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Eni

Descalzi: Hormuz lascerà l’Ue a secco di jet fuel e lo stop al gas russo peserà sugli stoccaggi

Il numero uno di Eni, Claudio Descalzi, avverte che il blocco di Hormuz cambia gli equilibri mondiali, lo stop al gas russo metterà in difficoltà l’Ue e la carenza di carburante per gli aerei rischia di pesare su prezzi e trasporti

Il blocco di Hormuz ha modificato nuovamente il panorama energetico mondiale. La raffinazione del petrolio è il punto debole dell’Ue, che si riflette con maggiore forza sulla disponibilità di jet fuel. In particolare, “abbiamo bisogno di circa 5 milioni di tonnellate, ne produciamo circa la metà e il resto lo importiamo”, spiega l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in audizione in Commissione Attività Produttive alla Camera sulla congiuntura del mercato energetico in Italia e in Europa. Una situazione di cui stanno approfittando le raffinerie Usa, che hanno aumentato la capacità produttiva del 95% rispetto al potenziale per poter compensare le carenze. La situazione non è più rosea sul fronte del gas, secondo Descalzi. Infatti, il ban al gas russo da gennaio porterà allo stop di importazioni per 36 miliardi, provocando problemi di stoccaggi a diversi Paesi europei, ma non all’Italia, secondo l’ad di Eni.

DESCALZI (ENI): STOP GAS RUSSO DA GENNAIO COMPORTERA’ PROBLEMI STOCCAGGI UE

Il blocco alle importazioni di gas russo da gennaio metterà sotto pressione gli stoccaggi europei, ma l’Italia è al sicuro, secondo Descalzi.

“36 miliardi dalla Russia dovranno essere compensati dagli Stati Uniti o East Asia. Questo ci porta ad avere da gennaio 2027 un ulteriore problema. La coda della guerra porterà a uno stop completo del gas che arriva all’Europa. Questo ci troverà in una situazione di stoccaggi peggiore dell’anno scorso, non per l’Italia – che è in linea con l’anno scorso al 71-72% – ma per Paesi europei che sono molto al di sotto. Per l’Europa che va a gas è una preoccupazione, per l’Ue che va a nucleare come la Francia e in parte la Spagna lo è in modo minore, anche se ogni Paese deve avere una stabilità”, ha detto l’amministratore delegato di Eni.

DESCALZI (ENI): COME HORMUZ INFLUIRA’ SUI PREZZI ENERGETICI GLOBALI

Il fallimento dell’accordo tra Iran e Usa su Hormuz ha cambiato nuovamente la situazione energetica mondiale, secondo Descalzi. Gli effetti non si sono ancora riflessi significati sui prezzi di petrolio e derivati grazie all’immissione di 400 milioni di barili sul mercato da parte dell’Ocse per l’ad di Eni.

“Con la firma dell’accordo c’è stata una discesa a 68 dollari, adesso siamo ritornati sugli 85”, ha sottolineato, ponendo l’accento sui rischi per i prodotti raffinati. In particolare, i jet fuel.

L’ALLARME SUL JET FUEL

L’Ue è a corto di jet fuel a causa della guerra in Medio Oriente, secondo Descalzi. L’Italia ha bisogno di circa 5 milioni di tonnellate di carburante per aviazione, ma la capacità di raffinazione europea è ai minimi storici. Gli unici ad esultare sono i proprietari delle raffinerie degli Stati Uniti, che hanno aumentato la capacità produttiva di quasi il 100%.

“Si parla di mancanza di crudo ma i prodotti contano molto, perché poi vanno a consumo e fanno alzare i prezzi. Per noi come Europa sono il diesel e il jet fuel. Il jet fuel scontava una carenza già prima, da quando si è chiuso l’accesso al mercato russo circa il 60% veniva dal Golfo. Siamo in deficit di jet fuel, che importiamo per un 35%-40%, oggi forse anche di più. In Italia abbiamo bisogno di circa 5 milioni di tonnellate, ne produciamo circa la metà e il resto lo importiamo. E ora chi sta compensando sono le raffinerie Usa che vanno con una capacità produttiva del 95% rispetto al potenziale per poter compensare le carenze”.

LO STOCCATA DI DESCALZI ALL’UE SULLA CHIMICA

L’ad di Eni ha criticato duramente le politiche di Bruxelles che impattano sul settore della chimica, accusandola di voler distruggere l’industria europea.

“L’Europa ha fatto di tutto per distruggere la chimica e ci dice in faccia di andare via dall’Europa. Nessuno ha detto una parola per difendere la chimica”, ha detto il numero uno di Eni, sottolineando che il gruppo non licenzierà nessun dipendente. “Noi non mandiamo a casa nessuno, ci siamo presi le perdite, abbiamo dato continuità, abbiamo trasformato in biochimica. Nessuno ci ha dato una mano o abbiamo avuto un singolo contributo e l’Europa continua a combattere. Gli altri hanno licenziato e noi no, non lo faremo, è l’impegno che ho preso da amministratore delegato”, ha aggiunto.

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