La seconda rata arriverà in autunno e scadrà il 2 dicembre. L’eventuale adeguamento sarà inserito in questa seconda rata: solo allora si saprà se la Tari aumenterà, diminuirà o resterà uguale
Ormai mancano pochissimi giorni, martedì 30 giugno scadrà l’acconto Tari 2026, la tassa sui rifiuti. Una scadenza che sembra preoccupare non poco gli italiani: fino a qualche settimana fa, infatti, gli operatori dei call center avevano raccontato di ricevere “anche oltre 1.000 chiamate al giorno”. Il dubbio principale dei cittadini era capire se vi fosse “qualche errore”. Il timore è “che manchi una rata, che non siano in regola o che poi arrivi un accertamento”.
Oggi le telefonate sono diminuite e la domanda è proiettata al futuro, poiché – spiegano gli operatori – “vogliono capire se il prossimo pagamento sarà a novembre o se è cambiato qualcosa”.
LA SECONDA RATA DELLA TARI ENTRO IL 2 DICEMBRE
La seconda rata arriverà in autunno e scadrà il 2 dicembre. L’adeguamento sarà inserito proprio in questa seconda rata, solo allora si saprà se la Tari aumenterà, diminuirà o resterà uguale. Il mancato pagamento (parziale o tardivo) dell’acconto comporterà invece la notifica da parte del Comune di un avviso di accertamento esecutivo e l’applicazione della sanzione, più gli interessi di mora. Entro il 15° giorno l’aumento sale dello 0,08%, mentre oltre l’anno del 3,57%.
LA TARI 2026 PREVEDE NUOVE MODALITÀ DI PAGAMENTO
In alcuni Comuni sono cambiate la modalità di pagamento della Tari 2026., e ciò ha finito per disorientare i cittadini. Il Comune di Bologna, ad esempio, aveva annunciato una modifica al calendario della tassa sui rifiuti che, a differenza degli anni scorsi, non consente di effettuare il versamento in un’unica soluzione. Dopo il pagamento dell’acconto con scadenza il 30 giugno, entro il 2 dicembre verrà trasmesso il prospetto per il pagamento del saldo.
LE NOVITÀ INTRODOTTE DALL’ULTIMA LEGGE DI BILANCIO
La novità è legata a una disposizione introdotta dall’ultima legge di bilancio, che ha posticipato dal 30 aprile al 31 luglio 2026 il termine entro cui i Comuni devono approvare regolamenti e tariffe Tari per l’anno in corso. Si tratta di un provvedimento obbligatorio per le amministrazioni, che va adottato anche nel caso in cui le tariffe restino invariate.
Considerate le disposizioni della legge di bilancio, l’acconto della Tari è stato calcolato al 50% dell’importo dovuto, utilizzando come riferimento le tariffe approvate per il 2025. Solo dopo l’approvazione delle nuove tariffe sarà possibile determinare l’importo definitivo da versare con il saldo di dicembre. Ecco però che nasce la confusione: saldata la rata di giugno, solo dopo la delibera sarà possibile stabilire il conto definitivo. E la situazione non riguarda solo alcuni contribuenti, in quanto si tratta di una modifica generale. Il Comune di Bologna aveva comunicato la novità attraverso i suoi canali, ma in molti, appreso di una tipologia di pagamento diversa dal solito, hanno pensato a una dimenticanza, un errore o al rischio di non essere in regola.

