Energie del futuro

Idrogeno, reti gas Ue non pronte. Il report ACER

dell'idrogeno

I regolatori nazionali hanno raccomandato che i limiti di miscelazione di idrogeno siano almeno del 2% in volume

L’Unione europea ha varato la sua strategia sull’idrogeno, per accelerare il processo di utilizzo del combustibile – prodotto in modalità ‘Green’ – nel settore dei trasporti e nei comparti industriali dove è più difficile la decarbonizzazione. La maggior parte delle reti gas naturale dell’Ue, tuttavia, non è stata ancora modificata per consentire l’iniezione di idrogeno, secondo un’indagine condotta dai 23 regolatori nazionali europei sui gestori dei sistemi di trasmissione.

TRASFORMARE LE RETI GAS

Queste reti dovranno essere in grado, infatti, di trasportare gas a basse emissioni di carbonio come l’idrogeno e il biometano nell’ambito degli sforzi europei sulla neutralità climatica entro il 2050, ha dichiarato l’agenzia di regolamentazione energetica ACER pubblicando i risultati dell’indagine condotta sulle infrastrutture continentali.

TROPPE REGOLE DIVERSE IN TUTTA L’UE

L’indagine ha rilevato che le regole di rete per l’accettazione di gas a basse emissioni di carbonio variano ampiamente in tutta l’Ue e che la maggior parte dei lavori per aumentare l’accettazione è in fase iniziale, guidata principalmente da progetti pilota.

SERVE UN APPROCCIO EUROPEO

“La maggior parte dei regolatori nazionali vorrebbe sostenere un approccio a livello europeo per stabilire i limiti di miscelazione dell’idrogeno, nel perseguimento del commercio transfrontaliero di gas e dell’integrazione del mercato”, ha affermato ACER.

GLI ESEMPI DI GERMANIA E ITALIA

La Germania, per fare un esempio, consente fino al 10% di idrogeno nelle sue reti a gas, il livello più alto riportato nell’indagine.

Il primo test in assoluto in Europa, è stato di Snam dell’aprile dello scorso anno, quando l’azienda ha immesso in rete una miscela al 5% di idrogeno destinata a due clienti industriali, un pastificio e un impianto di imbottigliamento di acque minerali a Contursi Terme (Salerno). Stesso luogo dove nei mesi scorsi (dicembre 2019), sempre per la fornitura diretta ad un altro cliente industriale, Snam ha effettuato un nuovo test, raddoppiando questa volta la quantità di idrogeno fino al 10%.
Applicando una simile percentuale si potrebbero immettere ogni anno in rete 7 miliardi di metri cubi, un quantitativo equivalente ai consumi annui di 3 milioni di famiglie e che consentirebbe di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 5 milioni di tonnellate.

LE RACCOMANDAZIONI ACER

I regolatori nazionali hanno raccomandato che i limiti di miscelazione dell’idrogeno siano almeno del 2% in volume, ha affermato ACER. Alcune reti necessiterebbero anche di modifiche fisiche per accettare l’idrogeno, inclusi contatori, stazioni di compressione e alcuni tipi di stoccaggio.

Secondo ACER l’indagine mostra che sono necessari “investimenti selezionati” graduali per aumentare la capacità della rete di gas europea di accettare gas a basse emissioni di carbonio.
“Questi tipi di nuovi investimenti meritano maggiore attenzione nei piani di sviluppo della rete gas al fine di identificare correttamente le esigenze e i progetti di investimento”, ha affermato ACER.

IL PROSSIMO ANNO LE MODIFICHE ALLE REGOLE UE SULLE RETI GAS

La Commissione europea ha pubblicato la strategia sull’idrogeno l’8 luglio scorso, definendo piani per lo sviluppo di idrogeno principalmente rinnovabile ottenuto dall’elettrolisi. E ha stabilito di proporre modifiche il prossimo anno alla legislazione Ue per includere le norme per i gas a basse emissioni di carbonio.