Il mercato delle batterie si prepara a decollare. Tutti i dati del rapporto McKinsey sul potenziale del settore e il ruolo dell’Italia
Le batterie premono il piede sull’acceleratore. Il valore globale dovrebbe raggiungere una cifra compresa tra 120 e 150 miliardi di dollari entro il 2030. Nello stesso periodo la capacità installata potrebbe crescere del 50% all’anno, passando da 31.000 a 66.000 terawattora secondo quanto emerge dal report “Powering the future: Strategies for battery energy storage developers” di McKinsey. Al tempo stesso, la domanda energetica mondiale aumenterà del 130% tra il 2023 e il 2050. La definitiva consacrazione delle BESS, però, dipenderà in maniera determinante dalle normative, dal potenziale di reddito, dagli incentivi, dalle strategie di generazione di ricavi e di approvvigionamento, secondo il report.
BATTERIE, ITALIA IN POLE CON IL MACSE
L’Italia è in pole position grazie al MACSE, secondo McKinsey. Il nostro Paese ha recentemente segnato un passo fondamentale nel settore con il completamento della prima asta per il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico. Grazie a questo meccanismo, l’Italia ha appaltato dieci gigawattora (GWh) di capacità mirata a prezzi definiti “altamente competitivi”. Un risultato tanto importante quanto sfidante, poiché impone agli sviluppatori di raggiungere i propri obiettivi di redditività in un mercato sempre più sfidante.
La buona notizia è che i costi tecnologici delle batterie hanno subito un drastico calo nell’ultimo anno. Basti pensare che i prezzi dell’hardware BESS sono scesi di circa il 55% dal 2019, con i blocchi a corrente alternata (AC) che all’inizio del 2026 sono scesi sotto i 100 dollari per kilowattora, raggiungendo i 65 dollari in Cina.
LA RICETTA PER PROSPERARE NEL MERCATO BESS
Secondo McKinsey, per prosperare nel mercato delle batterie, gli sviluppatori devono adottare strategie mirate basate su tre pilastri: comprensione del mercato, massimizzazione dei ricavi ed eccellenza operativa. In primo luogo, gli operatori dovranno imparare a navigare tra regolamentazioni locali e incentivi. La Germania è in prima fila in fatto di incentivi per accumuli. Infatti, offre premi d’asta tra 70 e 85 euro per MWh. Una mossa che ha spinto gli sviluppatori BESS a competere per aggiudicarsi premi per 820 MWUn altro elemento determinante sarà il revenue stacking, poiché i ricavi dei soli servizi ausiliari stanno diminuendo progressivamente.
Una soluzione per gli sviluppatori di batterie, secondo il report, sarebbe spostarsi verso il trading di energia, che potrebbe rappresentare il 75% dei ricavi totali entro il 2030. Infine, l’uso di strumenti di monitoraggio avanzati potrebbe estendere la vita utile dei sistemi ben oltre i 15 anni. Un’altra boccata d’aria fresca potrebbe arrivare dall’Ia. Infatti, l’adozione di strategie di trading basate sull’intelligenza artificiale può aumentare i ricavi del trading in tempo reale del 35%, secondo McKinsey.
L’UE PRONTA AD INVESTIRE IN BESS
L’Europa si pone all’avanguardia in questa transizione. Si prevede che l’investimento annuale nelle reti elettriche nell’Unione Europea e nel Regno Unito raggiungerà i 120 miliardi di dollari entro il 2030. Tuttavia, il mercato europeo deve affrontare sfide importanti. La prima riguarda i tempi di Sviluppo. Infatti, in Europa lo sviluppo e la connessione dei BESS richiedono solitamente tra i tre e i sette anni, con code di connessione alla rete che rischiano di allungarsi ulteriormente.
Inoltre, in alcuni mercati europei, i margini lordi per i BESS da due ore possono superare i 100.000 euro per megawatt all’anno, includendo i ricavi derivanti dal bilanciamento di domanda e offerta. Ad esempio, in Spagna, con una quota di rinnovabili al 55% nel 2025, si prevedono margini di circa 40 euro per MW dall’arbitraggio energetico entro il 2030.


