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MICHAEL FLACKS FILANTROPO E CEO FLACKS GROUP

Ecco perché Michael Flacks smentisce sé stesso e il Governo sull’Ilva

Michael Flacks sembra smentire sé stesso e il Governo su più aspetti in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Flacks Group ha un piano industriale per l’Ilva?

La recente intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno ha sollevato un polverone su Michael Flacks, numero uno del gruppo che, salvo imprevisti, prenderà le redini dell’Ilva. Sono tanti i punti interrogativi sollevati dalle sue parole: la nuova governance, le condizioni degli impianti, i piani industriali e occupazionali.

I PUNTI CRITICI DEL DISCORSO DI FLACKS

Sono diversi i punti del discorso di Flacks che non collimano sia con la versione del governo che con i piani iniziali. Uno dei principali riguarda lo stato degli stabilimenti. Nonostante ammetta di acquisire Ilva proprio perché al collasso, per Flacks “la fabbrica è gestita in maniera adeguata con impianti in buone condizioni”. In realtà, come riporta Il Foglio, gli stabilimenti cadono a pezzi. Un altoforno è stato sequestrato perché è andato a fuoco a due mesi dal taglio del nastro del ministro Urso e un mese fa un operaio di 47 anni è morto per le mancate manutenzioni.

Il secondo nodo riguarda le offerte per l’Ilva. Mentre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso ieri dichiarava che “il fondo americano ha fatto, a giudizio dei commissari, l’offerta più significativa e sostenibile”, nell’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno Flacks ha sostenuto di essere stato l’unico a presentarsi alla gara.

Non è chiaro neanche quale sarà la futura governance dell’acciaieria. “Lo stato italiano farà parte della società? No. Ci sarò solo io, al 100 per cento”, ha risposto. Ma nel piano con cui ha partecipato alla gara ha scritto che prevedeva il 40% di investimento pubblico. Alla domanda sull’ipotesi di partner privati, Flacks risponde: “Zero, non ci sono altri soci. Non ho altri soci fuori dalla mia famiglia. Il mio socio più importante è mia moglie”. Un’affermazione in contrasto con l’idea della premier Meloni, che ha contattato Federacciai per fare un appello agli industriali italiani affinché intervengano in società con Flacks.

LE CIFRE DELLA NUOVA ILVA

Nonostante ammetta di acquisire Ilva proprio perché al collasso, per Flacks “la fabbrica è gestita in maniera adeguata con impianti in buone condizioni”. In realtà gli impianti cadono a pezzi: un altoforno è stato sequestrato perché è andato a fuoco a due mesi dal taglio del nastro del ministro Urso e un mese fa un operaio di 47 anni è morto per le mancate manutenzioni.

“All’inizio riteniamo di tenere 6. 500 dipendenti ma abbiamo il progetto di raggiungere i 10mila” ribadisce. Il ciclo industriale dell’acciaio prevede 300 addetti per ogni migliaia di tonnellate a forno elettrico. “Costruiremo una nuova fonte di approvvigionamento energetico a Taranto, stiamo discutendo proprio ora le opzioni con il governo”. È possibile che nei piani del gruppo figuri la costruzione di un reattore nucleare quale fonte di approvvigionamento energetico per l’Ilva.

CHI È FLACKS GROUP

Nell’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno Michael Flacks ha tenuto a sottolineare che “Flacks group non è un fondo d’investimento. Si tratta della società di famiglia, non abbiamo azionisti a cui rispondere”. Ma chi è Flacks Group? È la società di servizi che gestisce il patrimonio del magnate di 1,7 miliardi di sterline. Il piano Ilva ne prevede dieci volte tanti. Come riporta Il Foglio, nel 2019, il gruppo ha tentato di acquisire la catena di negozi al dettaglio Laura Ashley per 20 milioni di sterline, dopo aver valutato l’acquisizione della catena di discount Poundworld l’anno precedente.

Entrambe le società sono poi state sottoposte a procedura fallimentare. “Quando c’è un’attività che fallisce più volte, la gente viene da me”. Al Financial Times ha annunciato che si candida anche a salvare British Steel, acciaieria inglese in amministrazione straordinaria.

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