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Il mercato delle emissioni di CO2 potrebbe superare il mercato del petrolio?

Emissioni

Secondo alcuni analisti il mercato della CO2 potrebbe superare le dimensioni del mercato petrolifero entro il 2030 o anche entro il 2025 se le normative arriveranno abbastanza velocemente e saranno abbastanza rigide

A luglio di quest’anno, un gruppo di gestori di patrimoni con 6 trilioni di dollari di asset ha chiesto di riconoscere un prezzo globale per le emissioni di carbonio, secondo quanto si legge su Reuters. Ancora prima, lo scorso dicembre, un altro gruppo di asset manager ha lanciato l’iniziativa Net Zero Asset Managers, impegnandosi a raggiungere l’obiettivo net zero. Ad oggi, i firmatari dell’iniziativa controllano circa 43 trilioni di dollari di asset. E ora i commercianti di materie prime si stanno rivolgendo al commercio della CO2.

LA CO2 COME UNA MERCE

Con così tanta attenzione rivolta alla riduzione delle emissioni di carbonio da parte di governi, autorità di regolamentazione, investitori attivisti e gruppi ambientalisti era solo questione di tempo prima che le emissioni diventassero un vero e proprio business. Il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea, ETS, è stato il primo. Ora, anche la Cina ha il suo mercato delle emissioni di carbonio. Altri paesi, come l’Australia, stanno impiegando approcci diversi ma che finiscono ugualmente per trasformare l’anidride carbonica in merce.

OPPORTUNITÀ DI GUADAGNO

Le opportunità di guadagno sono notevoli. Secondo l’Ocse, le emissioni di carbonio, attualmente scambiate a circa 60 dollari per tonnellata sull’ETS, che è già un livello record, saliranno a 147 dollari per tonnellata per rendere raggiungibili gli obiettivi di zero, si legge sul Financial Times.

SHELL E BP SONO GIA’ NEL BUSINESS

Il Wall Street Journal ha riferito questa settimana che Shell e BP, oltre ad essere grandi major petrolifere, sono anche tra i maggiori commercianti di materie prime energetiche al mondo, e hanno già creato importanti divisioni commerciali per il commercio del carbonio. La loro attività è attualmente focalizzata sull’Ue grazie al fatto che si tratta del mercato delle emissioni più sviluppato al momento.

NEL 2020 MERCATO DA 280 MLD DI DOLLARI

Il mercato europeo delle emissioni, insieme ai mercati regionali più piccoli per le emissioni in California e Nuova Zelanda, ha avuto una dimensione di oltre 280 miliardi l’anno scorso, secondo i dati di Refinitiv citati dal WSJ. Si è trattato di un aumento del 23% rispetto all’anno precedente e le prospettive sono rosee. Gli analisti di Wood Mackenzie hanno calcolato che il mercato globale delle emissioni di carbonio potrebbe raggiungere i 22 trilioni di dollari entro il 2050.

IL MERCATO DEL CARBONIO POTREBBE SUPERARE LE DIMENSIONI DEL MERCATO PETROLIFERO ENTRO IL 2030

E non è tutto. Secondo l’ex trader di petrolio che ora guida il trading desk del carbonio di Trafigura, il mercato del carbonio potrebbe superare le dimensioni del mercato petrolifero entro il 2030 o anche entro il 2025 se le normative arriveranno abbastanza velocemente e saranno abbastanza rigide, si legge su Nasdaq. L’Unione europea è già in procinto di espandere l’ETS per coprire più industrie, facendo sì che più aziende acquistino permessi di emissione e li scambino.

AUMENTO PREZZI DELLA CO2 QUEST’INVERNO A CAUSA DELLA SCARSE FORNITURE DI GAS

Nel frattempo, è probabile che il prezzo del carbonio aumenti ulteriormente, soprattutto quest’inverno, quando le scarse forniture di gas naturale potrebbero rendere l’Europa più dipendente dalla produzione di energia a carbone, spingendo i gestori di centrali ad acquistare più permessi di emissione.

“A lungo termine, tuttavia, l’impennata del prezzo dei permessi per il rilascio di anidride carbonica dovrebbe aiutare le aziende a investire di più in tecnologie a basse emissioni di carbonio per ridurre la propria impronta. Ed è così che si otterrà il net-zero”, ha sottolineato Oilprice.

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