Territori

Cipro ed Egitto firmano l’accordo per il gasdotto mediterraneo

Il consorzio Afrodite, che include anche la israeliana Delek, fornirà gas al Cairo per la riesportazione in Europa. Incombe però il ruolo della Turchia

Dopo mesi di trattative Cipro ed Egitto hanno firmato l’accordo che apre la strada al primo gasdotto sottomarino del Mediterraneo per trasportare il gas naturale cipriota nel paese arabo e a sua volta, riesportarlo in Europa dopo la liquefazione presso gli impianti situati nella città di Edku del governatorato egiziano di Beheira.

MINISTRO CIPRIOTA LAKKOTRYPIS: PIETRA MILIARE PER L’INTERA REGIONE DEL MEDITERRANEO ORIENTALE

“La firma di oggi è una pietra miliare importante, non solo per Cipro, ma anche per l’intera regione del Mediterraneo orientale – ha detto il ministro dell’Energia cipriota George Lakkotrypis dopo aver firmato l’accordo con il ministro del Petrolio egiziano Tarek el-Molla -. Si tratta della prima intesa del suo genere nella nostra regione”. Il gasdotto sarà fondamentale per convogliare il gas prodotto dal giacimento offshore di “Afrodite” verso l’Egitto e per attrarre investimenti infrastrutturali miliardari. È prevista anche la creazione, entro 30 giorni, di un comitato congiunto per supervisionare il progetto. Lakkotrypis ha aggiunto che l’accordo potrebbe fungere da esempio anche per altri paesi vicini e offrire alle compagnie petrolifere, il tipo di sicurezza che cercano per i loro investimenti in modo da poter procedere con lo sviluppo dei costosi progetti di settore. L’accordo è sostenuto soprattutto dall’Unione europea alla costante ricerca di modi per diversificare le proprie fonti energetiche di approvvigionamento. “Stiamo essenzialmente parlando di un gasdotto europeo, destinato a trasportare il gas naturale cipriota in Egitto per essere riesportato in Europa sotto forma di gas naturale liquefatto (Gnl)”, ha infatti ammesso Lakkotrypis.

TAREK EL-MOLLA: ACCORDO INCORAGGERÀ ULTERIORI ESPLORAZIONI PETROLIFERE NELLA REGIONE

L’accordo, firmato nella capitale cipriota Nicosia, “contribuirà a incoraggiare ulteriori esplorazioni petrolifere nella regione”, ha detto el-Molla sottolineando l’importante posizione strategica e la forte infrastrutturazione dell’Egitto nel gas naturale all’interno del Mediterraneo orientale e la sua vocazione all’export verso l’Unione europea. Secondo il ministro, il gas potrà essere “utilizzato anche per i bisogni interni egiziani”.

ESPERTI: AUMENTA LA PROSPETTIVA DI INTEGRAZIONE REGIONALE DEI MERCATI ENERGETICI

I legami egiziani e ciprioti si sono rafforzati da quando il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi è entrato in carica nel 2014. I leader dei due Paesi si sono incontrati per cinque vertici tripartiti negli ultimi quattro anni. Già lo scorso anno Egitto e Cipro avevano siglato un accordo di cooperazione per la sorveglianza della regione del Mediterraneo orientale per prevenire il traffico di armi, la tratta di esseri umani e il terrorismo. “Grazie all’accordo di demarcazione marittima, gli accordi sul gas e le scoperte in Egitto hanno aumentato la prospettiva di integrazione regionale dei mercati energetici e la possibilità che il gas arrivi in Europa”, ha detto a Xinhua Waleed Gab-Allah, professore di giurisdizioni finanziarie ed economiche all’Università del Cairo.

COME NASCE AFRODITE

La texana Noble Energy ha fatto la prima scoperta al largo di Cipro nel blocco di Afrodite nel 2011. Si stima che il giacimento contenga 4,5 trilioni di piedi cubi di gas che ancora aspettano di essere estratti. Il consorzio Afrodite, che comprende anche la israeliana Delek e la Royal Dutch Shell, sta cercando nel frattempo di rinegoziare i termini prima di prelevare il gas. Attualmente è in trattative con il governo cipriota per ottenere una quota maggiore di profitti per rendere il progetto fattibile. Tutto nasce però con la scoperta nel 2015 dell’enorme giacimento offshore di Zohr nel vicino Egitto da parte di Eni che ha suscitato l’interesse di possibili scoperte anche in acque cipriote.

CIPRO AUSPICA CHE IL GASDOTTO SIA PRONTO NEL 2022

Il ritmo di costruzione del gasdotto per la consegna del gas in Egitto dipenderà dagli accordi commerciali con gli investitori. Cipro mira a far sì che il gas naturale inizi a fluire verso gli impianti egiziani di Gnl nel 2022, generando così i suoi primi ricavi dal gas naturale.

ALTRE LICENZE ESPLORATIVE A CIPRO PER ENI, EXXON E TOTAL

Cipro ha inoltre rilasciato licenze di esplorazione a Eni dell’Italia, alla statunitense ExxonMobil e alla francese Total. L’azienda italiana Eni ha scoperto un altro giacimento di gas a sud-ovest dell’isola ma al momento le sue dimensioni non sono ancora state determinate mentre ExxonMobil inizierà la ricerca di idrocarburi al largo di Cipro entro la fine dell’anno.

LA TURCHIA PRONTA A BLOCCARE TUTTO

Sull’intera vicenda pesa però il ruolo della Turchia. Ankara ha già annunciato da tempo e ribadito in queste ore, che non permetterà alcuna perforazione o esplorazione unilaterale di idrocarburi nel Mediterraneo orientale. Parlando alla nona riunione di consultazione sull’attività di esplorazione e produzione ad Ankara, il ministro turco dell’Energia e delle risorse naturali Fatih Dönmez ha sottolineato che il paese non permetterà a nessuna delle parti di violare i diritti della Turchia o quelli della Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC) in base al diritto internazionale. La Turchia ha più volte contestato l’attività unilaterale di perforazione di gas nel Mediterraneo orientale da parte dell’amministrazione greco-cipriota, affermando che anche i turco-ciprioti hanno diritti sulle risorse che circondano la zona. Ankara, in qualità di garante sull’isola, ha anche rafforzato la sua presenza nel Mediterraneo con le sue navi perforatrici, la Barbaros Hayrettin Paşa, Oruç Reis e Fatih. Quest’ultima condurrà la sua prima perforazione nel Mediterraneo nei prossimi mesi, ha rivelato il ministro. L’industria di esplorazione e produzione turca ha speso oltre 10 miliardi di dollari negli ultimi 16 anni. “Sta creando oggi un valore di 5 miliardi di dollari con le sue industrie sussidiarie, ma il nostro potenziale è di gran lunga superiore – ha sottolineato il ministro -. Abbiamo impedito importazioni per 20 miliardi di dollari in cambio di questi investimenti, ma non siamo al punto in cui vogliamo essere”, ha aggiunto promettendo che la produzione nazionale aumenterà per sostenere un’economia forte e incoraggiare una maggiore indipendenza energetica utilizzando le risorse locali della Turchia.