Il Capo di Stato Maggiore Massimo Zuccher ha spiegato che l’Arma dei Carabinieri, tramite il CUFAA, assicura sotto il profilo ambientale un presidio capillare del territorio rurale, grazie agli oltre 900 nuclei forestali e nuclei parco che da oltre due secoli monitorano e controllano il territorio montano
Nella mattinata di oggi, in Commissione Ambiente alla Camera, si sono svolte le audizioni di rappresentanti del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA) sull’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2024/1991 sul Ripristino della Natura.
I CARABINIERI DEL CUFAA POSSONO SUPPORTARE LA REDAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRISTINO
Prendendo la parola, Massimo Zuccher, Capo di Stato Maggiore del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA), ha spiegato che lo schema di decreto prevede “il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dell’Agricoltura come autorità nazionale competenti, con una ripartizione di responsabilità che coinvolge anche Regioni, Province autonome, Comuni, Autorità di Bacino ed enti gestori. È una struttura che accogliamo con favore nelle sue linee essenziali, ma che, per essere efficace, riteniamo sia opportuno integrare con il sommarsi di un motore tecnico-operativo di comprovata solidità. E qui il ruolo dell’Arma dei Carabinieri, attraverso il CUFAA, consideriamo possa ritenersi d’ausilio a tale governance”.
LA TUTELA DELLA NATURA, DAL CORPO FORESTALE ALL’ARMA DEI CARABINIERI
Zuccher ha ricordato poi che il CUFAA esercita “delle competenze tecniche e compiti di vigilanza che sono radicate nella storia del Paese e sono traslati all’Arma dei Carabinieri a seguito dell’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato. La nostra specialità garantisce la biodiversità, il monitoraggio del dissesto idrogeologico, la gestione dell’inventario forestale e il controllo dello stato fitosanitario degli ecosistemi”.
Tramite il CUFAA, l’Arma assicura sotto il profilo ambientale “un presidio capillare del territorio rurale, grazie agli oltre 900 nuclei forestali e nuclei parco, che da oltre due secoli monitorano e controllano il territorio montano, dapprima come Corpo Forestale, ora come Arma dei Carabinieri”.
Secondo il Capo di Stato Maggiore del CUFAA, “l’applicazione del Regolamento europeo richiede un processo analitico scindibile in fasi cruciali: la mappatura preliminare, la redazione del piano nazionale, la realizzazione degli interventi e la successiva rendicontazione del risultato”.
Zuccher ha poi evidenziato che il CUFAA “attualmente gestisce direttamente un patrimonio di oltre 130 riserve naturali e statali e 20 aree demaniali. Questi territori sono stati negli anni veri e propri laboratori di ingegneristica naturalistica. Decenni di intervento di rinaturalizzazione e ripristino ecologico hanno trasformato aree originariamente fragili in alcuni degli ecosistemi meglio conservati d’Europa”.
UN SUPPORTO TECNICO COSTANTE ALLE IMPRESE
Riguardo gli ecosistemi agricoli e forestali, Zuccher ha affermato che la transizione verso pratiche più sostenibili e il ripristino delle popolazioni di insetti pronubi “richiederanno un supporto tecnico costante alle imprese del settore.
L’imponente piano di forestazione previsto dal Regolamento, in linea con l’obiettivo europeo di impiantare 3 miliardi di alberi, ha già palesato una carenza allarmante di materiale vegetale certificato sul mercato nazionale. Senza piante di origine genetica autoctona e controllata, ogni progetto di ripristino sarebbe destinato al fallimento ecologico. È proprio in questo settore che l’Arma è pronta a fungere da soggetto moltiplicatore, grazie ad asset strategici come i Centri Nazionali Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano e Peri, presidi di eccellenza per la produzione massiva e la conservazione di specie rare o minacciate”.


