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Il protocollo di Assotermica e Proxigas che sfida il dogma dell’elettrificazione forzata con i green gas

L’accordo tra Proxigas e Assotermica promette bollette sostenibili e emissioni zero senza demolire le nostre case. Ecco i dettagli del piano

Il futuro del riscaldamento è nei green gas. Il biometano è già una realtà in crescita esponenziale, l’idrogeno è il vettore del futuro. È quanto emerso nel corso della presentazione del protocollo d’intesa tra Proxigas e Assotermica, che punta a supportare la diffusione dei green gas tra tutti i consumatori. L’obiettivo è proteggere il valore delle case assicurando, al tempo stesso, bollette sostenibili e sicurezza energetica.

GREEN GAS, IL BLUFF DELL’ELETTRIFICAZIONE DEI CONSUMI FINALI

Sostituire tutte le caldaie a gas con pompe di calore è un’utopia. Su 16 milioni di abitazioni analizzate nel nostro Paese, solo 1 milione sono davvero pronte per essere elettrificate senza costi folli. “La completa elettrificazione dei consumi domestici non è un obiettivo realistico”, ha tuonato Pier Lorenzo Dell’Orco, Presidente di Proxigas, citando lo studio condotto da Proxigas e BIP Consulting sui consumi del parco residenziale italiano.

Con il 70% delle famiglie italiane che oggi dipende dal gas e un patrimonio edilizio vecchio e difficile da ristrutturare, la soluzione non è demolire tutto, ma cambiare ciò che scorre nei tubi. Rendere il gas verde all’origine, permette di abbattere la CO2 senza costosi investimenti in nuove tecnologie.

BIOMETANO E IDROGENO PER CASE GREEN

La strategia presentata da Dell’Orco e Giuseppe Lorubio (Presidente di Assotermica) per la transizione dei consumi residenziali si fonda su efficienza energetica e gas rinnovabili. Entrambi i presidenti delle associazioni hanno sottolineato che le reti del gas e le caldaie di ultima generazione sono già pronte a ricevere i green gas. Il biometano, in particolare, è una realtà già oggi in crescita esponenziale. “Il numero di impianti a biometano è cresciuto in maniera esponenziale, 7 volte dal 2019 al 2025. Un trend che va sfruttato oltre la scadenza del Pnrr. Il Mase sta lavorando a un quadro incentivante che vada oltre, già nel Dl bollette c’è stata una prima misura. Oltre il 40% dei nuovi impianti a biometano provengono da impianti a biogas convertiti”, ha detto Dell’Orco, aggiungendo che il potenziale di sviluppo potrebbe raggiungere i 15 miliardi di metri cubi al 2050, secondo un recente studio di CIB.

Dopo la crisi del gas russo, puntare sul biometano “made in Italy” significa non dipendere più dai capricci geopolitici stranieri. La scommessa per il futuro, invece, è l’idrogeno, ostacolato dal prezzo ancora proibitivo.

LE RICHIESTE AL GOVERNO SUI GREEN GAS

Un pilastro del’alleanza tra Proxigas e Assotermica è la creazione di iniziative di sensibilizzazione istituzionale per favorire la formazione di un quadro regolatorio e legislativo che supporti un’integrazione sempre più ampia dei vettori gassosi green nel mix energetico nazionale.
Il messaggio inviato al Governo nel corso della presentazione è chiaro: la direttiva UE sulle “Case Green” va interpretata con flessibilità. L’Italia non può permettersi un addio ideologico al gas. “La direttiva offre flessibilità sul gas. Il Governo dovrebbe sfruttare queste flessibilità per renderla attuabile per un Paese largamente dipendente dal gas, soprattutto per il riscaldamento domestico. Il gas resterà una fronte primaria per il settore. Il secondo tema importante è il recepimento dell’Ets2, bisogna riflettere attentamente sull’entrata in vigore tenendo conto dei vincoli del parco immobiliare. Aggiungo il tema del regolamento tecnico sulle caldaie”, ha detto Pier Lorenzo Dell’Orco.
“Troppo spesso il dibattito si avvita sui meriti di questa o quella tecnologia”, ha spiegato Giuseppe Lorubio. “Serve efficienza energetica unita a quote crescenti di gas rinnovabili che la nostra filiera è già pronta a ‘scaricare a terra'”.

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