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I progetti di cattura della CO2 aumentati del 50% in 9 mesi. Il report Global CCS Institute

Co2

La capacità dei progetti pianificati di cattura della CO2 è salita a 111 milioni di tonnellate all’anno (mtpa) a partire da fine settembre, +52% rispetto al 2020

Negli ultimi nove mesi i piani a livello globale per la costruzione di impianti di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) sono aumentati rapidamente sulla scia dell’attivismo di governi e aziende che stanno accelerando la ricerca di modi per ridurre le emissioni e frenare il riscaldamento globale entro la metà del secolo. È quanto emerge da uno studio del Global CCS Institute con sede a Melbourne, di cui da conto Reuters, che ha diffuso il suo report annuale sulla materia.

I NUMERI

La capacità dei progetti pianificati è salita a 111 milioni di tonnellate all’anno (mtpa) a partire da fine settembre, con un aumento del 52% rispetto ai 73 mtpa alla fine del 2020, ha affermato il Global CCS Institute. Se realizzati, questi progetti potrebbero quasi triplicare i 40 mtpa di capacità CCS attualmente in funzione.

LA FRENATA PER I COSTI ELEVATI

Secondo il think tank australiano, tuttavia, malgrado si possa registrare una capacità pianificata maggiore rispetto a 10 anni fa, i costi elevati hanno bloccato la maggior parte dei progetti. Proprio lo scorso fine settimana, la demolizione è iniziata in una centrale elettrica nel Mississippi, dove i costi sono esplosi così tanto che i regolatori hanno fermato il progetto di cattura e stoccaggio della CO2.

COSTI DEL CCS COMUNQUE IN DIMINUZIONE

Ma da allora i costi del CCS sono diminuiti mentre è cresciuto l’impulso per i tagli alle emissioni, ha affermato il direttore generale del Global CCS Institute, Alex Zapantis. “I driver sono diventati molto più forti dal punto di vista del business. I costi stanno scendendo – ha spiegato -. Tutto questo si basa su aspettative in rapida crescita per un’azione per il clima più forte da parte di quasi tutti. Ecco perché continueremo a vedere questo aumento nei progetti”.

CRESCITA MAGGIORE IN NORD AMERICA

I critici affermano che la CCS è uno spreco di denaro e prolungherà la vita dei combustibili fossili, ma i sostenitori, inclusa l’Agenzia internazionale per l’energia, considerano la CCS essenziale per aiutare a raggiungere le emissioni nette zero.

La capacità pianificata è cresciuta maggiormente in Nord America, in parte a causa dei crediti d’imposta per CCS. Quest’anno sono stati annunciati più di 40 progetti, tra cui l’enorme concept CCS di Houston Ship Channel di Exxon Mobil Corp.

IN EUROPA 35 PROGETTI IN VIA DI SVILUPPO

In Europa, spinti da rigidi obiettivi di emissioni e da alti prezzi della CO2, ci sono 35 progetti in sviluppo. Regno Unito, Belgio e Paesi Bassi ne hanno aggiunti 17 quest’anno.

ANCHE L’ASIA STA PROGETTANDO CCS

Nella regione dell’Asia Pacifico, sono stati approvati di recente progetti in Indonesia e Malesia legati allo sviluppo del gas e Zapantis ha affermato che altri progetti nella regione sono in attesa di chiarezza sulle normative di conformità prima di andare avanti.

LO SGUARDO ALLA COP26

Il report è stato realizzato in vista dei colloqui sul clima delle Nazioni Unite COP26 che si terranno a Glasgow questo mese. La conferenza delle Nazioni Unite potrebbe rafforzare il business case per i progetti CCS se i governi accetteranno un quadro che riconosca e valorizzi la CCS insieme ad altre fonti di riduzione delle emissioni, ha affermato Zapantis.

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