID, avendo già stipulato accordi di fornitura per oltre 13 milioni di tonnellate.
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ARGENTINA LNG
Il progetto Argentina LNG si concentra sulla monetizzazione delle vaste riserve di gas di scisto del bacino Vaca Muerta attraverso il Golfo di San Matías, nella provincia di Río Negro. L’iniziativa multimiliardaria combina un progetto a breve termine di GNL galleggiante (FLNG) previsto per il 2027 con un più ampio progetto di esportazione via terra e via mare da 12-30 milioni di tonnellate all’anno.
Guidato da una partnership che include Pan American Energy e Golar LNG, questo progetto più piccolo utilizza l’unità FLNG di Hilli Episeyo. L’obiettivo è una capacità iniziale di 2,45 milioni di tonnellate all’anno. La società statale YPF, insieme ai partner Eni e XRG, con sede negli Emirati Arabi Uniti, sta portando avanti un’iniziativa più ampia da 12 a 30 milioni di tonnellate all’anno.
Si prevede di prendere una decisione finale di investimento verso la fine del 2026, con l’obiettivo di avviare le prime spedizioni intorno al 2030-2031. Sono previsti dei gasdotti dedicati da Vaca Muerta alla costa atlantica, supportati da un accordo decennale da 70 milioni di dollari per servizi marittimi, assegnato alle società indiane Adani Ports e Meridian Group.
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RIO GRANDE LNG (TEXAS)
Il progetto Rio Grande LNG è un enorme terminal di esportazione di GNL in costruzione da parte di NextDecade Corporation su un’area di quasi 400 ettari nel porto di Brownsville, nel Texas meridionale. Progettato con una configurazione a più linee di liquefazione, l’impianto mira a fornire fino a 48 milioni di tonnellate all’anno di gas naturale ai mercati globali.
La costruzione delle linee 1 e 2 ha raggiunto oltre il 74% del completamento, con la prima produzione di GNL prevista per la prima metà del 2027. La decisione finale di investimento (FID) e il finanziamento per le linee 4 e 5 sono stati assicurati alla fine del 2025, con il supporto di importanti acquirenti globali di energia come TotalEnergies, ADNOC, Aramco e ConocoPhillips. Il sito ha una capacità fino a 10 linee di liquefazione in totale, con la pre-presentazione della domanda di autorizzazione in corso per una linea 6.
La fornitura di gas naturale viene convogliata attraverso reti di alimentazione, comprese espansioni come i gasdotti Enbridge Bay Runner e Blackcomb che collegano il Bacino Permiano al Texas meridionale. Il progetto del canale portuale di Brazos Island, con fondali profondi, è stato completato per consentire il transito di grandi navi metaniere attraverso il canale navigabile di Brownsville.
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PORT ARTHUR LNG (TEXAS)
Il progetto Port Arthur LNG è un imponente impianto di esportazione di gas naturale da 25 miliardi di dollari, situato sulla costa del Golfo nella contea di Jefferson, in Texas. Sviluppato da Sempra Infrastructure, il progetto multifase offre una capacità nominale di esportazione totale di circa 26 milioni di tonnellate all’anno.
In costruzione dal 2023 come joint-venture con ConocoPhillips, l’impianto prevede due linee di liquefazione e due serbatoi di stoccaggio. Le operazioni commerciali della Linea 1 inizieranno nel 2027, seguite dalla Linea 2 nel 2028. È stata raggiunta la decisione finale di investimento per una seconda fase di espansione da 12-14 miliardi di dollari, che aggiungerà altre due linee di liquefazione (Linee 3 e 4) per raddoppiare la capacità complessiva.
Il terzo treno di liquefazione è previsto per il 2030 e il quarto per il 2031. L’impianto Port Arthur LNG disporrà in totale di quattro treni di liquefazione, tre serbatoi di stoccaggio di GNL e due ormeggi marittimi. Bechtel è l’appaltatore EPC (ingegneria, approvvigionamento e costruzione). La capacità della Fase 1 è già stata interamente prenotata da acquirenti globali tra cui ConocoPhillips, RWE, PKN Orlen, INEOS e Engie.

