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Via libera Ue ad aiuti di Stato su interconnector Grecia-Bulgaria

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Le misure di aiuto sono proporzionate e quindi limitate al minimo necessario per consentirne l’avvio

L’Antitrust Ue ha dato via libera alla realizzazione e gestione dell’inteconnector Grecia-Bulgaria per la fornitura di gas tra i due paesi con l’ausilio di fondi pubblici. La Commissione europea ha dichiarato, infatti, che il progetto da 240 milioni di euro che trasporterà ogni anno 3 miliardi di metri cubi di gas naturale dalla Grecia alla Bulgaria entro il 2021, rafforzerà l’obiettivo europeo di diversificazione dell’approvvigionamento energetico. L’interconnessione transfrontaliera del gas è lunga 182 chilometri e si spiega tra la Grecia (Komotini) e la Bulgaria (Stara Zagora). Una potenziale fase successiva del progetto potrebbe aumentare la capacità a 5 miliardi di mc/anno e consentire la capacità fisica di flusso inverso dalla Bulgaria alla Grecia.

PRESTITO DA 110 MILIONI DALLA BEI

gasIl sostegno pubblico comprende un prestito di 110 milioni di euro della Banca europea per gli investimenti all’operatore bulgaro del gas BEH, che sarà coperto da una garanzia statale incondizionata, 39 milioni di euro dalla Bulgaria e un regime fisso di imposta sulle società valido per 25 anni per i proprietari dell’interconnector, vale a dire ICGB AD, un’impresa comune tra il consorzio IGI Poseidon e BEH composto dalla italiana Edison e dall’operatore greco del gas DEPA.

LE RAGIONI DEL VIA LIBERA UE

La Commissione Ue ha valutato tali misure di sostegno alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Bruxelles ha constatato in particolare che il progetto contribuirà al conseguimento di ulteriori obiettivi strategici fondamentali dell’Ue, compresa la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas e l’aumento della sicurezza nell’Ue; le misure di aiuto sono necessarie, sostiene l’esecutivo Ue, nel senso che il progetto non verrebbe realizzato senza tale aiuto. “A tale riguardo, un’analisi finanziaria del progetto effettuata dalla Commissione ha dimostrato che non sarebbe possibile recuperare i costi di investimento esclusivamente con le tariffe applicate per l’utilizzo dell’interconnector; le misure di aiuto sono proporzionate e quindi limitate al minimo necessario”. Nel dettaglio, Bruxelles ha constatato che il sostegno fornito dalla sovvenzione dell’OPIC (Operational Programme “Innovation and Competitiveness” 2014-2020), dalla garanzia statale e dal regime fisso dell’imposta sulle società non va al di là di quanto necessario per attivare l’investimento (ossia, coprono solo il “deficit di finanziamento”) non falsando indebitamente la concorrenza. A tale riguardo, in base alle norme in vigore, né BEH in Bulgaria né DEPA in Grecia sono autorizzati a prenotare più del 40% della capacità del nuovo interconnettore ai punti di ingresso rispettivamente in Bulgaria e Grecia. Di conseguenza, almeno il 60% della nuova capacità sarà aperta ai concorrenti che intendono vendere gas su questi mercati. UE

VESTAGER: UMENTERÀ LA SICUREZZA DELL’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO

“La nuova interconnessione del gas tra Grecia e Bulgaria aumenterà la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e rafforzerà la concorrenza, a vantaggio dei cittadini della regione – ha detto la commissaria Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza -. Abbiamo approvato le misure di sostegno che saranno concesse da Bulgaria e Grecia perché sono limitate a quanto necessario per realizzare il progetto e sono quindi in linea con le nostre norme in materia di aiuti di Stato”.