Efficienza energetica e innovazione

Cosa ha scritto Marco Alverà (Snam) sull’idrogeno

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Idrogeno, rinnovabili e cambiamenti climatici: ecco il pensiero di Marco Alverà, amministratore delegato di Snam

La sfida non è certo semplice, ma l’Italia può e deve accoglierla. Meglio, deve essere in prima fila nella rivoluzione dell’idrogeno. È questo, in breve, il pensiero espresso dall’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà sulle pagine del Sole24Ore.

IDROGENO FONTE RINNOVABILE

La scelta di scommettere ed investire nell’idrogeno è facilmente intuibile: “è l’elemento più abbondante dell’universo. È un vettore energetico in forma gassosa, che può essere prodotto usando fonti rinnovabili come il sole e il vento, può essere trasportato su lunghe distanze e stoccato anche per lunghi periodi utilizzando infrastrutture esistenti. Quando è usato come combustibile emette solo acqua”, ha scritto Marco Alverà.

ITALIA IN PRIMA FILA

“Fino a oggi – ha aggiunto Alverà – l’idrogeno rinnovabile ha avuto costi proibitivi, ma con i progressi tecnologici degli ultimi tempi siamo convinti che avrà un ruolo chiave per il futuro del pianeta. L’Italia può essere in prima fila grazie alla sua posizione geografica, alle sue capacità imprenditoriali e di ricerca e alla sensibilità delle sue istituzioni”.

IDROGENO PER RISPONDERE ALLA CRISI CLIMATICA

E siccome rinnovabile e pulito, l’idrogeno può aiutare a combattere la crisi climatica globale. Crisi, spiega Alverà, imminente: “nel 2018, le emissioni di CO2 generate dal settore energetico sono aumentate ancora, raggiungendo il massimo storico di 33 miliardi di tonnellate. Lo United Nations Environment Programme (Unep) stima che a questi ritmi le temperature globali al 2100 aumenteranno di oltre 3 gradi rispetto all’era pre-industriale, superando di gran lunga i limiti stabiliti dagli Accordi di Parigi del 2015. Gli sforzi fatti finora sono stati importanti, ma purtroppo solo parziali e, come si vede dai risultati, non lascerebbero molto spazio all’ottimismo”, ha detto Alverà.

ALLEATO DELLE RINNOVABILI

E in questa lotta al cambiamento climatico, le rinnovabili da sole, non bastano: “È giusto focalizzarsi sulla crescita delle rinnovabili elettriche nel mix energetico, ma l’energia elettrica, pur in aumento, pesa oggi per il 20% dei consumi. Occorre un piano per il resto del sistema”, scrive Alverà, che presenta l’idrogeno come alleato ideale di eolico e fotovoltaico: “come evidenzia la International Energy Agency (Iea) nello studio presentato al G20 di Osaka, ha le carte in regola per diventare una soluzione efficace, globale ed economica per affiancare l’elettricità rinnovabile e altre fonti nello sforzo di decarbonizzazione. Può essere una risorsa vitale per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico. E può fare da “ponte” tra i diversi settori dell’energia dal momento che si può produrre usando elettricità e si può utilizzare sia come combustibile sia per generare elettricità”, ha scritto Alverà.

TECNOLOGIA A BASSO COSTO

In questi anni, grazie alla tecnologia, si sta superando anche uno degli ostacoli più grandi alla sua affermazione, quello dei costi.

“Secondo le analisi contenute nel nostro libro Generation H, in uscita nell’edizione internazionale tra pochi giorni, il costo dell’idrogeno da rinnovabili può scendere intorno ai 2 dollari al chilogrammo già nel 2030 e arrivare a 1 dollaro con le giuste economie di scala negli anni successivi, partendo dai circa 5 dollari attuali. In questo modo, diventerebbe competitivo anche senza sussidi in molti settori dell’energia”, ha detto Alverà.

LA SPERIMENTAZIONE DI SNAM

Snam, crede talmente tanto nella risorsa, che ha già “avviato la sperimentazione per trasportare un mix di idrogeno e gas nelle nostre infrastrutture”, spiega l’ad.” Possiamo garantire una rete per connettere produttori e mercati, ma anche una rete di idee per stimolare il dibattito. Per questo, abbiamo organizzato la conferenza internazionale “The hydrogen challenge” che si terrà a Roma il 10 ottobre, nella quale parleremo anche dell’importanza dei fattori ambientali, sociali e di governance per le imprese”.

SERVE SFORZO GLOBALE

E ancora, Alverà si spinge oltre e chiede, nella lotta ai cambiamenti climatici, un impegno che coinvolga il mondo. “È importante che l’Europa abbia assunto la leadership mondiale sul climate change, ma incidendo solo per il 10% delle emissioni non può vincere da sola. Abbiamo bisogno di un impegno globale che crei opportunità economiche per tutti i cittadini minimizzando i costi con una equa ripartizione”, ha detto l’amministratore delegato di Snam, che ha aggiunto: “Occorre poi uno sforzo coordinato tra i diversi settori energetici. In quasi vent’anni di esperienza, ho constatato quanto sia difficile trovare soluzioni congiunte tra il mondo degli elettroni (elettricità) e quello delle molecole (petrolio, gas e loro derivati). Quasi ovunque, questi due macro settori sono organizzati in strutture distinte, che oltre a utilizzare linguaggi completamente differenti hanno anche obiettivi diversi tra loro”.

UN CONTESTO OTTIMISTICO

Nonostante la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici rappresenti una sfida difficile per l’Italia e per il mondo, non mancano i motivi per essere ottimisti.

“In primo luogo – spiega Alverà – i cittadini stanno iniziando a mobilitarsi e a mutare il loro stile di vita, a partire dai giovani, che scuotono l’opinione pubblica sollecitando noi adulti – istituzioni, aziende, decisori – a intraprendere azioni decisive. Lo vedo tutti i giorni con le mie due figlie che, trascinate dalle testimonianze di ragazzi poco più grandi di loro, stanno sviluppando una sensibilità ambientale di gran lunga superiore rispetto alla mia alla loro età. Contestualmente, nuove tecnologie stanno facendo crollare il costo delle energie rinnovabili e ne stanno ampliando i possibili utilizzi. Non parliamo solo di rendere più verde la generazione elettrica e aumentare l’elettrificazione, ma anche di eliminare la CO2 da industria, trasporti e riscaldamento attraverso il biometano, la cattura dell’anidride carbonica e – come ha scritto Davide Tabarelli sul Sole 24 Ore del 26 settembre – l’idrogeno prodotto da rinnovabili”.