Scenari

Iraq e Francia puntano ad avviare una cooperazione sul nucleare

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L’idea di una collaborazione fra Iraq e Francia sul nucleare riapre il tema delle condizioni disastrate del settore energetico iracheno

IL PROGETTO NUCLEARE DI MACRON ED IL PROBLEMA DELL’ELETTRICITÀ IN IRAQ

Il presidente francese Emmanuel Macron ha visitato l’Iraq ed incontrato il Primo Ministro Mustafa al-Kadhimi mercoledì 2 settembre. Durante il colloquio con il leader politico iracheno, Macron ha discusso anche le tematiche legate alla cooperazione energetica e alla realizzazione congiunta di un progetto nucleare per risolvere il problema dei blackout che affliggono il Paese mediorientale, senza che venissero forniti dettagli sul progetto in questione.

La questione delle interruzioni nella fornitura di corrente elettrica è un tema che colpisce da tempo l’Iraq e che soprattutto nei periodi estivi diventa un flagello per la popolazione. Le interruzioni delle forniture sono dovute in grossa parte alla mancanza di investimenti nelle centrali e nelle reti, ormai sempre più datate, ed i bassi prezzi petroliferi pongono limiti alla possibilità di investire per migliorarli. Con temperature di anche 48 °C da affrontare sotto dei tetti di alluminio e nessun sistema di refrigeramento funzionante, la mancanza di energia elettrica è fortemente sentita dai cittadini iracheni, i quali si sono da anni riuniti in proteste contro le condizioni in cui sono costretti a vivere. Con la pandemia la situazione è solamente peggiorata e costringe gli iracheni ad affrontare il dilemma del patire il caldo torrido chiusi in casa o uscire e rischiare di contrarre il coronavirus.

Sul tema si è pronunciato anche il Direttore Esecutivo dell’IEA Fatih Birol, il quale ha dichiarato che la stabilità politica dell’Iraq sia compromessa dalle periodiche interruzioni delle forniture di elettricità e dagli effetti economici dei bassi prezzi petroliferi, richiamando il Paese a stimolare la produzione di energia elettrica al fine di non dover affrontare una nuova crisi. Secondo Birol l’Iraq sta producendo circa 9500 megawatt meno di quanto sia necessario per soddisfare la propria domanda estiva, contro i 6000 megawatt di differenza del 2019.

IL PROBLEMA IRANIANO

L’Iraq è inoltre fortemente dipendente dall’Iran per le proprie importazioni di energia elettrica, soprattutto nel periodo estivo in cui la domanda aumenta per via del diffuso utilizzo dei condizionatori. Tale dipendenza ha portato a dei problemi come nel caso del 2018: in quell’occasione Teheran ha interrotto la fornitura di corrente al proprio Paese cliente per via di alcuni pagamenti pendenti per un valore dichiarato dall’Iran di 1,5 miliardi di dollari, creando una situazione che ha portato all’esplosione delle rivolte a Basra contro la corruzione del Governo iracheno.

La dipendenza energetica dell’Iraq nei confronti dell’Iran non è apprezzata dagli Stati Uniti, i quali lavorano costantemente per spezzare questo legame. Tale intenzione è stata ribadita durante la visita del Primo Ministro Kadhimi negli USA presso il presidente Trump, il Segretario di Stato Pompeo e dell’Energia Brouillette. L’obiettivo statunitense è quello di isolare ulteriormente l’Iran portando Baghdad più vicina all’area di influenza saudita, facilitando la cooperazione fra Iraq e Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo e fra funzionari del settore energetico iracheno e di altri Stati della regione come l’Arabia Saudita stessa, gli Emirati Arabi ed altri.

POSSIBILI AREE DI INTERVENTO

Secondo l’IEA un futuro migliore per il settore energetico iracheno è possibile e la strategia più sostenibile è quella di ridurre drasticamente le perdite della rete rafforzando le interconnessioni regionali, utilizzando in maniera efficiente il gas naturale all’interno delle centrali e promuovendo l’utilizzo delle rinnovabili.

Il primo punto ha visto fra le iniziative la firma di due nuovi accordi fra la società General Electric ed il Ministero dell’Elettricità dell’Iraq per un valore di oltre 1,2 miliardi di dollari per intraprendere dei programmi di manutenzione sulle centrali elettriche più importanti del Paese e rafforzare la rete di trasmissione. L’accordo fa parte di un piano di investimenti delle compagnie statunitense e di accordi con il Governo iracheno decisi durante la prima visita del Primo Ministro iracheno negli Stati Uniti.

Per rendere il gas naturale un pilastro della produzione di energia elettrica in Iraq gli USA puntano alla nascita di un hub nell’area meridionale del Paese, così da poter alimentare indipendentemente il settore energetico nazionale.

Fra le iniziative per incrementare la diffusione delle fonti rinnovabili vi è l’accordo fra il Regional Center for Renewable Energy and Energy Efficiency del Cairo e l’UNDP volto a sostenere lo sforzo dell’Iraq nel gestire la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico. Il nuovo accordo estende quello già esistente dal 2017 e riguarda le attività di attori nazionali ed internazionali, nonché delle società private facenti parte dell’industria dell’energia solare irachena. Le aree di intervento comprendono lo sviluppo, l’innovazione ed i servizi legati alla tecnologia rinnovabile.