Territori

Hitachi dice stop al reattore di Anglesey. Per Londra si apre una voragine energetica

L’accantonamento di questo progetto, unito a quello di Moorside di Toshiba e di un secondo impianto Hitachi a Oldbury crea un enorme “buco”: insieme le tre nuove centrali nucleari avrebbero fornito il 15% della domanda di elettricità.

Hitachi ha deciso di abbandonare i piani per la costruzione della centrale atomiac di Anglesey in Galles, diventando la seconda azienda nel giro di poco più di due mesi, ad abbandonare un progetto nel settore nucleare e scatenando “una vera e propria crisi” per la strategia energetica del Regno Unito.

CONGELATI ASSET PER 2,77 MILIARDI DI DOLLARI

Nucleare BangladeshLa centrale Wylfa da 16 miliardi di sterline ad Anglesey doveva essere la pietra miliare di una linea di nuove centrali nucleari dopo quella di Hinkley Point C, ma il colosso giapponese non è riuscito a raggiungere un accordo con il governo britannico. Durante una riunione del consiglio di amministrazione Hitachi ha deciso di staccare la spina formalizzando la decisione di abbandonare il progetto malgrado proseguano i negoziati col governo britannico per la condivisione degli onerosi costi di finanziamento del progetto. La sospensione interesserà tutti i lavori di progettazione e di preparazione del sito per la costruzione della centrale. E comporterà il congelamento di asset per un valore di circa 300 miliardi di yen (2,77 miliardi di dollari) detenuti dalla controllata britannica di Hitachi, la Horizon Nuclear Power.

SINDACATI SGOMENTI: SI PERDONO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO

Anche i sindacati hanno espresso sgomento per l’annullamento del progetto, che comporterà la perdita di circa 300 posti di lavoro e circa un migliaio nell’indotto. L’azienda sarebbe anche pronta a valutare l’abbandono definitivo del progetto, dal valore stimato in oltre 26,6 miliardi di dollari, nel caso i negoziati con Londra non producano un risultato soddisfacente entro la fine di questo mese.

UN “BUCO” DI DOMANDA DEL 15% DALLO STOP DI ANGLESEY, MOORSIDE E OLDBURY

L’accantonamento di questo progetto, unito a quello di Moorside che Toshiba ha chiuso a novembre e di un secondo impianto Hitachi che doveva sorgere a Oldbury nel Gloucestershire, porta un grosso grattacapo al governo britannico che dovrà colmare un enorme “buco” nel prossimo decennio dopo la chiusura delle vecchie centrali nucleari e a carbone. Insieme le tre nuove centrali nucleari avrebbero fornito il 15% della domanda di elettricità.