Energie del futuro

I piani del Giappone su ammoniaca e carbone

giappone cattura del carbonio

Il più grande produttore di energia elettrica del Giappone vuole riconvertire tutte le sue centrali a carbone per alimentarle con l’ammoniaca

Per permettere alle centrali alimentate a carbone di continuare ad operare in un contesto di basse emissioni di CO2, il più grande produttore di energia elettrica del Giappone sta pensando di diluire il combustibile fossile con l’ammoniaca. Perché abbia successo, il piano richiederà però un maggiore sviluppo tecnologico, oltre che un forte aumento – di almeno cento volte tanto – delle importazioni di questo gas.

IL PIANO DI JERA

Il Giappone è il quinto maggiore emettitore di CO2 al mondo ma ha annunciato, alla fine di ottobre, l’intenzione di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Il carbone occupa ancora una quota importante nel mix energetico del paese, del 20 per cento circa. Per rimpiazzarlo, Tokyo dovrebbe portare le importazioni di ammoniaca dalle attuali 200mila tonnellate annue a 20 milioni entro il 2030.

La stima è di JERA, responsabile di un terzo di tutta l’elettricità generata in Giappone. Entro il 2050 – anno in cui vuole raggiungere la neutralità carbonica – la società vuole riconvertire tutte le sue centrali a carbone in modo che possano essere alimentate al 100 per cento dall’ammoniaca.

I PROBLEMI

Il piano di JERA ha però diversi problemi, come spiegato a Bloomberg da Takeo Kikkawa, professore alla International University of Japan. Il primo ostacolo è rappresentato dai costi: non sarà semplice produrre grosse quantità di ammoniaca a prezzi bassi. Il secondo è la sicurezza: l’ammoniaca è un gas tossico ed è perciò necessario che venga gestito ottimamente per evitare che si verifichino delle perdite.

Ci sono poi anche ostacoli di carattere tecnico: per esempio, i boiler di tutte le centrali a carbone andrebbero aggiornati perché possano bruciare ammoniaca. Ma soprattutto, la co-combustione del carbone con l’ammoniaca è un processo ancora in fase di sperimentazione, e anche se si rivelasse funzionante, bisognerebbe renderlo sostenibile da un punto di vista economico.

COME SI PRODUCE L’AMMONIACA

Attualmente la maggior parte dell’ammoniaca viene ottenuta attraverso processi che prevedono la combustione di gas naturale o di gas di petrolio liquefatti, e che dunque generano emissioni di anidride carbonica. Il Giappone sta però promuovendo lo sviluppo di processi per l’ammoniaca “verde”, ovvero ottenuta a partire da fonti rinnovabili. Nei mesi scorsi l’Arabia Saudita ha esportato in Giappone il primo carico al mondo di ammoniaca blu, il cui processo di produzione prevede la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di CO2, che pertanto non viene dispersa nell’atmosfera.

Secondo lo U.S. Geological Survey, un’agenzia del governo americano, nel 2019 sono state prodotte circa 150 milioni di tonnellate in tutto il mondo.