Secondo gli attivisti, ogni revisione alle navi russe contribuisce a preservare una delle fonti di entrate da esportazione più preziose per il Cremlino
Un cantiere navale danese sta effettuando un’ultima manutenzione alle navi metaniere artiche, che generano entrate cruciali per lo sforzo bellico del presidente russo Vladimir Putin, prima che le sanzioni dell’Unione Europea entrino in vigore, il prossimo anno. Ciò potrebbe consentire alle navi di continuare a operare per anni, dopo il divieto imposto dal blocco sugli interventi.
Solo una minoranza di cantieri navali in tutto il mondo possiede i bacini di carenaggio e le competenze tecniche necessarie per la manutenzione di queste navi rompighiaccio specializzate. Fino al 2025 due si trovavano nell’Unione Europea: il cantiere olandese Damen e il cantiere danese Fayard. Dopo il ritiro di Damen dal settore, Fayard è diventato l’unico cantiere navale dell’UE a svolgere questo tipo di lavoro.
LA MANUTENZIONE DELLE NAVI METANIERE RUSSE
Il divieto di Bruxelles su tali interventi di manutenzione, concordato all’inizio di quest’anno, non entrerà in vigore prima di gennaio 2027, il che significa che per ora i lavori restano legali. Tuttavia, gli attivisti sostengono che ogni revisione contribuisce a preservare una delle fonti di entrate da esportazione più preziose per il Cremlino.
“Essendo l’unico cantiere navale nell’UE che continua a effettuare la manutenzione delle navi metaniere rompighiaccio specializzate Arc7, di fatto contribuisce a sostenere le esportazioni russe di GNL dall’Artico”, ha dichiarato questa settimana Vladyslav Vlasiuk, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per la politica sulle sanzioni.
Poiché le navi specializzate in genere vengono sottoposte a revisioni importanti solo una volta ogni 2-3 anni, la manutenzione effettuata quest’estate potrebbe consentirne la navigazione anche dopo che alle compagnie europee non sarà più permesso di effettuarne la manutenzione, riducendo l’impatto pratico delle sanzioni ancor prima che entrino in vigore.
“Questa è una sorta di ultima occasione”, ha affermato Malte Humpert, esperto di trasporti marittimi e giornalista investigativo, aggiungendo che, “se sai che da gennaio non potrai più effettuare la manutenzione di queste navi in Europa, cercherai di eseguire quanta più manutenzione possibile adesso, in modo da non dovertene preoccupare per i prossimi anni”.
IL CANTERIE DANESE FAYARD: “NON LAVORIAMO CON LE NAVI RUSSE”
Secondo i dati di navigazione, la nave “Rudolf Samoylovich” è arrivata a Fayard il 30 giugno. È una delle 15 metaniere Arc7 che trasportano GNL dal gigantesco progetto Yamal, nell’Artico russo. Gli ambientalisti della ONG tedesca Urgewald affermano che si tratta della prima di un massimo di 6 navi che questa estate dovrebbero essere sottoposte a manutenzione nel cantiere danese.
L’estate rappresenta l’ultima finestra di manutenzione importante per la flotta, grazie al ritiro stagionale dei ghiacci marini artici, che consente alle navi metaniere convenzionali di sostituire temporaneamente quelle specializzate su alcune tratte della rotta. A differenza delle metaniere tradizionali, le navi Arc7 sono delle rompighiaccio progettate per operare tutto l’anno nelle acque artiche.
Il cantiere navale danese ha dichiarato a Politico di attenersi alle attuali normative UE: “effettuiamo assistenza su specifiche navi internazionali che trasportano GNL in Europa per contribuire a sostenere l’approvvigionamento energetico europeo. È un dato di fatto che gli scambi commerciali tra l’UE e la Russia per beni di cui i Paesi europei continuano ad avere bisogno restano consistenti”, ha spiegato l’azienda, aggiungendo che “Fayard non effettua assistenza su navi russe. Effettuiamo assistenza su navi di proprietà di compagnie di navigazione internazionali che operano tra il terminal Yamal e i porti europei, nel pieno rispetto di tutte le norme e linee guida”.
LA MANUTENZIONE DELLE NAVI È FONDAMENTALE PER IL GAS
Secondo Humpert, la flotta Arc7 è stata indispensabile per il commercio di GNL russo: “l’UE ha speso circa 40 miliardi di dollari per il GNL russo dall’inizio della guerra. Ciò è stato possibile solo grazie a queste 15 navi”, ha spiegato.
Sebbene le navi potrebbero essere sottoposte a manutenzione anche in Cina, Corea del Sud o Giappone, queste strutture sono molto più distanti dalla rotta commerciale Yamal-Europa, rendendo la manutenzione più lunga e costosa.
LA POSIZIONE DEGLI ATTIVISTI E DEI VERDI DANESI
Gli attivisti sostengono che il rispetto delle normative vigenti da parte dei cantieri navali non sia sufficiente. “Fayard sta scegliendo la via più facile, quando afferma che l’attività è ancora legale”, ha dichiarato Sebastian Rötters, attivista di Urgewald contro le sanzioni, che ha aggiunto: “sicuramente vedono cosa sta facendo la Russia in Ucraina, come sta conducendo attacchi ibridi, infiltrandosi negli equipaggi delle petroliere e minacciando così la sicurezza dell’Europa. Ogni petroliera Arc7 riparata in Danimarca contribuisce a preservare uno dei progetti energetici più strategicamente importanti del Cremlino”.
Per l’eurodeputato danese dei Verdi Villy Søvndal, “in un momento in cui gli ucraini continuano a pagare con la vita, nessuna azienda danese dovrebbe contribuire a mantenere operativa la flotta di combustibili fossili del Cremlino. Il messaggio a Fayard dovrebbe essere chiaro: schieratevi con l’Ucraina, non con le esportazioni di gas di Putin”.
Vlasiuk ha chiesto alle autorità danesi di intervenire: “ogni petroliera riparata in Europa genera milioni di dollari aggiuntivi che il Cremlino può trasformare in armi. La tecnologia europea non dev’essere utilizzata per sostenere la macchina da guerra russa”.

