Atene blocca il ventunesimo pacchetto Ue per proteggere Dynagas. Ecco perché
La Grecia si sta opponendo all’imposizione di nuove sanzioni europee contro la Russia perché non vuole penalizzare Dynagas, la compagnia di trasporto marittimo dell’armatore George Prokopiou che si è specializzata nel trasporto del gas liquefatto prodotto a Yamal Lng, un impianto nell’Artico siberiano.
Secondo le fonti del Financial Times, il rappresentante greco presso l’Unione europea avrebbe detto ai suoi omologhi che il ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia – che prevede un divieto di trasporto del gas liquefatto russo verso paesi terzi, tra le altre cose – “rovinerebbe” Dynagas.
LA GRECIA SI OPPONE ALLE SANZIONI EUROPEE ALLA RUSSIA
Ieri, appunto, i rappresentanti dei paesi membri dell’Unione non sono riusciti a raggiungere un accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia. Sebbene il provvedimento contenga anche nuove misure contro le banche russe, le piattaforme di criptovalute e i costruttori di droni, il ministro degli Esteri della Lituania Kestutis Budrys ha evidenziato la mancanza di una posizione comune europea sull’inasprimento delle restrizioni al gas liquefatto.
IL NODO PRICE CAP SUL PETROLIO
Il pacchetto includeva anche un meccanismo per l’adeguamento del cosiddetto price cap sul petrolio russo, cioè il “tetto al prezzo” oltre il quale sono vietati la compravendita e il trasporto del greggio prodotto da Mosca.
Il price cap ha un duplice scopo: da una parte, ridurre le entrate economiche della Russia rendendole più difficile vendere il proprio petrolio ai prezzi di mercato, così da limitarne la capacità di finanziare la guerra all’Ucraina; dall’altra, evitare una riduzione eccessiva della disponibilità di greggio, scongiurando una crisi dell’offerta che farebbe salire i prezzi e danneggerebbe l’economia globale.
Attualmente, il price cap è fissato a 44,1 dollari al barile. Ieri i rappresentanti degli stati dell’Unione hanno accettato di mantenere questo valore per una settimana, in attesa di trovare un accordo sul suo adeguamento. Da precedenti rivelazioni del Financial Times sappiamo che il governo della Grecia è contrario al price cap perché non vuole penalizzare la propria industria del trasporto marittimo.
GRECI TRAGHETTATORI DELL’ENERGIA RUSSA
Le compagnie di navigazione greche sono infatti quelle che hanno guadagnato di più – almeno 3,8 miliardi di dollari negli ultimi tre anni – dal trasporto marittimo del greggio russo, un commercio consentito purché avvenga nel rispetto del price cap, appunto.
L’azienda che finora ha incassato di più è Dynacom Tankers di Prokopiou, con 915 milioni di dollari dal luglio del 2023. Seguono Olympic Shipping & Management di Onassis Group con almeno 404 milioni e le ateniesi Stealth Maritime e Polembros Shipping, con oltre 200 milioni di dollari ciascuna.
Solo le entità registrate negli Emirati Arabi Uniti hanno trasportato più petrolio russo di quelle greche.
L’EUROPA PUNTA SUL GAS LIQUEFATTO DI YAMAL LNG
Le navi greche non trasportano solo il greggio russo, però, ma pure il gas liquefatto, nello specifico quello che viene prodotto a Yamal Lng. Da questo impianto l’Unione europea ha importato quasi dieci milioni di tonnellate di combustibile nel primo semestre del 2026: si tratta di un volume record e superiore del 18 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I paesi membri che ne hanno acquistato più gas da Yamal Lng sono stati la Francia (3,6 milioni di tonnellate), il Belgio (2,9 milioni di tonnellate) e la Spagna (2,7 milioni di tonnellate).
TUTTO SU DYNAGAS
Yamal Lng si appoggia, per la commercializzazione della sua produzione, su una piccola flotta di metaniere rompighiaccio Arc7. E la società greca Dynagas gestisce un terzo delle navi in questione.
Stando ai dati di Kpler, dall’inizio del 2025 Dynagas ha trasportato oltre dieci milioni di tonnellate di gas liquefatto russo utilizzando undici imbarcazioni. Le metaniere classe Arc7 di cui dispone la società sono state costruite – a un costo elevato: circa 300 milioni di dollari l’una – appositamente per la gestione dei carichi di Yamal Lng.
Il governo della Grecia sostiene che Dynagas non sarebbe in grado di riutilizzare altrove le Arc7, trattandosi di metaniere specializzate nella navigazione tra i ghiacci, e che l’inasprimento delle sanzioni alla Russia costringerebbe la compagnia a venderle a soggetti non-occidentali.

