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Raffinerie

Germania sul banco degli imputati per la tassa sui transiti gas in Ue

Il Consiglio dei ministri dell’Energia Ue dovrebbe esprimersi sulla questione gas tedesca. Interessata anche l’Italia che stava pensando di applicare una tariffa simile a partire dal 1 aprile

La cosiddetta ‘neutralty charge’ applicata dalla Germania per i flussi di gas diretti verso gli altri paesi (tra cui l’Italia) rischia di essere pagata cara da Berlino. La questione potrebbe essere affrontata, infatti, nel corso dei Consiglio dei ministri dell’Energia in programma lunedì 4 marzo.

TUTTO HA INIZIO NEL 2022

Tutto comincia nel 2022 quanto il paese ha dovuto dire stop all’import di gas dalla Russia e al contempo dare il via a una frenetica corsa all’acquisto del combustibile, già molto caro sui mercati internazionali. Questo garantì un riempimento degli stoccaggi ma lasciò un conto di quasi 10 miliardi di euro da pagare.

UN ‘SOVRAPPREZZO’ DI 1,86 EURO

Per recuperare la perdita, Berlino ha autorizzato il supervisore dei suoi mercati del gas, Trading Hub Europe, ad aggiungere un sovrapprezzo alle vendite di gas per far sostenere i costi ai consumatori. Ma anche i vicini della Germania. Tutto il gas importato attraverso i tubi tedeschi sopporterebbe dunque un sovrapprezzo a 1,86 euro per MWh, un aumento di prezzo di almeno il 5% agli attuali prezzi all’ingrosso del gas.

PAESI DELL’EUROPA CENTRALE SUL PIEDE DI GUERRA

A sollevare la questione erano stati quattro paesi europei guidati dalla Repubblica ceca (Austria, Ungheria e Slovacchia) lo scorso 20 febbraio, come riportato dal Financial Times. A loro giudizio la misura è da considerare “ingiusta” e costituisce un ostacolo al passaggio dal gas russo rendendo le alternative più costose, e aggiungendo che la questione dovrebbe essere una discussa e risolta alla riunione dei i ministri dell’energia dell’Ue.

“Siamo in dialogo con la Commissione europea e i paesi su questo tema”, ha affermato il ministro tedesco dell’Economia e dell’Azione per il clima, sottolineando che la misura tedesca “ha dato un contributo decisivo alla sicurezza europea dell’approvvigionamento e alla stabilizzazione dei prezzi”, secondo quanto si legge su Euractiv.

I paesi danneggiati, tra cui Ungheria, Austria, Polonia e Slovacchia, affermano che la misura “mirata a recuperare i costi derivanti dallo stoccaggio del gas in Germania” pone “sfide significative per il mercato europeo del gas” in un documento visionato da Euractiv. E che “l’aumento dei costi di transito colpisce in modo sproporzionato la regione dell’Europa centrale e orientale”, costringendola a “fare maggiore affidamento sulle importazioni di gas dalla Russia”, affermano.

Questi paesi, per lo più senza sbocco sul mare, aggiungono che la loro incapacità di costruire terminali di Gnl aumenta i loro problemi, e la tassa di transito tedesca limita la loro capacità di accedere al gas norvegese e al Gnl del Nord Europa.

ACER INCARICATA DI INDAGARE SUI POSSIBILI RISVOLTI DELLA DECISIONE TEDESCA

La Commissione europea ha chiesto all’autorità di regolamentazione energetica dell’Ue Acer di esaminare se la tariffa aggiuntiva imposta dalla Germania alle sue esportazioni di gas naturale possa distorcere o meno il mercato unico comportando una possibile violazione delle regole di concorrenza secondo quanto riferito da Reuters.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA

Anche l’Italia sta pianificando una misura simile che arriverebbe a 2,19 euro per MWh. Arera ha infatti aperti una consultazione per l’introduzione di una Neutrality Charge, da applicare ai punti di interconnessione ed ai punti di uscita della rete di trasporto nazionale, a copertura dei costi derivanti dal servizio di riempimento degli stoccaggi di ultima istanza.

“Tale corrispettivo potrebbe trovare prima applicazione dall’1 aprile 2024 e potrebbe essere aggiornato con cadenza annuale (la prima volta entro dicembre 2024) sulla base di mutamenti del contesto politico/economico e/o di revisioni delle stime di copertura dei costi del servizio di stoccaggio di ultima istanza”, si legge nel documento di Arera.

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