Skip to content
Termovalorizzatore Roma Acea

Termovalorizzatore di Roma, al via i lavori: il progetto di Acea che darà energia a 200mila famiglie

Gualtieri posa la prima pietra a Santa Palomba per l’impianto più green d’Europa. Lo studio di Utilitalia conferma il risparmio di 120mila tonnellate di CO2 e la fine dell’export dei rifiuti.

Roma segna oggi una svolta decisiva nella gestione del ciclo dei rifiuti, uscendo da decenni di precarietà e dipendenza da impianti esterni. Con la posa della prima pietra a Santa Palomba, avvenuta oggi, il Sindaco Roberto Gualtieri ha ufficialmente dato il via alla costruzione del termovalorizzatore della Capitale, un’opera strategica da un miliardo di euro destinata a cambiare il volto della città.

Il progetto, guidato da Acea nel ruolo di capofila del consorzio RenewRome, promette di eliminare totalmente il ricorso alle discariche, producendo energia elettrica e termica per centinaia di migliaia di abitanti. Secondo le analisi prodotte da Utilitalia e i dettagli tecnici forniti dai costruttori, l’impianto sarà operativo entro settembre 2029 e rappresenterà l’infrastruttura di recupero energetico più moderna e meno inquinante d’Europa, ponendo fine alla dispersione di risorse economiche e ambientali legata al trasporto dei rifiuti verso il Nord Italia o all’estero.

UNA GIORNATA STORICA PER L’AUTONOMIA DELLA CAPITALE

Il sindaco Roberto Gualtieri, inaugurando il cantiere nell’area industriale a sud di Roma, ha descritto l’evento come “una giornata storica” per una città rimasta a lungo prigioniera di soluzioni fragili e costose. “Parliamo di un impianto modernissimo e ultra sicuro, costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto alle norme europee”, ha assicurato Gualtieri, sottolineando come le dimensioni dell’opera siano state parametrate sull’obiettivo ambizioso del 70% di raccolta differenziata.

Sulla stessa linea la presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli, che ha definito l’avvio dei lavori una “scelta coraggiosa e lungimirante” necessaria per garantire il decoro urbano e la sostenibilità che una capitale europea merita. Il progetto si inserisce in una strategia integrata che mira a chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti, trasformandoli da problema cronico in risorsa energetica locale.

LA LEADERSHIP DI ACEA E LA STRATEGIA DI RENEWROME

Il cuore industriale dell’operazione è rappresentato da Acea, che attraverso la propria divisione Ambiente guida il consorzio RenewRome. Quest’ultimo, composto da eccellenze internazionali come Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e RMB, si occuperà della realizzazione e della gestione del polo di Santa Palomba. L’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, ha evidenziato come l’impianto integrerà le migliori soluzioni ingegneristiche disponibili, configurandosi come “un modello di riferimento nel panorama europeo”.

Palermo ha rimarcato che l’opera è coerente con le direttrici di crescita del Gruppo nei settori dell’economia circolare, ponendo Acea come protagonista di una trasformazione digitale e sostenibile del territorio. La società di progetto RenewRome garantirà così alla Capitale la certezza degli sbocchi per lo smaltimento delle oltre 600.000 tonnellate annue di rifiuti indifferenziati non riciclabili, a costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli attuali.

I BENEFICI AMBIENTALI E L’EFFETTO SULLE EMISSIONI

Secondo lo studio “Rifiuti urbani, fabbisogni impiantistici attuali e al 2035” realizzato da Utilitalia, l’impatto positivo del termovalorizzatore si estenderà su scala nazionale. La realizzazione dell’impianto porterà a un risparmio complessivo di 120.000 tonnellate di CO2 equivalente ogni anno. Questo risultato deriva da due fattori principali: la produzione di 540.000 MWh di energia (di cui il 51% rinnovabile) e la drastica riduzione della logistica pesante.

Si stima infatti che verranno evitati 24.000 viaggi di camion all’anno, eliminando 12 milioni di chilometri percorsi lungo la Penisola. Questo significa che il Centro Italia, che oggi esporta il 14% dei suoi rifiuti e ne avvia il 29,2% in discarica, potrà finalmente ambire all’autosufficienza energetica. Utilitalia sottolinea inoltre che l’energia prodotta soddisferà il fabbisogno di 200.000 famiglie, riducendo la dipendenza dalle forniture estere e creando circa 150 nuovi posti di lavoro diretti, indotto compreso.

TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA E RIGORE AMBIENTALE

Dal punto di vista tecnologico, l’impianto di Santa Palomba stabilirà nuovi primati di efficienza. Il sistema avanzato di trattamento dei fumi garantirà emissioni di CO2 ottanta volte inferiori rispetto a una comune discarica, mentre le polveri saranno tra le cento e le diecimila volte inferiori rispetto a quelle rilevate su una strada trafficata di Roma. L’impronta idrica sulla falda sarà quasi nulla, grazie al recupero integrale delle acque meteoriche e al riutilizzo delle acque depurate provenienti dal depuratore di Santa Maria in Fornarola.

Il sito ospiterà inoltre un “Parco delle Risorse Circolari”, un’area attrezzata per la ricerca e la sperimentazione, completa di sale coworking, serre e una torre panoramica di oltre 70 metri. Un sito web dedicato permetterà infine a tutti i cittadini di monitorare in tempo reale le prestazioni ambientali e i livelli delle emissioni, garantendo la massima trasparenza durante tutte le fasi operative dell’infrastruttura.

LOGISTICA FERROVIARIA E NUOVA VIABILITÀ LOCALE

Un elemento innovativo del progetto riguarda il trasporto dei rifiuti, che avverrà prevalentemente di notte attraverso la linea ferroviaria collegata al polo intermodale di Santa Palomba, grazie a un protocollo d’intesa siglato con il Gruppo Ferrovie dello Stato. Per mitigare l’impatto sul traffico stradale locale, è stato messo a punto un piano di interventi da 31 milioni di euro. Le risorse verranno impiegate per il potenziamento dell’asse Pomezia-Santa Palomba e per la provincializzazione di via di Porta Medaglia, un tratto di 6 chilometri che collega via Laurentina e via Ardeatina.

Quest’ultima, nel tratto compreso tra il Grande Raccordo Anulare e via Falcognana, sarà trasformata in un asse urbano più sicuro e ceduta a Roma Capitale. Il “quadrilatero” di viabilità così creato permetterà di gestire in modo fluido i flussi commerciali e industriali della zona, integrando l’impianto di Acea nel tessuto produttivo del quadrante sud in modo armonico e funzionale.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su