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Gazprom, tutti i bluff del colosso russo sulle forniture all’Europa

Gazprom Produzione Gennaio-settembre 2022

Descalzi (Eni): Lo stop di gas russo che entra da Tarvisio dovrebbe risolversi entro la settimana con Eni pronta a mettere garanzie monetarie

Dopo lo choc delle forniture a zero comunicate da Eni sabato, l’altro ieri, comincia un’altra settimana all’insegna dell’incertezza sulle forniture di gas e sui rapporti tra Gazprom e l’Europa.

Anche perché si continua a lavorare anche sul fronte dei due gasdotti Nord Stream sabotati la scorsa settimana.

GAZPROM: PRESSIONE STABILIZZATA SUI DUE NORDSTREAM

Proprio su questa vicenda il colosso russo ha comunicato che “la pressione nella stringa A del gasdotto Nord Stream 2 e in entrambe le stringhe del gasdotto Nord Stream 1 si è stabilizzata dopo le rotture e le perdite di gas sono cessate”.

“Gazprom sta lavorando per depressurizzare la linea B del gasdotto Nord Stream 2. A tal fine, l’azienda sta pompando fuori il gas naturale nel tubo”, ha fatto sapere in una nota la società. “In questo modo sarà possibile ispezionare in sicurezza l’integrità della linea B e ridurre i potenziali rischi ambientali derivanti da eventuali fughe di gas. Se si decide di iniziare le consegne attraverso la stringa B di Nord Stream 2, il gas naturale sarà pompato nel gasdotto dopo che l’integrità del sistema sarà stata controllata e verificata dalle autorità di vigilanza”.

LA NORVEGIA INVIA I SOLDATI NEGLI IMPIANTI DI PETROLIO E GAS

Intanto, al netto di questi probabili progressi, la situazione rimane delicata. Infatti, l’esercito norvegese ha affermato di aver inviato soldati per aiutare a proteggere i principali impianti di trattamento di petrolio e gas a terra, parte di uno sforzo più ampio per rafforzare la sicurezza, nel sospetto che le perdite ai gasdotti Nord Stream della scorsa settimana siano dovute ad un sabotaggio.

PERDITE DI NUOVO IN AUMENTO SUL NORD STREAM

E, infatti, nel primo pomeriggio la guardia costiera svedese ha affermato che la perdita di gas del Nord Stream 2 è “leggermente aumentata”. E, ha scritto The Local Denmark, “ha dichiarato di non vedere più alcuna perdita dal gasdotto Nord Stream 1 nel Mar Baltico, ma una perdita più piccola dal Nord Stream 2 era ancora visibile”.

SABATO ZERO GAS RUSSO A ENI, OGGI SI LAVORA AL RIPRISTINO FLUSSI

Delicata rimane anche la situazione dei rapporti di fornitura tra Gazprom ed Eni. Sabato, il colosso del Cane a Sei Zampe ha comunicato l’azzeramento dei flussi al punto d’ingresso Tarvisio da Gazprom. Lo stop sarebbe dovuto al fatto che “il transito di gas russo attraverso l’Austria è stato sospeso a causa del rifiuto dell’operatore austriaco di confermare le nomine in seguito a modifiche normative”, ha dichiarato Gazprom secondo quanto scriveva la Tass. “L’azienda russa sta attualmente lavorando per risolvere la questione insieme ai suoi clienti in Italia. “Il transito del gas russo sui contratti di Gazprom Еxport attraverso il territorio austriaco è stato sospeso a causa del rifiuto dell’operatore austriaco di confermare le nomine di trasporto. Il motivo è legato alle modifiche normative introdotte in Austria a fine settembre. Gazprom sta lavorando per risolvere il problema insieme ai clienti italiani”, spiegava il comunicato.

Oggi, riporta invece Bloomberg, “Eni SpA sta lavorando con Gazprom PJSC e l’Austria per ripristinare i flussi di gas naturale russi in Italia dopo che le forniture sono state interrotte sabato in un’apparente lotta per la regolamentazione”. L’obiettivo, in pratica, è sbloccare le forniture di gas.

La situazione è in evoluzione, insomma. E da ricordare è che prima dello stop di sabato, la quota di gas russo sul consumo complessivo del nostro Paese era già scesa sotto il 10%. Le ritorsioni di Mosca, di Gazprom, proseguono ma con sempre minori effetti per via di una dipendenza che va riducendosi progressivamente.

DESCALZI ALL’ENI AWARD: VEDIAMO SE SUBENTRARE O AL TRASPORTATORE O A GAZPROM

Intervenendo all’Eni Award al Quirinale, l’ad di Eni Claudio Descalzi ha fatto il punto sulla situazione sopra descritta.”Stiamo vedendo se possiamo subentrare o al trasportatore o a Gazprom, che non ha pagato 20 milioni di euro di garanzia al trasportatore che deve portare il gas dall’Austria all’Italia”, ha detto. Riguardo i fatti di sabato: lo stop “è dovuto al fatto che Gazprom avrebbe dovuto dare una garanzia fisica in funzione del passaggio di questo gas al trasportatore austriaco che porta il gas dall’Austria all’Italia, cosa che prima non c’era e Gazprom non ha pagato”, ha spiegato.

“È una cosa che si poteva evitare ovviamente. Il gas è già in Austria e in Germania, non è nelle mani di Gazprom. sto facendo fare analisi di compliance entro questa settimana spero che questo problema possa essere risolto”, ha concluso.

QUANTO GAS RUSSO ARRIVA IN EUROPA?

Tutto da monitorare. Così come l’involuzione de rapporto di fornitura di Gazprom al Vecchio Continente. Come comunicato sempre stamani dal colosso russo, “secondo i dati preliminari, nel periodo gennaio-settembre 2022 Gazprom ha prodotto 313,3 bcm di gas. Si tratta di una riduzione del 17,1% (64,8 bcm) rispetto all’anno scorso. La domanda di gas dell’azienda dal sistema di trasporto del gas nel mercato nazionale durante questo periodo è diminuita del 4,1% (7,2 miliardi di metri cubi)”.

Secondo quanto si legge dai numeri, “le esportazioni verso i Paesi non CSI sono state pari a 86,9 miliardi di metri cubi, con un calo del 40,4% (58,9 miliardi di metri cubi) rispetto allo stesso periodo del 2021. “Gazprom fornisce gas in base alle richieste confermate”. Mentre quelle in Cina via Power of Siberia aumentano “grazie a un contratto bilaterale a lungo termine tra Gazprom e CNPC. Le consegne superano regolarmente le quantità giornaliere previste dal contratto. A settembre si sono registrati due picchi storici di esportazione giornaliera nell’intero periodo di fornitura”.

I MOTIVI DEL CALO DI GAS IN UE

“Il calo del consumo di gas nell’Unione Europea è stato un fattore chiave nella diminuzione della domanda globale di gas”, scrive ancora Gazprom. “Nei primi nove mesi di quest’anno, secondo le prime stime preliminari e i dati operativi disponibili, la domanda globale è diminuita di circa 40 bcm. I 27 Paesi dell’UE-27 sono responsabili del 75% o di 30 miliardi di metri cubi di questo calo”.

Sommando Ue e Regno Unito (-5mld mc), il calo della domanda globale vale quasi il 90% del totale.

STOCCAGGI EUROPEI IN AUMENTO, INVERNO AL SICURO ANCHE SENZA GAS RUSSO?

Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, “il 1° ottobre sono stati aggiunti 62,8 miliardi di metri cubi di gas naturale alla capacità di stoccaggio europea. Le compagnie dovranno pompare altri 9,6 miliardi di metri cubi di gas per raggiungere la loro capacità di stoccaggio all’inizio della stagione di prelievo 2019/2020”.

Ma ciò basterà per stare al caldo durante l’inverno che è alle porte? Guardando ad esempio, in Germania, “durante l’ultimo periodo autunno-inverno (dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022), il consumo di gas è stato di 57 miliardi di metri cubi, pari a 9,5 miliardi di metri cubi al mese in media”, ricorda Gazprom citando i dati. “L’attuale tasso di utilizzo degli impianti di stoccaggio sotterranei tedeschi è del 92% e il volume di gas attivo è di 20 miliardi di metri cubi. Pertanto, la Germania dispone attualmente di una capacità di stoccaggio paragonabile al consumo medio durante la stagione fredda, che è solo di due mesi su sei”.

Anche il ministro uscente per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha spesso ricordato che gli stoccaggi da soli non possono bastare. Ecco perché serve assicurare un solido mix energetico fatto di nuovi fornitori di gas naturale, importazione di gnl, quindi rigassificatori, rinnovabili e estrazioni nazionali. La strada, quindi, è ancora tortuosa.

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