Oltre un miliardo di extra-gettito previsto per tagliare gli oneri in bolletta: La nuova tassazione colpirà estrattori di idrocarburi, raffinerie e distributori di gas ed elettricità.
Il sistema produttivo legato al settore dell’energia si appresta ad affrontare un incremento della pressione fiscale finalizzato al contenimento dei costi di sistema per le imprese. È l’effetto del Dl Energia/Bollette licenziato ieri dal Consiglio dei ministri che introduce, tra le altre cose, un aumento dell’aliquota Irap di due punti percentuali per le società che operano nel comparto energetico, con l’obiettivo di recuperare risorse da destinare direttamente alla riduzione degli oneri generali di sistema nelle fatture elettriche. La manovra, che entrerà in vigore per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, punta a generare un gettito complessivo stimato in circa un miliardo di euro nel primo biennio di applicazione.
STAGNARO: POSSIBILE PREVEDERE UN AUMENTO GENERALIZZATO DEI COSTI, SOPRATTUTTO DELLE TARIFFE DI TRASPORTO E DISTRIBUZIONE
Difficile tuttavia, quantificare l’impatto reale per le singole imprese. “L’Irap dipende da tante caratteristiche individuali dele singole aziende perché aziende che fanno grandi investimenti e grandi ammortamenti pagano meno Irap. L’impatto è differenziato in base alle caratteristiche soggettive delle diverse imprese, il costo del lavoro e quanti investimenti hanno effettuato in primis. Per questo l’effetto sui bilanci delle aziende è complicato da capire: di sicuro è possibile prevedere un aumento generalizzato dei costi che le imprese dovranno sostenere e questo potrebbe determinare anche un tentativo di ribaltarli a valle”, ha detto a Energia Oltre Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. “In alcuni casi il tentativo è matematico visto che coinvolge aziende che gestiscono reti: le tariffe regolate delle imprese infrastrutturali sono infatti stabilite per garantire un certo ritorno medio sul costo del capitale, il cosiddetto WACC, e un aumento del carico fiscale potrebbe portare a un aumento delle tariffe di trasporto e distribuzione per garantire la neutralità sul bilancio delle aziende. Mentre su tutte le altre aziende non è ovvio chi sarà il pagatore ultimo della tassa, nel caso degli operatori di rete è puramente passante e arriverà in testa al consumatore finale”, ha chiarito Stagnaro.
STRETTA FISCALE SUI GIGANTI DELL’ENERGIA E DEGLI IDROCARBURI
L’incremento dell’aliquota, come previsto dal comma 1 dell’articolato, non riguarda la totalità del tessuto imprenditoriale, ma si concentra esclusivamente su quei soggetti che esercitano in via prevalente le attività individuate da una specifica selezione di codici ATECO. Secondo quanto tracciato dalla Tabella 1 allegata al decreto, il rincaro colpirà innanzitutto le attività estrattive (Sezione B), includendo i servizi di supporto all’estrazione di petrolio e gas naturale e le altre attività del settore minerario. La fotografia scattata dalla norma estende poi il prelievo alle attività manifatturiere (Sezione C) legate alla fabbricazione di prodotti di cokeria e a tutti i derivati della raffinazione del petrolio e dei combustibili fossili.
RETI E DISTRIBUZIONE: I SETTORI INTERESSATI DAL PRELIEVO
Il raggio d’azione della manovra fiscale abbraccia anche il settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (Sezione D). In questo ambito, la maggiorazione fiscale di due punti percentuali si applicherà alle imprese che gestiscono la produzione, la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica, così come a quelle impegnate nella produzione e distribuzione di combustibili gassosi tramite condotte. Non restano esclusi i servizi legati alla fornitura di vapore e aria condizionata, né le attività di intermediazione per l’energia elettrica e il gas naturale. Per garantire l’immediata operatività della misura, il legislatore ha stabilito che nella determinazione dell’acconto dovuto per il primo anno di applicazione si dovrà assumere, come imposta del periodo precedente, quella calcolata applicando la nuova aliquota maggiorata.
STAGNARO: DA MISURA IMPATTO COMUNQUE LIMITATO RISPETTO A ETS
“Vengono coinvolte aziende estrattive, distribuzione e retailer che comprano all’ingrosso e vendono al dettaglio: per questa tipologia di imprese il costo dell’energia è un costo, non si capisce perché debbano essere colpiti”, ha evidenziato Stagnaro che comunque reputa “a impatto limitato” la misura “visto che la stima di gettito è di qualche centinaio di milioni di euro. Per il mondo elettrico la ‘botta grossa’ arriva da altre norme quella sulla CO2 ad esempio”, ha spiegato. Vale a dire l’Ets a cui il Governo ma non solo, ha dichiarato guerra e per il quale la premier Giorgia Meloni, vorrebbe “una profonda revisione” da parte dell’Europa.
PICHETTO: SCELTO DI AUMENTARE IRAP PERCHE’ C’È CERTEZZA ENTRATE
A chiarire cosa ha guidato le scelte de Governo ci ha pensato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin intervistato da SkyTg24: “Stiamo chiedendo un sacrificio a quel sistema di imprese che per fortuna loro hanno avuto dei margini che permettono loro di lamentarsi, lo capisco, ma anche di sopportare”, ha detto il ministro a proposito degli aumenti alle imprese per finanziare il Dl bollette. “È comunque una ‘una tantum’ per due anni”. “Con l’Irap c’è una certezza delle entrate, ho lasciato tutta la valutazione a Giorgetti”, ha concluso il ministro.
DESTINAZIONE DELLE RISORSE E TAGLIO DELLA COMPONENTE ASOS
Ets a parte, il gettito derivante dall’operazione messa in piedi dall’esecutivo nel Dl Energia/Bollette è quantificato con estrema precisione nel provvedimento: si stimano entrate per 431,5 milioni di euro nel 2026, che saliranno a 501,1 milioni nel 2027, per poi attestarsi a 68,4 milioni nel 2028. Come si legge nell’articolato, queste somme sono interamente vincolate alla riduzione della spesa per gli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione, tecnicamente definita componente ASOS. Si tratta di un intervento mirato ad alleggerire i costi energetici fissi che gravano sulle imprese, cercando di restituire competitività al sistema produttivo attraverso un abbattimento degli oneri parafiscali in bolletta.
BENEFICIARI E UTENZE ESCLUSE DALLA RIDUZIONE DEGLI ONERI
La platea dei beneficiari del taglio degli oneri ASOS è circoscritta alle utenze non domestiche, ma con eccezioni rilevanti definite per evitare sovrapposizioni di benefici o squilibri. La riduzione si applicherà alle utenze in bassa tensione per “altri usi” e a quelle in media, alta e altissima tensione. Risultano però tassativamente esclusi i prelievi relativi all’illuminazione pubblica e tutte le utenze che già godono di regimi tariffari speciali (ai sensi del decreto-legge 91/2014). Inoltre, non potranno beneficiare di questo specifico abbattimento le grandi aziende energivore iscritte nell’elenco istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), le quali usufruiscono già di agevolazioni strutturali dedicate.
COPERTURA FINANZIARIA E PROSPETTIVA FINO AL 2029
Il decreto definisce infine il complesso meccanismo di copertura degli oneri derivanti dall’attuazione della norma stessa. Per il triennio 2027-2029, sono previsti costi valutati tra 1,2 e 7,7 milioni di euro annui. Per gli anni 2027 e 2028 si utilizzerà quota parte delle maggiori entrate generate dall’aumento dell’Irap energetica. Per l’annualità 2029, invece, la copertura sarà garantita mediante una corrispondente riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. In questo modo, il governo blinda la manovra assicurando che l’abbattimento degli oneri in bolletta resti finanziariamente solido nel medio periodo.

