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I fattori che in Italia influenzano la competitività di costo delle auto elettriche

Auto Elettriche

Al 2020 i veicoli elettrici rappresentavano ancora solo il 4,2%  delle immatricolazioni di automobili

I veicoli elettrici (EV) sono stati sempre più studiati per il loro potenziale di ridurre le emissioni di gas serra e di migliorare la qualità dell’aria a livello locale. Tuttavia, nonostante negli ultimi anni i veicoli elettrici a livello globale abbiano subito una notevole diffusione – da circa 17.000 unità del 2010 agli oltre 10 milioni del 2020 – rappresentano ancora una quota minoritaria rispetto alle immatricolazioni di automobili, pari a circa il 4,2% nel 2020 (comprendendo sia i veicoli elettrici a batteria – BEV – che i veicoli elettrici ibridi plug-In – PHEV).

Le ragioni sono molteplici e sono state ampiamente discusse nella letteratura esistente. I fattori più rilevanti che influenzano l’adozione delle auto elettriche, in particolare con riferimento ai BEV, sono: fattori tecnici, che includono attributi del veicolo come velocità massima e accelerazione, autonomia di guida, degrado della batteria nel tempo, disponibilità e prestazioni dell’infrastruttura di ricarica; fattori economici, che includono il prezzo di acquisto del veicolo, il consumo di carburante, il costo dell’assicurazione, altri costi per tutta la vita utile e le politiche di supporto (ad esempio, sussidi all’acquisto, tassa di circolazione ridotta, privilegi di accesso, parcheggio gratuito); fattori ambientali, che includono la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, la riduzione delle emissioni locali di inquinanti atmosferici e altri fattori positivi, come la riduzione del rumore.

IL RUOLO DEI FATTORI ECONOMICI

Tra questi, è stato ampiamente dimostrato che i fattori economici giocano un ruolo cruciale nel prevenire una maggiore diffusione dei veicoli elettrici, con particolare riferimento al prezzo di acquisto più elevato che caratterizza le auto elettriche rispetto a quelle a combustione interna (ICEV). Infatti, nonostante le auto elettriche siano caratterizzate da costi operativi inferiori rispetto agli ICEV – che possono più che compensare il prezzo di acquisto più elevato – i potenziali acquirenti di auto elettriche tendono in genere a sottovalutare i risparmi a lungo termine che possono essere ottenuti grazie ai minori costi operativi. Emerge quindi un “paradosso dell’efficienza energetica” (o “divario di efficienza energetica”), che ostacola una più ampia diffusione dell’elettrico.

In questo scenario, un flusso di letteratura emergente suggerisce che la disponibilità di un confronto economico completo tra veicoli elettrici e ICEV, basato sul costo totale di proprietà (Total Cost of Ownership – TCO), può aumentare la disponibilità dei potenziali clienti ad acquistare un’auto elettrica.
Il TCO si riferisce al prezzo di acquisto di un bene più i costi operativi che si verificano durante tutto il ciclo di vita del bene. Ad esempio, attraverso un’ampia analisi empirica che ha coinvolto 3.199 intervistati statunitensi, Dumortier e altri sottolineano che, quando le informazioni sul TCO vengono divulgate ai potenziali acquirenti, la loro disponibilità ad acquistare auto ibride ed EV aumenta, soprattutto per coloro che sono interessati alle auto di piccole/medie dimensioni. Di conseguenza, Wu e altri suggeriscono l’introduzione di un’etichetta di costo per i veicoli elettrici che includa il TCO comparativo tra i propulsori alternativi, per spingere i clienti verso decisioni efficienti in termini di costi, alleviando la percezione dei costi elevati delle auto elettriche.

IL DIBATTITO SULLA COMPETITIVITÀ DEI COSTI

Nonostante la presenza di un abbondante flusso di letteratura sul confronto economico tra diversi propulsori (come veicoli elettrici e ICEV) in base al TCO, è in corso un dibattito sulla competitività dei costi dei veicoli elettrici rispetto ai propulsori alternativi, considerando l’intero periodo di proprietà del veicolo (ownership period – OP) , in particolare sui fattori più influenti che lo influenzano.

Pertanto, il documento si propone di analizzare la competitività in termini di costi delle auto elettriche rispetto a un’ampia gamma di propulsori alternativi e di identificare i fattori che più influiscono su di essa, con riferimento al mercato italiano. A tal fine è stato sviluppato uno strumento di valutazione basato sul TCO – sfruttando le conoscenze esistenti sull’argomento e affrontando le attuali lacune – che copre tutte le fasi dell’OP di un veicolo, ovvero l’acquisto, il funzionamento e la fine della proprietà.

IL MERCATO DEI VEICOLI ELETTRICI IN ITALIA

L’Italia è stata scelta come scenario empirico per questo studio. È uno dei più grandi mercati automobilistici europei, tuttavia con una delle quote di mercato di auto elettriche più basse, pari al 4,33% nel 2020.
Per consentire una maggiore diffusione delle auto elettriche in Italia, è fondamentale capire se e a quali condizioni le auto elettriche sono economicamente competitive rispetto ai propulsori alternativi.

In effetti, un recente studio di Rotaris e altri conferma che il prezzo di acquisto gioca un ruolo cruciale nelle decisioni dei consumatori italiani di acquistare un’auto elettrica, quindi la disponibilità di confronti economici completi basati sul TCO può aiutare a superare tale barriera.

IL CONFRONTO TRA 7 PROPULSORI

In particolare, il documento offre un confronto tra i 7 propulsori sopracitati, ovvero ICEV a benzina, ICEV a diesel, veicoli elettrici ibridi (HEV), BEV, PHEV, veicoli a gas naturale compresso (Compressed Natural Gas – CNG) e veicoli a GPL, ciascuno valutato con riferimento ai quattro principali segmenti di veicoli in Italia, ovvero A (auto mini), B (auto piccole), C (auto medie) e D (auto grandi).

I risultati mostrano che i BEV sono caratterizzati dal TCO più basso tra i gruppi motopropulsori analizzati in due dei quattro segmenti valutati, ovvero i segmenti A e C, principalmente grazie alla presenza di incentivi all’acquisto e ai minori costi operativi legati al carburante e non al carburante che caratterizzano un’auto elettrica a batteria, che ha più che compensato il prezzo di acquisto più elevato rispetto ad altri propulsori.

Al contrario, il prezzo di acquisto relativamente elevato che caratterizza i BEV e i PHEV incide negativamente sulla loro competitività di costo in altri casi.

Per quanto ne sappiamo, il documento è il primo a fornire un confronto così ampio, che include 7 propulsori e 4 segmenti di veicoli. Inoltre, offre una valutazione dettagliata e aggiornata dell’impatto di diversi fattori che incidono sulla competitività in termini di costi di auto elettriche che sono stati piuttosto trascurati nella letteratura esistente, come i diversi profili utente (UP), gli scenari di tariffazione BEV e il costo di sostituzione BEV. Inoltre, lo studio fornisce suggerimenti ai manager delle aziende all’interno della catena del valore della mobilità elettrica e ai decisori politici sulle leve per promuovere la diffusione dei veicoli elettrici per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione per il settore dei trasporti.

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