Come ha spiegato il presidente Guido Brusco, “la priorità oggi è tenere insieme l’offerta, le infrastrutture e il mercato, per ridurre la volatilità, ma soprattutto per aumentare la resilienza del sistema”
“Generare Futuro”. È con questo messaggio che si è aperta la conferenza annuale di Confindustria Energia, che nel 2026 compie 20 anni. Alla conferenza annuale dell’associazione – che si è tenuta alle Scuderie di Palazzo Altieri, a Roma -, il presidente Guido Brusco ha dichiarato che “venti anni di Confindustria Energia sono un traguardo importante. Li celebriamo mentre l’energia condiziona la sicurezza internazionale e le scelte quotidiane di imprese e famiglie”.
Prima di Brusco, però, è salito sul palco il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha parlato innanzitutto della manovra economica che oggi pomeriggio alle 15 approderà in Consiglio dei Ministri.
PICHETTO: LA MANOVRA CONTERRÀ INTERVENTI ROBUSTI SUL FRONTE ENERGETICO
“La manovra conterrà qualcosa di robusto sul fronte energetico, perché da un lato ci sarà l’adeguamento del decreto bollette su alcuni articoli, che ha una valenza di circa 1-2 miliardi di euro. Arera, poi, sul decreto che sarà collegato alla manovra, dovrà fare una valutazione. Noi interveniamo sul gas del termoelettrico, ma dobbiamo avere una posizione di equilibrio. Poi c’è una parte di manovra che prevede per il biennio 2027-2028 quattordici miliardi sul fronte energetico, con il veicolo della decarbonizzazione”.
PICHETTO: SUL NUCLEARE PRESENTERÒ TUTTI I DECRETI ATTUATIVI ENTRO INIZIO DICEMBRE
Per quanto riguarda l’energia nucleare, il titolare del MASE ha affermato che presenterà “tutti i decreti attuativi entro l’inizio di dicembre, stiamo decidendo se presentarli separatamente o tutti insieme. Pensiamo ad un modello libero, in cui le procedure di permitting hanno le regole di impostazione base: non ci saranno ‘aree idonee’, semmai dei vincoli in cui diremo che alcune zone, ad esempio quelle sismiche, non vanno bene. Le iniziative potranno essere private, pubblico-private o pubbliche. Sulle tecnologie abbiamo fatto diverse valutazioni: dobbiamo tenere un meccanismo che non indichi la tecnologia precisa, perché indicare delle tecnologie che ci saranno tra 10 anni non ha senso”.
BRUSCO: LA NOSTRA PRIORITÀ È TENERE INSIEME L’OFFERTA, LE INFRASTRUTTURE E IL MERCATO
Aprendo il suo intervento, il presidente Brusco ha spiegato che la priorità oggi è “tenere insieme l’offerta, le infrastrutture e il mercato, per ridurre la volatilità, ma soprattutto per aumentare la resilienza del sistema. Insieme al tema della certezza dell’approvvigionamento, ci troviamo nel mezzo di una guerra per l’energia tra gli Stati Uniti e la Russia. Gli USA stanno facendo della disponibilità di energia e dell’espansione dell’offerta, soprattutto del gas, una leva economica e politica molto importante, che sta influenzando i costi e la localizzazione delle filiere. Dall’altro lato c’è la Cina, che primeggia sulla filiera dei minerali critici per la transizione”.
L’Europa, ha aggiunto Brusco, si trova così nel mezzo, “a passare da una dipendenza ad un’altra, e la sua risposta è di integrarsi di più, andare verso regole più stabili e usare uno dei suoi punti di forza, e uno dei punti di forza dell’Europa e dell’Italia è avere moltissime aree industriali”.
FITTO: L’ENERGIA RIGUARDA TRANSIZIONE, MA ANCHE COMPETITIVITÀ IMPRESE, SICUREZZA APPROVVIGIONAMENTI E AUTONOMIA STRATEGICA
Attraverso un videomessaggio è intervenuto poi il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, secondo cui “parlare di energia oggi significa affrontare una delle questioni centrali per il futuro dell’Europa. L’energia non riguarda soltanto la transizione ecologia, ma anche la competitività delle nostre imprese, la sicurezza degli approvvigionamenti e la nostra autonomia strategica”.
L’Europa, ha spiegato Fitto, “ha già dimostrato di saper reagire con unità e determinazione: quando la Russia ha cercato di utilizzare l’energia come strumento di pressione, abbiamo risposto diversificando le fonti di approvvigionamento, rafforzando la cooperazione tra Stati membri e accelerando gli investimenti nelle energie rinnovabili pulite”.
Di fronte alle recenti tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz, Fitto ha ricordato che “l’Unione Europea ha reagito: con Accelerate EU abbiamo delineato una risposta all’emergenza e presentato un Quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sostenere i settori più esposti e le famiglie in difficoltà. In questo contesto saluto molto positivamente anche l’intesa raggiunta tra il governo italiano e la Commissione Europea sul decreto bollette. È il risultato di un lavoro costante fondato sul dialogo e sulla collaborazione istituzionale, con un obiettivo concreto: contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese”.
TAJANI: DOBBIAMO LAVORARE PER LA NOSTRA TOTALE AUTONOMIA
Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “il tema dell’energia è fondamentale per la crescita del nostro Paese. Siamo un Paese manifatturiero, a industria e agricoltura. Siamo la seconda potenza industriale europea e la quarta potenza commerciale mondiale, perciò il tema energetico è fondamentale. Da un punto di vista strategico, questo governo ha voluto imprimere subito una svolta con la scelta del nucleare. Noi non possiamo pensare di essere sempre dipendenti dagli altri e dobbiamo quindi lavorare per la nostra totale autonomia. Contemporaneamente, stiamo lavorando affinché ci possa essere più libertà. Lo abbiamo visto col petrolio russo, abbiamo creato delle alternative, così come col gas, rivolgendoci all’Azerbaigian e ai Paesi africani. Siamo in Venezuela con l’Eni, che sta facendo un grande lavoro per il nostro Paese”.
SCORNAJENCHI: ELETTRIFICARE TUTTO ENTRO IL 2040 È IMPOSSIBILE, CI SONO DEI LIMITI TECNICI
Partendo da alcuni dati, Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, ha analizzato il panorama energetico del nostro Paese. “In Italia – ha affermato – si consuma circa 1.300 TWh di energia complessiva, tra elettricità, riscaldamento, industria, trasporti… Questi 1.300 TWh sono un prodotto elettrico che è realizzato per il 50% da combustibili fossili (prevalentemente gas). Vi sono poi circa 150 TWh così suddivisi: 50 TWh li importiamo dalla Francia, 50 TWh sono prodotti con l’idroelettrico e 50 TWh sono eolico e fotovoltaico”.
“Noi – ha aggiunto Scornajenchi – dobbiamo fare di più per rendere più rinnovabile il nostro patrimonio di fonti energetiche. Molti comparti industriali bruciano gas perché la densità energetica per quei processi industriali è quella. L’Unione Europea ha raggiunto degli ottimi risultati di decarbonizzazione, ma lo ha fatto deindustrializzando il suo sistema produttivo. Ora, questa deindustrializzazione in qualche caso è delocalizzazione. Dobbiamo affrontare la situazione attuale con pragmatismo, partendo però da una base informata: quando sentiamo dire che la soluzione europea a questo problema è la decarbonizzazione, il tasso di elettrificazione è fermo da circa 30 anni e in Europa è in media del 22-24%. Dire ‘elettrifichiamo tutto entro il 2040’ è un falso, è una cosa che non si può fare, perché i limiti della tecnica non possono essere superati dalla buona volontà. Un contributo importante potrà arrivare dal nucleare”.
REGINA: L’ENERGIA È UN FATTORE DECISIVO PER IL FUTURO INDUSTRIALE DELL’EUROPA
Infine, il delegato di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina, ha affermato che “oggi l’energia condiziona la politica degli investimenti: non riduce solo i margini, oggi è uno di quei fattori che determinano da una parte la sopravvivenza delle imprese nel sistema competitivo o ne rallenta la crescita attraverso un calo degli investimenti. È un fattore decisivo per il futuro industriale dell’Europa”.
“In Spagna, Paese che possiamo prendere come punto di riferimento nella riduzione del costo dell’energia, gli investimenti esteri e quelli diretti sono aumentati nettamente rispetto a quelli francesi o tedeschi. In Italia ad ottobre abbiamo avuto un costo del PUN intorno ai 222€/MWh e, rispetto a Francia, Spagna e Germania abbiamo un costo maggiore nell’ordine dei 50€/MWh. Per noi le direttrici su cui operare sono, da una parte attuare urgentemente il decreto bollette. Dall’altro, le imprese devono investire nell’efficienza energetica, nell’innovazione e nell’ottimizzazione dei processi”.

