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Il gas naturale arriva a Cipro (ma non il suo)

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Le autorità di Cipro hanno comunque deciso di dotarsi di un terminal per l’importazione di gas in attesa di mettere a profitto i propri giacimenti nel Mediterraneo orientale

Cipro avrà presto il gas, ma non ancora il suo gas. In attesa di poter estrarre e mettere a profitto i propri giacimenti nel Mediterraneo orientale, le autorità cipriote hanno comunque deciso di dotarsi di un terminal per l’importazione: l’isola è infatti al momento priva di qualsivoglia legame – fisico, marittimo – con le reti internazionali di distribuzione.

IL CONSORZIO CHE SI È AGGIUDICATO L’APPALTO

Già ad agosto era stato selezionato il vincitore dell’appalto, nei giorni scorsi è stato perfezionato il relativo contratto con la Natural Gas Public Company cipriota. Ad aggiudicarselo è stato uno dei 3 consorzi che hanno partecipato al bando: quello guidato dai cinesi della JV China Petroleum Pipeline Engineering e composto dagli altri cinesi della Hudong-Zhonghua Shipbuilding (entrambe, aziende statali), dalla greca Metron, dalla norvegese Wilhelmsen Ship Management, preferito a quello con capofila la Samsung con partecipanti giapponesi e quello europeo di cui facevano parte la Snam e la Terna.

I COSTI DEL TERMINAL DI VASSILIKO

Il terminal “Cyprus lng” verrà costruito a Vassiliko, tra Larnaca e Limassol (nella parte meridionale dell’isola). Costerà 290 milioni di euro, avrà costi di gestione previsti in circa 10 milioni di euro all’anno. I necessari finanziamenti verranno assicurati dall’Unione europea per circa 100 milioni, dalla Cyprus Electric Authority per circa 40 milioni, da prestatori internazionali come la Banca europea per gli investimenti e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo per l’ammontare rimanente.

Le strutture previste sono essenzialmente due: un’unità fluttuante per l’immagazzinamento e la rigassificazione (o Fsru, nel gergo tecnico) – verrà utilizzata la metaniera “Galea” opportunamente modificata – che verrà operata dall’azienda norvegese Wilhelmsen per un periodo di 25 anni, una pipeline per collegarla prima alla terraferma e poi alla centrale termoelettrica già costruita nei pressi di Vassiliko.

GAS PER PRODURRE ELETTRICITÀ

Infatti, il gas importato in forma liquefatta e poi riportato allo stato gassoso verrà utilizzato essenzialmente per produrre elettricità: l’impianto che lo lavorerà – di proprietà della Electric Authority statale – è al momento alimentato a diesel, il passaggio al gas naturale assicurerà un minore impatto in termini di emissioni nocive.

Il Ministro cipriota dell’energia Yiorgos Lakkotrypis, nel corso della cerimonia della firma del contratto, ha affermato che l’uso del gas naturale nella produzione di elettricità nel periodo 2022-2025 assicurerà “una riduzione tra il 25 e il 30% dell’impronta ambientale” e “un risparmio tra il 15 e il 25% in termini di risparmio sui costi”.

IN FUNZIONE DAL 2021 O 2022

Come ha precisato Symeon Kassianides, il presidente della Natural Gas Public Company, il completamente del progetto è infatti previsto per la fine del 2021 o al più tardi per l’inizio del 2021. “Crediamo che il futuro del paese sarà allineato col il gas naturale […] e che la creazione di un mercato del gas naturale stimolerà lo sviluppo di tutto il settore dell’energia e dell’industria a Cipro”, aveva già affermato al momento della scelta del consorzio per l’appalto.

Sono invece ancora in corso le procedure per selezionare chi all’inizio fornirà il gas (ma verrà anche acquistato sul mercato spot), in attesa di poter utilizzare direttamente il gas cipriota.