Scenari

India, Petronet Lng vicino ad acquistare 1 mln di tonnellate di Gnl

gnl

Non è stata rivelata l’identità del fornitore, ma l’amministratore delegato di Petronet, Prabhat Singh, ha dichiarato che sarebbero più di dieci i produttori di GNL interessati a rifornire l’India di carburante.

Petronet LNG, il maggiore importatore di gas naturale liquefatto (GNL) in India, ha recentemente annunciato di essere vicino alla firma di un contratto di approvvigionamento per un milione di tonnellate all’anno di GNL a prezzi spot.

Non è stata rivelata l’identità del fornitore, ma l’amministratore delegato di Petronet, Prabhat Singh, ha dichiarato che sarebbero più di dieci i produttori di GNL interessati a rifornire l’India di carburante.

LA QUESTIONE DEL PREZZO

Il gas sarà acquistato a prezzi collegati sia all’Henry Hub che al Title Transfer Facility: il primo è il riferimento per il GNL statunitense; il secondo – si trova nei Paesi Bassi – è invece il principale punto di scambio in Europa per il gas naturale.

Il contratto di Petronet, riporta Asia Times, non avrà un impatto soltanto sulla strategia indiana per il gas ma forse sull’intero mercato del GNL. Se i contratti a medio-lungo termine basati sui prezzi spot dovessero affermarsi, infatti, ciò potrebbe favorire quei Paesi che hanno costi di produzione bassi (come il Qatar) e sfavorire invece quelli con costi più alti (come l’Australia o gli Stati Uniti).

Nella prima metà del 2020 Nuova Delhi ha acquistato GNL ad un prezzo medio di 3,5-4,5 dollari per milione di British thermal unit, rifornendosi sia dal Qatar (il fornitore geograficamente più vicino) che dall’Australia, i due maggiori esportatori mondiali.

LA STRATEGIA DELL’INDIA

Nel rapporto Gas 2019: Analysis and forecasts to 2024, pubblicato nel giugno dell’anno scorso, l’Agenzia internazionale dell’energia scriveva che nei prossimi cinque anni il mercato globale del gas naturale liquefatto subirà grandi cambiamenti e che l’India – insieme alla Cina – diventerà un acquirente di GNL ancora più importante.

Dal 2011 l’India è il quarto maggiore importatore di GNL, dopo Giappone, Cina e Corea del sud.

L’anno scorso il governo di Nuova Delhi ha fissato un obiettivo al 2030 per portare la quota di utilizzo del gas naturale al 15 per cento – al momento è del 6 per cento – in modo da ridurre le proprie emissioni di gas serra, le terze più alte al mondo dopo quelle prodotte da Stati Uniti e Cina. Si prevede che la crescita maggiore per quanto riguarda il consumo di gas avverrà nei settori industriale ed energetico.

Nuova Delhi sta accelerando sulla costruzione di terminal per l’importazione del GNL: la sua capacità di rigassificazione è di circa 5 miliardi di piedi cubici al giorno. Asia Times scrive che altri quattro terminali sono in costruzione. Sono tutti localizzati nella costa occidentale del Paese e saranno operativi entro il 2023, per un totale di 2,5 miliardi di piedi cubici al giorno di capacità aggiunta.

Tuttavia, le regioni meridionali ed orientali dell’India sono carenti di infrastrutture per il trasporto del gas dai terminal sulla costa alle zone interne, dove si concentra la domanda.