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I Paesi emergenti cercano di entrare nel mercato globale delle auto elettriche

Auto Elettrica

L’industria globale della ricarica tra il 2022 e il 2030 è destinata a crescere ad un tasso di crescita annuo composto del 34,5%

Con le auto elettriche destinate a crescere e diventare più accessibili ai conducenti di tutto il mondo, diversi mercati emergenti stanno cercando di espandere la loro produzione.

Un tempo segmento di lusso dell’industria automobilistica, negli ultimi anni le elettriche sono diventate popolari sia tra i consumatori che tra le aziende, con solidi trend di crescita che attraggono investimenti pubblici e privati.

L’adozione di veicoli elettrici è essenziale per la transizione energetica globale, poiché i trasporti rimangono il settore con la maggiore dipendenza dai combustibili fossili, producendo circa il 37% delle emissioni di CO2 dai settori di utilizzo finale nel 2021. Secondo BloombergNEF, il numero di auto elettriche per passeggeri su strada a livello globale nel prossimo decennio dovrebbe triplicare, fino a superare i 77 milioni.

IL MERCATO EV NEL MEDIO ORIENTE E NORDAFRICA

Sebbene la Cina attualmente domini il mercato delle auto elettriche, rappresentando il 57% della produzione globale nel 2021, diversi mercati emergenti – in particolare nella regione MENA (Medio Oriente e Nordafrica) – hanno annunciato l’intenzione di avviare la produzione interna. Nel marzo 2022 l’egiziana El Nasr Automotive Manufacturing Company (NASCO) ha firmato un accordo con la National Automotive Company per stabilire il primo distributore di auto elettrici del Paese, con i primi modelli prodotti da NASCO che arriveranno sul mercato nel 2023.

Nello stesso mese NASCO ha anche firmato un memorandum d’intesa con Valeo Egypt, una filiale dell’omonimo fornitore automobilistico francese, per progettare, sviluppare e produrre componenti per veicoli elettrici. A dicembre 2021 il progetto richiedeva investimenti per circa 127 milioni di dollari e mirava a una produzione annua di 20.000 unità in un periodo di tre anni.

Anche i player privati ​​stanno cercando di sostenere gli obiettivi dei veicoli elettrici dell’Egitto, il Paese più popoloso del Nord Africa. Spostando i suoi investimenti dai social media ai progetti verdi, il miliardario egiziano Mohamed Mansour a novembre ha annunciato piani per produrre 15.000 auto elettriche in Egitto nei prossimi 3-5 anni tramite la sua società Al Mansour Automotive. La società prevede inoltre di importare e commercializzare cinque modelli di Cadillac EV entro il 2025.

Nel frattempo, Brightskies – azienda egiziana specializzata in auto elettriche e sistemi di alimentazione – nel febbraio 2021 ha firmato un accordo con NASCO e Engineering Automotive Manufacturing Company per produrre i primi bus elettrici del Paese, localizzando e fabbricando i componenti tecnologici in Egitto.

Altrove nell’area MENA, lo scorso mese il Fondo per gli investimenti pubblici dell’Arabia Saudita – il fondo sovrano del Paese – ha annunciato una partnership con la società tecnologica taiwanese Foxconn per produrre le prime auto elettriche saudite entro il 2025. Il marchio, noto come Ceer, dovrebbe attirare oltre 150 milioni di dollari in investimenti diretti esteri e contribuirà con 8 miliardi di dollari al Pil del Paese entro il 2034.

Nel maggio scorso il ministero dell’Industria e delle risorse minerarie dell’Arabia Saudita ha dichiarato che la costruzione di un impianto di metalli per batterie di auto elettriche da 2 miliardi di dollari era già in corso, una componente integrante nei piani di produzione di veicoli elettrici del Paese ed in linea con il suo obiettivo di attrarre 32 miliardi di dollari di investimenti nel settore minerario, come parte degli sforzi di diversificazione economica.

Anche la Turchia ha aderito alla spinta verso la produzione di veicoli elettrici, con i primi modelli SUV del brand nazionale Togg destinati a raggiungere il mercato locale alla fine del terzo trimestre 2023. L’Automobile Joint Venture Group della Turchia, il consorzio dietro il progetto, prevede di esportare le auto entro 15-18 mesi dalla loro prima vendita sul mercato interno.

ATTRARRE INVESTIMENTI NEL SUD-EST ASIATICO

Oltre alla diffusione di marchi nazionali, alcuni Paesi – in particolare nel sud-est asiatico – stanno lavorando per attrarre investimenti per la produzione di veicoli elettrici e l’adozione di tecnologie da mercati più maturi.

Il principale centro di produzione automobilistica della regione, la Thailandia, ha già implementato delle politiche per coinvolgere i produttori di auto elettriche e aumentare la produzione, tra cui un sussidio in denaro per auto elettriche ed un sussidio per le batterie. L’obiettivo della Thailandia è che, entro il 2030, il 30% della sua produzione automobilistica totale siano auto elettriche.

Anche l’Indonesia è destinata a diventare uno dei principali player del mercato delle auto elettriche, poiché i due maggiori produttori mondiali di batterie si stanno preparando ad investire in progetti nel Paese asiatico. L’Indonesia ha pubblicato la sua roadmap per le auto elettriche nel settembre 2020: include piani per la produzione di 600.000 unità a quattro ruote e 2,45 milioni veicoli elettrici a due ruote all’anno entro il 2030, insieme ad obiettivi complementari di raffinazione dei metalli e produzione di batterie.

La cinese Contemporary Amperex Technology – il più grande produttore di batterie per veicoli elettrici al mondo – e un consorzio sudcoreano guidato da LG Energy Solution hanno firmato degli accordi con partner indonesiani su progetti di auto elettriche, dalle miniere alla produzione, del valore rispettivamente di 6 e 9 miliardi di dollari.

IL POTENZIAMENTO DELLE STAZIONI DI RICARICA

L’espansione dei servizi di car sharing e delle opzioni di micromobilità – come gli scooter elettrici – potrebbe aiutare a favorire l’adozione delle auto elettriche nei mercati emergenti, specialmente negli ambienti urbani, come alternativa all’auto di proprietà. Ad esempio, ad aprile il 46% dei veicoli a tre ruote venduti dall’inizio del 2022 in India era elettrico, portando la quota dei veicoli elettrici nelle vendite complessive di automobili al 2,6%.

Lanciata da Drive Electric, una campagna filantropica globale a sostegno di soluzioni di trasporto alimentate da energia pulita, la Leapfrogging to E-mobility Acceleration Partnership ha stanziato 1 milione di dollari in sovvenzioni a 10 progetti per promuovere l’adozione di veicoli elettrici nei mercati emergenti, con l’obiettivo di raccogliere alla fine 1 miliardo di dollari per la causa.

I sussidi o le esenzioni fiscali si sono rivelati strumenti utili per incoraggiare l’adozione delle auto elettriche: in alcuni Stati del Messico, i conducenti di veicoli elettrici sono esentati da una tassa annuale basata sul valore dell’auto. In Vietnam, il governo ha esentato i veicoli elettrici dalle tasse di immatricolazione per 3 anni, oltre a ridurre al 3% l’accisa sui veicoli elettrici più piccoli.

GLI INVESTIMENTI NEGLI EMIRATI ARABI E IN EGITTO

L’industria globale della ricarica tra il 2022 e il 2030 è destinata a crescere ad un tasso di crescita annuo composto del 34,5%, poiché i governi incoraggiano la costruzione di infrastrutture per veicoli elettrici e si aggiudicano contratti su larga scala.

Gli Emirati Arabi Uniti – che vantano uno dei più grandi rapporti al mondo tra veicoli elettrici e stazioni di ricarica – prevedono di aumentare il numero di modelli in strada a 42.000 entro il 2030. In corso dal 2015, l’iniziativa EV Green Charger di Dubai mira ad aumentare il numero di stazioni di ricarica negli Emirati per soddisfare la domanda prevista, con il numero di stazioni di ricarica che all’agosto scorso era di 325 unità.

Nel marzo 2022 nella Jebel Ali Free Zone di Dubai è stato aperto il primo hub logistico per veicoli elettrici e batterie dell’area MENA. È progettato per rafforzare l’economia circolare regionale per i veicoli elettrici, fornendo un’area in cui le batterie possono essere conservate, riparate, riciclate o lavorate.

L’Egitto, nel frattempo, offre ai soggetti del settore privato una quota del 40% in una nuova società costituita per supervisionare le stazioni di ricarica a pagamento, con un totale di 3000 stazioni di ricarica in cantiere, la prima delle quali dovrebbe essere lanciata ad Alessandria e al Cairo.

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