Scenari

Iran, accordi sul petrolio da 1,2 miliardi di dollari

produzione petrolifera

L’Iran vuole raddoppiare il suo output di petrolio nel 2021, convinto che l’amministrazione Biden allenterà le sanzioni economiche imposte da Trump

La National Iranian Oil Company (NIOC), la compagnia petrolifera statale dell’Iran, ha annunciato la firma di una serie di accordi dal valore complessivo di 1,2 miliardi di dollari per l’aumento della produzione petrolifera del paese.

Gli accordi avrebbero dovuto essere firmati ieri nella capitale Teheran, alla presenza del ministro del Petrolio Bijan Namdar Zanganeh, ma l’evento è stato rimandato ad una data non specificata. Non sono chiare neanche le motivazioni.

GLI OBIETTIVI PER IL 2021

Il mese scorso Zanganeh aveva detto che l’Iran aveva intenzione di raddoppiare il suo output petrolifero nel 2021, portandolo a 4,5 miliardi di barili al giorno. Il governo sembra essere convinto che la nuova amministrazione statunitense di Joe Biden – il cui mandato inizierà il 20 gennaio – opterà per un allentamento delle sanzioni economiche imposte dall’attuale presidente Donald Trump come parte della sua strategia di “massima pressione” verso il paese.

IN COSA CONSISTONO GLI ACCORDI

Due sussidiarie di NIOC – la National Iranian South Oil Company e la Iranian Offshore Oil Company – firmeranno degli accordi con degli appaltatori iraniani relativi ai giacimenti onshore nelle province di Bushehr, Fars, Khuzestan, Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad. Gli accordi riguardano anche il deposito offshore di Reshadat, nel golfo Persico.

Le due società avevano raggiunto degli accordi simili già lo scorso agosto – per un valore di 1,8 miliardi di dollari – per il potenziamento della produzione in una dozzina di depositi di greggio onshore e offshore.

I TAGLI OPEC

L’Iran non è stata inclusa nel taglio alla produzione di petrolio deciso dall’OPEC (di cui pure fa parte) dallo scorso marzo per rispondere al calo della domanda provocato dalla pandemia di coronavirus. L’esenzione di Teheran è legata alle sanzioni statunitensi, che hanno colpito il settore petrolifero del paese, limitandone pesantemente la capacità di esportazione.