Sostenibilità

Gas, mercato, decarbonizzazione. Parla Paolo D’Ermo di WEC Italia

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Nel nostro Paese il gas è diventata insieme al petrolio (per trasporti e petrolchimica) la principale fonte dei nostri fabbisogni primari di energia.

Al margine del suo intervento presso il Symposium dell’AIEE, l’annuale congresso scientifico dell’Associazione economisti dell’energia, abbiamo incontrato Paolo D’Ermo, segretario generale del WEC Italia, per chiedergli una sua opinione sul ruolo del gas, nel mercato italiano ed europeo, che da vettore energetico di riferimento è passato al banco degli imputati nel dibattito sulle procedure di decarbonizzazione.

La filiera del gas sembra non mostrare segni di crisi e procede spedita verso il terzo decennio del 21 secolo? Ma è davvero così? L’impetuoso sviluppo delle rinnovabili stanno stravolgendo ineluttabilmente tutti gli equilibri di mercato, anche i più consolidati …

Una prima considerazione riguarda la distinzione tra Italia e resto d’Europa. Nel nostro Paese il gas naturale è diventata insieme al petrolio (per trasporti e petrolchimica) la principale fonte dei nostri fabbisogni primari di energia. Generazione elettrica, calore per l’industria e riscaldamento degli edifici trainano i consumi, con gli utilizzi per trasporti che stanno gradualmente aumentando. Per i prossimi anni, il gas naturale continuerà a giocare un importante ruolo di partnership con le rinnovabili destinate a crescere significativamente. Anche nei trasporti la filiera del gas naturale attraverso la produzione di biometano potrà accompagnare le altre rinnovabili nel conseguimento degli obiettivi di de-carboniozzazione al 2030 e oltre.

In Europa il panorama è più variegato, in particolare è stato avviato un processo di rimodulazione dei mix di generazione elettrica che vedrà il decommissioning del carbone e del nucleare in alcuni importanti Paesi che avranno l’esigenza di complementare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con soluzioni efficienti, flessibili e programmabili come le centrali a ciclo combinato a gas di ultima generazione (H class). In merito a quest’ultima tecnologia, mi fa piacere ricordare che nel nostro Paese siamo all’avanguardia, da ultimo con Edison e Ansaldo Energia che stanno lavorando insieme alla realizzazione presso le centrali di Marghera Levante e Presenzano di impianti con turbine che arriveranno al 63% di efficienza (i più efficienti d’Europa).

Dunque possiamo affermare che il gas non è una fonte desueta e che ha ancora un ampio orizzonte temporale davanti a sé

Ci sono i presupposti per affermare che il ciclo espansivo della domanda di gas naturale in Europa non si è esaurito e da qui al prossimo decennio assisteremo a dinamiche positive. In una prospettiva di più lungo termine post 2040, gli obiettivi di carbon neutrality al 2050 lanciati dall’Unione Europea creano un quadro più sfidante per il gas naturale, ma non privo di opportunità se consideriamo gli sviluppi attesi per le tecnologie Power-to-X (tecnologie per la produzione di idrogeno e di “metano sintetico” a partire dalle fonti rinnovabili) e di Carbon Capture Utilization and Storage (CCUS). La generazione ad alta efficienza combinata con tecnologie avanzate di CCUS, il power-to-gas a partire dalle rinnovabili e l’idrogeno “verde” potranno contribuire nel lungo termine al percorso di carbon neutrality e al contempo consentire l’utilizzo di infrastrutture gas già esistenti, opportunamente adeguate. Anche in questo ambito mi piace ricordare come in Italia il nostro operatore di rete gas, SNAM, stia già sperimentando la miscelazione in rete di percentuali dal 5 al 10% di idrogeno con il metano in Campania e sta programmando importanti investimenti per lo sviluppo della rete in ottica di de-carbonizzazione.

Esulando dal contesto italiano ed europeo, e traguardando gli anni a venire, per i paesi in via di sviluppo che tipo di mix energetico si dovrebbe auspicare, vista l’emergenza ambientale che stiamo vivendo? Anche per loro si arriverà ad futuro contrassegnato dalla centralità del gas?

Le condizioni di partenza dei paesi in via di sviluppo sono estremamente diverse fra loro e le politiche e priorità energetico-ambientali che stanno implementando non possono essere riassunte in un unico paradigma. Il gas naturale ha certamente la possibilità di rispondere a diverse esigenze: ad esempio in Cina si è sviluppata la più capillare infrastruttura Small Scale LNG (logistica di piccola taglia) per l’uso del gas naturale liquefatto (LNG) nei trasporti pesanti (camion). Inoltre, sono in fase di sviluppo politiche per l’uso di LNG nella navigazione interna in sostituzione di prodotti petroliferi. L’utilizzo del metano e del gas naturale liquefatto sono una risposta alla drastica riduzione degli inquinanti locali (PM, NOx e SOx) generati dai trasporti pesanti stradali e marittimi. Inoltre, l’utilizzo del gas naturale nei paesi africani può favorire un netto miglioramento dell’inquinamento e delle malattie respiratorie dovute all’uso domestico della biomassa tradizionale.

Un tratto emergente e comune, invece, a molti paesi è l’evoluzione dei mix di generazione elettrica verso maggiori componenti di fonti rinnovabili accompagnate da nuovi sviluppi per il gas naturale e in altri contesti del nucleare. In tale quadro gli scenari del World Energy Council al 2040 identificano il gas naturale come la fonte di generazione elettrica più diffusa insieme alle rinnovabili che prenderanno la leadership tra il 2030 e il 2040. Questo trend in alcuni paesi come la Cina andrà gradualmente a sostituire quote di carbone, in altri a complementare lo sviluppo importante delle rinnovabili e/o del nucleare.