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Il gas di Gazprom continua a gasare l’Europa (che si impantana sui rubli)

Gas Gazprom

La compagnia russa Gazprom sta regolarmente spedendo il suo gas verso l’Europa, attraverso l’Ucraina, mentre Bruxelles intima alle società europee di non pagare in rubli

I rubinetti di Gazprom restano chiusi, almeno al momento, solo per Polonia e Bulgaria. Continuano a scorrere regolarmente, infatti il gas in transito attraverso l’Ucraina verso il resto del Vecchio Continente.

L’Europa non può fare a meno del gas russo, nonostante le politiche, degli ultimi giorni, per diminuire la dipendenza da Mosca, mentre Bruxelles si impantana sui pagamenti in rubli.

Andiamo per gradi.

REGOLARI LE CONSEGNE DI GAS RUSSO

Partiamo dai fatti. La compagnia russa Gazprom sta regolarmente spedendo il suo gas verso l’Europa, attraverso l’Ucraina, in conformità’ con le richieste dei consumatori, per un importo di 65,4 milioni di metri cubi.

La cifra, specifica la stessa Gazprom, è sopra la media rispetto agli obblighi massimi contrattuali di Gazprom con la parte ucraina, che ammonta a circa 109,6 milioni di metri cubi di gas al giorno.

ESPORTAZIONI DIMEZZATE DAL 16 APRILE

Di questo gas, l’Europa e l’Ucraina ne hanno bisogno, seppure diversi stati sono a lavoro per diminuire la dipendenza da Mosca.

Il transito di gas dalla Russia verso l’ex repubblica sovietica, infatti, ha raggiunto i livelli massimi alla fine di febbraio, per poi ridursi per un paio di giorni a meta marzo. A partire dal 16 aprile, i flussi si sono dimezzati rispetto al contratto.

BRUXELLES SI IMPANTANA SUL RUBLO

Ma il fabbisogno resta. Ed è proprio in nome di questo fabbisogno che Bruxelles si è impantanata, in questi giorni, sulla faccenda dei rubli.

Putin ha imposto ai suoi fornitori di pagare in rubli, chiedendo l’apertura di almeno due conti bancari speciali presso Gazprombank e di incanalare tutti i pagamenti attraverso quell’unica banca.

In Europa ci si preparava ad accontentare Mosca, Uniper e l’austriaca Ovm erano pronte ad aprire un conto dedicato, così come l’italiana Eni. C’era stato anche il benestare della Commissione, che lo scorso venerdì aveva pubblicato le linee guida, in cui, seppur con importanti distinguo, avallavano la possibilità di pagare secondo la volontà di Putin.

IL DIETROFRONT DELLA COMMISSIONE

Ma sempre per Bruxelles, il pagamento del gas in rubli è una violazione delle sanzioni e le società non devono cedere al ricatto di Mosca, e nelle scorse ore la Commissione ha deciso di ricordare (nonostante le linee guida) che il pagamento deve essere effettuato, come da contratti esistenti, in euro o in dollari.

I TIMORI DI UN POSSIBILE STOP ALLE FORNITURE

E intanto i timori per un possibile stop alle forniture di gas russo aumentano. Nella giornata di giovedì 28 aprile, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha detto che “bisogna prepararsi all’evenienza”.

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