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Il Giappone vuole diventare un leader nella spinta all’energia verde in Asia

Giappone

Con il governo che cerca di diversificare il mix energetico del Paese i progetti nucleari potrebbero tornare in auge

 Il Giappone di recente ha annunciato grandi piani per investire nelle energie rinnovabili e ripristinare l’energia nucleare, la prima grande mossa su questa controversa energia dopo il disastro di Fukushima dell’11 marzo 2011.

Con le organizzazioni internazionali che fanno pressione sui governi per stabilire obiettivi sulle zero emissioni nette di CO2, il Giappone sta rispondendo sviluppando i suoi settori dell’energia rinnovabile e nucleare. Con le rapide innovazioni in un trasporto pubblico più pulito e l’interesse internazionale per l’eolico offshore, il Paese del Sol Levante presto potrebbe guidare l’Asia verso l’energia verde.
Nonostante molte controversie, all’inizio di quest’anno l’UE si è mossa per etichettare l’energia nucleare e il gas naturale come “verdi”, ritenendoli vitali per una transizione dal carbone e dal petrolio verso alternative a basse emissioni di carbonio. Alcuni si chiedono se il nucleare sia sostenibile, accusando la Commissione Europea di fare greenwashing. Tuttavia, poiché le operazioni nucleari possano essere ad emissioni zero, molti governi stanno accogliendo il nucleare come fonte di energia, mentre si battono per il net zero, anche considerata la crescente pressione globale.

L’INCIDENTE DI FUKUSHIMA DEL 2011 E LE CONSEGUENZE PER IL GIAPPONE

In Giappone l’energia nucleare è stata considerata molto controversa, soprattutto dopo il disastro nucleare di Fukushima, che vide la fusione di tre reattori a seguito di un terremoto e uno tsunami. Le cose però potrebbero essere cambiate: il quotidiano giapponese Nikkei ha riferito che il 53% dei giapponesi intervistati è favorevole al riavvio dei reattori nucleari dismessi (il 38% è contrario). Dopo Fukushima, è la prima volta che i favorevoli superano i contrari.

A causa del disastro, l’energia nucleare giapponese è passata dal 13% del fabbisogno elettrico del Paese (nel 2010) a solo l’1% nel 2012, poiché la maggior parte delle sue centrali nucleari sono state dismesse.
I disastri naturali, come i terremoti e le temperature estreme, a volte hanno lasciato il Giappone in uno stato di scarsa sicurezza energetica, perché il mix energetico è diminuito. Questo mese un aumento dell’uso del riscaldamento dovuto alle temperature di congelamento ha visto il governo introdurre delle restrizioni sui termostati, per evitare eventuali interruzioni di corrente.

A seguito di questa recente preoccupazione energetica, il Giappone punta di nuovo al nucleare per migliorare la propria sicurezza: lo scorso anno il governo nipponico ha annunciato l’obiettivo entro il 2030 di contribuire per un terzo della sua potenza con l’energia rinnovabile, ma per raggiungere questo target dovrà riavviare molti dei suoi reattori nucleari (10 sono già stati ripristinati).
Il governo spera che l’energia nucleare entro il 2030 rappresenterà tra il 20 e il 22% della produzione di elettricità. Con una opposizione ancora così diffusa, però, non sarà un compito facile.

Il responsabile dell’Energy Economics and Society Research Institute di Tokyo, Go Matsuo, ha affermato la necessità di diversificare il mix energetico del Giappone: “molte centrali elettriche sono state chiuse, deve esserci un cambiamento fondamentale nel modo in cui incoraggiare gli investimenti nella zona.
Gli investimenti nella produzione di energia su larga scala richiedono dai 7 agli 8 anni per decidere, ciò significa che c’è un’urgenza”.

GLI OBIETTIVI DEL GIAPPONE SULLE ENERGIE RINNOVABILI

In qualità di principale emettitore di CO2, il Giappone sta cercando da tempo dei modi per ridurre i suoi gas serra passando alle energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi globali. Il Paese punta a diventare carbon neutral entro il 2050, il che significa che ha molto lavoro davanti a sé, in qualità di sesto maggiore emettitore di carbonio al mondo.

Il recente interesse delle major internazionali del petrolio e del gas vedrà il Giappone espandere il suo settore dell’energia eolica. Questo mese BP ha concordato una partnership strategica con l’azienda giapponese Marubeni che si concentrerà sulle operazioni eoliche offshore e su altri progetti a basse emissioni di carbonio, come l’idrogeno. BP ha acquistato una quota del 49% in un progetto eolico, sebbene non siano state ancora rilasciate ulteriori informazioni sullo sviluppo al largo delle coste del Paese.

Questa mossa supporta l’obiettivo del governo di ottenere 10 GW di energia eolica offshore entro il 2030. Si prevede che la cifra aumenterà ulteriormente fino a raggiungere un valore compreso tra i 30 e i 45 GW entro il 2040. Sugli obiettivi del Giappone l’IEA ha spiegato: “sarà importante anche sviluppare diversi scenari di decarbonizzazione e prepararsi alla possibilità che alcune tecnologie a basse emissioni di carbonio – come il nucleare – potrebbero non espandersi così rapidamente come sperato”.

L’ENERGIA RINNOVABILE NEI TRASPORTI GIAPPONESI

Nel settore dei trasporti, gli sviluppi a basse emissioni di carbonio sono già ben avviati: Tokyu Corp questo mese ha annunciato che dal mese di aprile gestirà tutti i servizi sull’energia solare e altre fonti rinnovabili.
La compagnia – che ha 105 km di linee ferroviarie che collegano Tokyo e la prefettura di Kanagawa – nel 2019 ha introdotto dei treni idroelettrici e geotermici e spera di ridurre le sue emissioni di carbonio fino al 46,2% entro il 2030, arrivando intorno allo zero entro il 2050.

Allo stesso modo, la più grande azienda ferroviaria del Giappone, East Japan Railway, ha annunciato di voler testare il suo primo treno a idrogeno questo mese. Il treno Hybari – da 35 milioni di dollari – dovrebbe avere un’autonomia di 140 km e una velocità massima di 100 km/h. L’azienda spera di iniziare i suoi servizi commerciali nel 2030.

In seguito al devastante disastro di Fukushima, il Giappone ha evitato a lungo l’energia nucleare.
Con il governo che sta cercando di diversificare il mix energetico del Paese come mezzo per aumentare la sua sicurezza energetica a lungo termine e ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili, però, i progetti nucleari potrebbero tornare in auge. Inoltre, il Giappone probabilmente amplierà il suo settore delle energie rinnovabili, dal momento che le major internazionali del petrolio e del gas stanno mostrando un crescente interesse per il settore.

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