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Gas, l’Ue si dà una zappa sui piedi con il Regolamento CAM? L’allarme di Arera

La richiesta di deroga tecnica di Arera suona come un campanello d’allarme: il Regolamento CAM, così com’è, rischia di entrare in collisione con i contratti di gas extra-Ue. La sicurezza degli approvvigionamenti europei è a rischio?

Arera ha chiesto alla Commissione Europea un’eccezione al Regolamento CAM per i terminali dei gasdotti di Mazara del Vallo e Gela. La vera notizia, però, si nasconde tra le pieghe delle delibere: alcuni operatori hanno riscontrato problemi nella stipula e nella rinegoziazione di contratti di approvvigionamento di gas. Ostacoli che sollevano diverse domande: Il Regolamento è abbastanza flessibile da adattarsi alle specificità dei diversi Pasi Europei? Dopo la chiusura dei rubinetti russi l’Ue rischia di rimanere senza gas se il testo non cambia?

ARERA IMPLEMENTA IL REGOLAMENTO CAM MA CHIEDE UN’ECCEZIONE

Nel corso dell’ultima riunione del Collegio, Arera ha approvato la delibera che implementa il Regolamento CAM. Il codice europeo stabilisce che dal 5 agosto nei punti di interconnessione europei e nei gasdotti con Paesi esteri dovranno essere applicati tutti i codici di rete e gli orientamenti adottati dalla Commissione europea. Di conseguenza, le aste standard online armonizzate saranno l’unica modalità di assegnazione della capacità per il trasporto di gas per tutti i punti di interconnessione nell’Ue.

Al tempo stesso, l’Autorità ha anche chiesto alla Commissione europea (deliberazione del 3 febbraio 17/2026/R/GAS ) una deroga dall’adozione di tutte le disposizioni del Regolamento 2024/1789 ad alcuni punti di entrata da paesi terzi. In altre parole, l’Autorità propone di continuare a prevedere il regime attuale per i due terminali dei gasdotti. Fino ad oggi, infatti, in questi due snodi era possibile conferire la capacità disponibile per il servizio di trasporto continuo del gas anche ad anno termico avviato, secondo l’ordine temporale di richiesta (meccanismo First Come First Served).

ECCO PERCHE’ ARERA CHIEDE UNA DEROGA SUL REGOLAMENTO CAM

Perché Arera ha chiesto una proroga all’Ue sul Regolamento CAM? La richiesta è legata al fatto che alcuni utenti attivi nei gasdotti hanno segnalato all’Autorità criticità con i contratti di approvvigionamento con Paesi interconnessi non appartenenti all’Unione Europea. In particolare, Arera ha messo in luce problemi nel coordinare la stipula o la rinegoziazione dei contratti con le nuove procedure di assegnazione della capacità annuale.

Un no della Commissione Europea potrebbe avere conseguenze importanti. La stessa Autorità scrive nella deliberazione del 3 febbraio 17/2026/R/GAS che se “non prorogasse il metodo addizionale di allocazione della capacità First Come First Served, come attualmente previsto, potrebbero venire a mancare volumi di importazioni di gas potenzialmente significativi, per la stessa sicurezza degli approvvigionamenti europei, in quanto gli importatori sarebbero costretti ad acquisire capacità su base infrannuale a costi maggiori”.

ARERA: PERCHE’ GELA E MAZARA DEL VALLO SONO UN’ECCEZIONE

La Commissione Europea dovrebbe fare un’eccezione alla legge per i terminali di Mazara del Vallo e Gela poiché “non rappresentano dei collegamenti con mercati del gas liberalizzati e caratterizzati da logiche concorrenziali come quelli europei. I diritti di trasporto sui gasdotti che interessano i suddetti punti, pertanto, sono in genere attribuiti per volumi e durate corrispondenti ai contratti di approvvigionamento sottostanti e non attraverso meccanismi di allocazione delle capacità coerenti con il regolamento 2017/459. In particolare, si tratta di infrastrutture costituite da gasdotti di lunga distanza, direttamente collegati ai giacimenti di gas, che svolgono un ruolo significativo nel garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas dell’Italia e quindi dell’UE”.

I terminali di Gela e Mazara del Vallo hanno un ruolo significativo nel garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas di Italia e Ue. Mazara del Vallo è cruciale nel breve-medio termine poiché rappresenta il punto di collegamento con il Ttpc e il Tmpc, segmenti consecutivi della stessa grande infrastruttura che collega l’Italia all’Algeria, primo fornitore di gas del nostro Paese (30/40% del fabbisogno nazionale). In particolare, il Trans Tunisian Pipeline gestisce il trasporto on-shore dal confine algerino fino a Cap Bon (Tunisia). Il Transmediterranean Pipeline, invece, collega Cap Bon a Mazara del Vallo, dove viene immesso nella rete italiana oppure prosegue verso l’Europa centrale (Austria e Germania) e la Slovenia. Il terminale di Gela, invece, è il punto di approdo italiano dell’infrastruttura che porta il gas libico in Italia: il GreenStream. Oggi questo gasdotto trasporta volumi che si aggirano intorno a 1 – 1,4 bcm all’anno e serve principalmente il fabbisogno del Sud Italia. Tuttavia, si prevede che già da quest’anno i flussi verso l’Italia possano raggiungere livelli più significativi.

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